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	<title>Disturbo bipolare e disturbi correlati - Staging Radavelli</title>
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		<title>Disturbo bipolare: tipo I, tipo II e ciclotimia</title>
		<link>https://staging.matteoradavelli.it/disturbo-bipolare-e-disturbi-correlati/disturbo-bipolare-tipo-i-tipo-ii-e-ciclotimia-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valeria Belotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2025 06:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbo bipolare e disturbi correlati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parliamo di disturbo bipolare, anche chiamato bipolarismo: che cos’è, quali sono le caratteristiche principali e come possono essere distinte le diverse tipologie. Con un accenno, poi, a un disturbo che non è bipolarismo ma che ne condivide gran parte delle caratteristiche. Che cos’è il disturbo bipolare Il disturbo bipolare è un disturbo psichiatrico, probabilmente quello [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Parliamo di disturbo bipolare, anche chiamato bipolarismo: che cos’è, quali sono le caratteristiche principali e come possono essere distinte le diverse tipologie. Con un accenno, poi, a un disturbo che non è bipolarismo ma che ne condivide gran parte delle caratteristiche.</p>
<h2>Che cos’è il disturbo bipolare</h2>
<p>Il disturbo bipolare è un disturbo psichiatrico, probabilmente quello con la più alta ereditarietà, quindi con la maggiore probabilità di essere trasmesso – in termini semplicistici – da genitori a figli.</p>
<p>È caratterizzato principalmente da due macro-elementi:</p>
<ul>
<li><strong>Depressione e sintomi depressivi</strong>: flessione dell’umore, mancanza di energie, catatonia, rabbia, aggressività, visione pessimistica.</li>
<li><strong>Episodi maniacali o ipomaniacali</strong>: la maniacalità consiste in un umore eccessivamente elevato, eccentrico, irritabile, impulsivo, con comportamenti rischiosi e perdita di controllo.</li>
</ul>
<h2>Mania e ipomania: le differenze</h2>
<p>Questi episodi possono essere distinti in due livelli:</p>
<ul>
<li><strong>Episodio maniacale classico</strong>: dura da una settimana fino a un mese, con i sintomi sopra descritti.</li>
<li><strong>Episodio ipomaniacale</strong>: dura alcuni giorni (quattro, cinque, sei), con caratteristiche simili ma meno intense e con un rischio inferiore rispetto all’episodio maniacale.</li>
</ul>
<p>Il disturbo bipolare non è altro che l’alternanza di queste due condizioni: episodi depressivi ed episodi (ipo)maniacali.</p>
<h2>Tipologie di disturbo bipolare</h2>
<p>Si distinguono due forme principali:</p>
<h3>Disturbo bipolare di tipo 1</h3>
<p>È caratterizzato da episodi maniacali veri e propri. Per porre diagnosi è sufficiente la presenza di un singolo episodio maniacale, anche senza episodi depressivi (che comunque compaiono nella quasi totalità dei casi come fase successiva).</p>
<h3>Disturbo bipolare di tipo 2</h3>
<p>È caratterizzato da episodi depressivi alternati a episodi ipomaniacali. In questo caso non ci sono episodi maniacali “pieni”, ma soltanto forme più lievi. Il disturbo di tipo 2 ha quindi una connotazione più depressiva rispetto al tipo 1.</p>
<h2>Il disturbo ciclotimico</h2>
<p>Un’altra condizione importante, che però non viene classificata come vero e proprio disturbo bipolare, è il <strong>disturbo ciclotimico</strong>.<br />
  Si presenta con oscillazioni dell’umore caratterizzate sia da episodi ipomaniacali sia da episodi depressivi, in forma più lieve e meno intensa rispetto al disturbo bipolare 2.</p>
<p>Ha una natura cronica e ciclica, e per essere diagnosticato deve persistere per almeno due anni. Pur non soddisfacendo i criteri del disturbo bipolare, ne condivide gran parte dei sintomi.</p>
<h2>Terapia del disturbo bipolare</h2>
<p>L’obiettivo del trattamento, indipendentemente dal tipo di disturbo, è <strong>stabilizzare l’umore</strong>, riducendo la frequenza e l’intensità delle oscillazioni.<br />
  Per questo si utilizzano solitamente:</p>
<ul>
<li><strong>Farmaci stabilizzatori dell’umore</strong> (come il litio e altri farmaci psichiatrici);</li>
<li><strong>Psicoterapia</strong>, che aiuta la persona a gestire meglio gli episodi e prevenire ricadute.</li>
</ul>
<p>L’intervento più efficace è di tipo congiunto: farmacologico e psicoterapeutico.</p>
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		<title>Cos&#8217;è il Disturbo Bipolare?</title>
		<link>https://staging.matteoradavelli.it/disturbo-bipolare-e-disturbi-correlati/cose-il-disturbo-bipolare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Matteo Radavelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jun 2024 06:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbo bipolare e disturbi correlati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mi è capitato recentemente di imbattermi in persone che utilizzavano il termine &#8220;bipolare&#8221; un po&#8217; a caso: &#8220;Sono bipolare&#8221;, &#8220;Ho paura di diventare bipolare&#8221;, &#8220;Lui è bipolare&#8221;. Quindi, facciamo un po&#8217; di chiarezza su cos&#8217;è il disturbo bipolare, quali sono le caratteristiche che lo determinano e quali tipologie di disturbo bipolare esistono. Definizione del Disturbo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Mi è capitato recentemente di imbattermi in persone che utilizzavano il termine &#8220;bipolare&#8221; un po&#8217; a caso: &#8220;Sono bipolare&#8221;, &#8220;Ho paura di diventare bipolare&#8221;, &#8220;Lui è bipolare&#8221;. Quindi, facciamo un po&#8217; di chiarezza su cos&#8217;è il disturbo bipolare, quali sono le caratteristiche che lo determinano e quali tipologie di disturbo bipolare esistono.</p>
<h2>Definizione del Disturbo Bipolare</h2>
<p>Il disturbo bipolare è un disturbo legato a repentine alterazioni del tono dell&#8217;umore. Le alterazioni del tono dell&#8217;umore, come essere contento, triste o arrabbiato, sono una cosa assolutamente normale nella misura in cui c&#8217;è una connessione tra il mio tono dell&#8217;umore e l&#8217;evento che sto vivendo. Ad esempio, se vivo un lutto, una flessione del mio tono dell&#8217;umore è assolutamente congrua. Se vinco alla lotteria, un aumento del mio tono dell&#8217;umore è altrettanto comprensibile. Nel disturbo bipolare, questa connessione non esiste poiché, nella componente patologica, è determinata da sbalzi repentini, ingiustificati, incontrollabili e spesso estremi.</p>
<h2>Caratteristiche del Disturbo Bipolare</h2>
<p>Ci sono due caratteristiche che determinano il disturbo bipolare: la maniacalità e la depressione. La maniacalità è un periodo di umore particolarmente elevato che porta con sé una disinibizione sociale, sentimenti di onnipotenza, un&#8217;assenza del bisogno di sonno e di appetito, pensieri veloci, comportamento inconcludente e così via. Quindi, un umore particolarmente elevato senza giustificazioni che lo determinano e lo spiegano. La fase di depressione, invece, è più facile da capire: è legata a un tono dell&#8217;umore particolarmente basso, alla mancanza di energie e anche in questo caso ci sono alterazioni nel bisogno di sonno e di appetito.</p>
<h2>Tipi di Disturbo Bipolare</h2>
<h3>Disturbo Bipolare di Tipo 1</h3>
<p>Il disturbo bipolare di tipo 1 è caratterizzato principalmente dalla componente maniacale, ossia ci deve essere almeno un episodio maniacale, eventualmente seguito da un episodio di depressione, che però non è di tipo maggiore, ossia non è una depressione particolarmente grave. Questa alternanza tra maniacalità e depressione è assolutamente incontrollata.</p>
<h3>Disturbo Bipolare di Tipo 2</h3>
<p>Il disturbo bipolare di tipo 2 è esattamente il contrario: è caratterizzato principalmente da una fase di depressione maggiore alternata ad almeno un episodio ipomaniacale. &#8220;Ipo&#8221; significa che non è particolarmente forte quanto il disturbo maniacale: ne condivide gli aspetti qualitativi ma non l&#8217;intensità quantitativa.</p>
<h3>Disturbo Ciclotimico</h3>
<p>Infine, il disturbo ciclotimico consiste in una specie di via di mezzo, con una fase ipomaniacale alternata a una fase di depressione che non è maggiore, all&#8217;interno di un periodo di almeno due anni.</p>
<h2>Incidenza del Disturbo Bipolare</h2>
<p>Un altro aspetto interessante è l&#8217;incidenza del disturbo bipolare: circa l&#8217;1% della popolazione ne soffre. Questo significa che una persona su 100 ha un disturbo bipolare, non sono pochi ma neanche così frequenti rispetto a quanto spesso viene abusato il termine. Un altro dato interessante è l&#8217;età di insorgenza: il disturbo bipolare di tipo 1 ha un&#8217;età media di insorgenza intorno ai 18 anni, mentre il disturbo bipolare di tipo 2 si manifesta mediamente intorno ai 22 anni. L&#8217;incidenza è pressoché equivalente tra maschi e femmine.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>Ho ritenuto importante fare questo approfondimento per fare chiarezza su cos&#8217;è il disturbo bipolare, nella speranza che questo termine possa venire usato in maniera più corretta.</p>
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		<title>Disturbo bipolare: tipo I, tipo II e ciclotimia</title>
		<link>https://staging.matteoradavelli.it/disturbo-bipolare-e-disturbi-correlati/disturbo-bipolare-tipo-i-tipo-ii-e-ciclotimia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Matteo Radavelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jun 2022 07:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbo bipolare e disturbi correlati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo articolo parliamo di disturbo bipolare, cos&#8217;è, quali sono le caratteristiche principali e come affrontarlo. Il disturbo bipolare è un disturbo psichiatrico, è il disturbo con la più alta ereditarietà e più alta probabilità di essere trasmesso di generazione in generazione. E&#8217; caratterizzato da due macro elementi: la depressione e i sintomi depressivi dall&#8217;altro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In <a href="https://staging.matteoradavelli.it/disturbi-di-personalita/i-disturbi-del-cluster-a/">questo articolo parliamo di disturbo bipolare</a>, cos&#8217;è, quali sono le caratteristiche principali e come affrontarlo.</p>
<p>Il disturbo bipolare è un disturbo psichiatrico, è il disturbo con la più alta ereditarietà e più alta probabilità di essere trasmesso di generazione in generazione. E&#8217; caratterizzato da due macro elementi: la depressione e i sintomi depressivi dall&#8217;altro da episodi maniacali o ipo maniacali.</p>
<p><strong>La maniacalità</strong> consiste in umore troppo up, elevato, eccentrico, eccessivo, comportamenti rischiosi, perdita di controllo, la persona diventa eccessiva in tutto. I comportamenti maniacali sono sia classici che ipo-maniacali: questi ultimi hanno una durata e una intensità minore. L&#8217;episodio maniacale va da una settimana ad un mese, l&#8217;episodio ipo-maniacale dura qualche giorno.</p>
<p><strong>La depressione</strong> è caratterizzata da catatonia, mancanza di energie, rabbia, aggressività e visione pessimistica della vita.</p>
<p>Il disturbo dipolare si distingue in due grandi categorie:</p>
<ul>
<li><strong>Disturbo bipolare di tipo I</strong>: ha chiari episodi maniacali, è suffuciente, per diagnosticarlo, un episodio maniacale poichè è scontato che successivamente alla fase up segue una down depressiva.</li>
<li><strong>Disturbo bipolare di tipo II:</strong> C&#8217;è oscillazione e ciclicità tra episodi ipo-maniacali e depressivi.</li>
</ul>
<p>La differenza concreta è che <em>il tipo II ha una connotazione maggiormente depressiva. </em></p>
<p>Un disturbo importante da conoscere e che somiglia ai due citati è il <strong>disturbo ciclotimico:</strong> presenta sia episodi ipo-maniacali che depressivi, è ciclico quindi generalmente prende almeno due anni di tempo prima di poter essere diagnosticato, tuttavia è meno intenso del disturbo bipolare.</p>
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		<item>
		<title>Disturbo bipolare: tra episodi maniacali e depressione</title>
		<link>https://staging.matteoradavelli.it/disturbo-bipolare-e-disturbi-correlati/disturbo-bipolare-tra-episodi-maniacali-e-depressione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Matteo Radavelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Oct 2019 14:21:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbo bipolare e disturbi correlati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uso improprio del termine &#8220;bipolare&#8221; Mi è capitato recentemente di imbattermi in persone che utilizzavano il termine bipolare in modo piuttosto casuale: &#8220;Sono bipolare.&#8221; &#8220;Ho paura di diventare bipolare.&#8221; &#8220;Lui è bipolare.&#8221; Spesso, questo termine viene impiegato in contesti impropri, senza una reale comprensione del suo significato clinico. Facciamo quindi chiarezza su cos’è il disturbo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 data-start="64" data-end="109"><strong data-start="67" data-end="107">Uso improprio del termine &#8220;bipolare&#8221;</strong></h2>
<p data-start="110" data-end="231">Mi è capitato recentemente di imbattermi in persone che utilizzavano il termine <strong data-start="190" data-end="202">bipolare</strong> in modo piuttosto casuale:</p>
<ul data-start="232" data-end="312">
<li data-start="232" data-end="252">&#8220;Sono bipolare.&#8221;</li>
<li data-start="253" data-end="290">&#8220;Ho paura di diventare bipolare.&#8221;</li>
<li data-start="291" data-end="312">&#8220;Lui è bipolare.&#8221;</li>
</ul>
<p data-start="314" data-end="568">Spesso, questo termine viene impiegato in contesti impropri, senza una reale comprensione del suo significato clinico. Facciamo quindi chiarezza su <strong data-start="462" data-end="565">cos’è il disturbo bipolare, quali sono le sue caratteristiche principali e quali tipologie esistono</strong>.</p>
<h2 data-start="570" data-end="606"><strong data-start="573" data-end="604">Cos&#8217;è il disturbo bipolare?</strong></h2>
<p data-start="607" data-end="819">Il <strong data-start="610" data-end="631">disturbo bipolare</strong> è un disturbo dell’umore caratterizzato da <strong data-start="675" data-end="731">alterazioni improvvise e intense del tono dell&#8217;umore</strong>, che oscillano tra fasi di euforia (mania o ipomania) e fasi di profonda depressione.</p>
<p data-start="821" data-end="980">Le fluttuazioni emotive sono una parte normale della vita: essere felici, tristi o arrabbiati in risposta a eventi esterni è del tutto naturale. Per esempio:</p>
<ul data-start="981" data-end="1123">
<li data-start="981" data-end="1050">Se vivo un <strong data-start="994" data-end="1003">lutto</strong>, è normale che il mio umore subisca un calo.</li>
<li data-start="1051" data-end="1123">Se <strong data-start="1056" data-end="1079">vinco alla lotteria</strong>, è naturale che provi una grande euforia.</li>
</ul>
<p data-start="1125" data-end="1320">Nel <strong data-start="1129" data-end="1150">disturbo bipolare</strong>, però, questa connessione tra emozioni e eventi esterni <strong data-start="1207" data-end="1221">non esiste</strong>. Le alterazioni dell’umore sono <strong data-start="1254" data-end="1317">repentine, ingiustificate, incontrollabili e spesso estreme</strong>.</p>
<h2 data-start="1322" data-end="1382"><strong data-start="1325" data-end="1380">Le due componenti fondamentali: Mania e Depressione</strong></h2>
<p data-start="1383" data-end="1461">Ci sono due caratteristiche principali che definiscono il disturbo bipolare:</p>
<ol data-start="1462" data-end="1503">
<li data-start="1462" data-end="1482"><strong data-start="1465" data-end="1480">Maniacalità</strong></li>
<li data-start="1483" data-end="1503"><strong data-start="1486" data-end="1501">Depressione</strong></li>
</ol>
<h3 data-start="1505" data-end="1563"><strong data-start="1509" data-end="1561">Fase maniacale: l&#8217;umore euforico fuori controllo</strong></h3>
<p data-start="1564" data-end="1677">La <strong data-start="1567" data-end="1576">mania</strong> è un periodo caratterizzato da un umore <strong data-start="1617" data-end="1657">particolarmente elevato ed esagerato</strong>, accompagnato da:</p>
<ul data-start="1678" data-end="1956">
<li data-start="1678" data-end="1749"><strong data-start="1680" data-end="1705">Disinibizione sociale</strong> (comportamenti impulsivi e poco prudenti)</li>
<li data-start="1750" data-end="1818"><strong data-start="1752" data-end="1776">Senso di onnipotenza</strong> (credenza di poter fare qualsiasi cosa)</li>
<li data-start="1819" data-end="1870"><strong data-start="1821" data-end="1868">Diminuzione del bisogno di sonno e appetito</strong></li>
<li data-start="1871" data-end="1908"><strong data-start="1873" data-end="1906">Pensieri accelerati e confusi</strong></li>
<li data-start="1909" data-end="1956"><strong data-start="1911" data-end="1954">Comportamenti inconcludenti e impulsivi</strong></li>
</ul>
<p data-start="1958" data-end="2133">L’aspetto più problematico è che questi stati d&#8217;animo <strong data-start="2012" data-end="2051">non hanno una giustificazione reale</strong>: la persona si sente euforica anche senza un motivo esterno che lo giustifichi.</p>
<h3 data-start="2135" data-end="2192"><strong data-start="2139" data-end="2190">Fase depressiva: il lato opposto della medaglia</strong></h3>
<p data-start="2193" data-end="2256">Dall’altra parte, la <strong data-start="2214" data-end="2233">fase depressiva</strong> è caratterizzata da:</p>
<ul data-start="2257" data-end="2515">
<li data-start="2257" data-end="2289"><strong data-start="2259" data-end="2287">Umore estremamente basso</strong></li>
<li data-start="2290" data-end="2331"><strong data-start="2292" data-end="2329">Mancanza di energia e motivazione</strong></li>
<li data-start="2332" data-end="2408"><strong data-start="2334" data-end="2375">Alterazioni del sonno e dell’appetito</strong> (aumento o riduzione drastica)</li>
<li data-start="2409" data-end="2445"><strong data-start="2411" data-end="2443">Difficoltà di concentrazione</strong></li>
<li data-start="2446" data-end="2515"><strong data-start="2448" data-end="2513">Pensieri negativi o, nei casi più gravi, ideazione suicidaria</strong></li>
</ul>
<p data-start="2517" data-end="2640">Esattamente come nella fase maniacale, anche in questo caso il cambiamento dell’umore <strong data-start="2603" data-end="2637">non è legato a fattori esterni</strong>.</p>
<h2 data-start="2642" data-end="2692"><strong data-start="2645" data-end="2690">Le diverse tipologie di disturbo bipolare</strong></h2>
<p data-start="2693" data-end="2830">Esistono tre principali forme di disturbo bipolare, classificate in base all’intensità e alla durata delle fasi maniacali e depressive.</p>
<h3 data-start="2832" data-end="2895"><strong data-start="2836" data-end="2893">Disturbo bipolare di tipo 1: predominanza della mania</strong></h3>
<p data-start="2896" data-end="3171">Il <strong data-start="2899" data-end="2930">disturbo bipolare di tipo 1</strong> è caratterizzato principalmente da <strong data-start="2966" data-end="2987">episodi maniacali</strong>. Per la diagnosi è necessario che sia presente <strong data-start="3035" data-end="3067">almeno un episodio maniacale</strong>, che può essere seguito da episodi depressivi, sebbene questi ultimi non siano necessariamente gravi.</p>
<p data-start="3173" data-end="3374">La particolarità di questo tipo di disturbo è che la fase maniacale può essere così intensa da portare a <strong data-start="3278" data-end="3318">comportamenti rischiosi o pericolosi</strong>, a volte richiedendo persino il ricovero ospedaliero.</p>
<h3 data-start="3376" data-end="3445"><strong data-start="3380" data-end="3443">Disturbo bipolare di tipo 2: predominanza della depressione</strong></h3>
<p data-start="3446" data-end="3642">Nel <strong data-start="3450" data-end="3481">disturbo bipolare di tipo 2</strong>, invece, il quadro è opposto: la caratteristica principale è la <strong data-start="3546" data-end="3589">presenza di episodi depressivi maggiori</strong>, alternati ad almeno un episodio <strong data-start="3623" data-end="3639">ipomaniacale</strong>.</p>
<p data-start="3644" data-end="3695">L&#8217;<strong data-start="3646" data-end="3658">ipomania</strong> è una forma più lieve della mania:</p>
<ul data-start="3696" data-end="3875">
<li data-start="3696" data-end="3768">Condivide gli stessi sintomi della mania, ma in misura meno intensa.</li>
<li data-start="3769" data-end="3823">Non provoca comportamenti estremamente pericolosi.</li>
<li data-start="3824" data-end="3875">Non richiede quasi mai un ricovero ospedaliero.</li>
</ul>
<h3 data-start="3877" data-end="3942"><strong data-start="3881" data-end="3940">Disturbo ciclotimico: oscillazioni più lievi e continue</strong></h3>
<p data-start="3943" data-end="4037">Il <strong data-start="3946" data-end="3970">disturbo ciclotimico</strong> è una forma più leggera di disturbo bipolare, caratterizzata da:</p>
<ul data-start="4038" data-end="4174">
<li data-start="4038" data-end="4078">Episodi <strong data-start="4048" data-end="4064">ipomaniacali</strong> alternati a</li>
<li data-start="4079" data-end="4174">Episodi di <strong data-start="4092" data-end="4113">depressione lieve</strong> (che non raggiunge la gravità della depressione maggiore).</li>
</ul>
<p data-start="4176" data-end="4370">Queste oscillazioni si verificano per <strong data-start="4214" data-end="4233">almeno due anni</strong> e, sebbene non siano così estreme come nel bipolare di tipo 1 o 2, possono comunque compromettere la qualità della vita della persona.</p>
<h2 data-start="4372" data-end="4419"><strong data-start="4375" data-end="4417">Quanto è diffuso il disturbo bipolare?</strong></h2>
<p data-start="4420" data-end="4575">L&#8217;<strong data-start="4422" data-end="4457">incidenza del disturbo bipolare</strong> è di circa <strong data-start="4469" data-end="4495">l&#8217;1% della popolazione</strong>. Questo significa che <strong data-start="4518" data-end="4542">una persona su cento</strong> convive con questa condizione.</p>
<p data-start="4577" data-end="4818">Sebbene l&#8217;1% possa sembrare un numero ridotto, in realtà è significativo. Tuttavia, il termine <strong data-start="4672" data-end="4686">&#8220;bipolare&#8221;</strong> viene spesso abusato e utilizzato in modo inappropriato, molto più frequentemente rispetto alla reale diffusione della patologia.</p>
<h3 data-start="4820" data-end="4866"><strong data-start="4824" data-end="4864">Quando insorge il disturbo bipolare?</strong></h3>
<p data-start="4867" data-end="4920">L’età di esordio varia in base al tipo di disturbo:</p>
<ul data-start="4921" data-end="5084">
<li data-start="4921" data-end="5002"><strong data-start="4923" data-end="4954">Disturbo bipolare di tipo 1</strong> → Età media di insorgenza: <strong data-start="4982" data-end="4999">circa 18 anni</strong>.</li>
<li data-start="5003" data-end="5084"><strong data-start="5005" data-end="5036">Disturbo bipolare di tipo 2</strong> → Età media di insorgenza: <strong data-start="5064" data-end="5081">circa 22 anni</strong>.</li>
</ul>
<p data-start="5086" data-end="5180">L&#8217;incidenza è <strong data-start="5100" data-end="5129">simile tra uomini e donne</strong>, senza differenze significative tra i due sessi.</p>
<h2 data-start="5182" data-end="5251"><strong data-start="5185" data-end="5249">Usare il termine &#8220;bipolare&#8221; in modo appropriato</strong></h2>
<p data-start="5252" data-end="5553" data-is-last-node="">Spesso il termine <strong data-start="5270" data-end="5284">&#8220;bipolare&#8221;</strong> viene utilizzato impropriamente per descrivere sbalzi d’umore normali, ma in realtà si tratta di una condizione complessa e invalidante. Conoscere le caratteristiche del disturbo bipolare aiuta a evitare banalizzazioni e a trattare con maggiore rispetto chi ne soffre.</p>
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		<title>Disturbi dell&#8217;umore: tra depressione e bipolarismo</title>
		<link>https://staging.matteoradavelli.it/disturbo-bipolare-e-disturbi-correlati/disturbi-dellumore-tra-depressione-e-bipolarismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Matteo Radavelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Oct 2019 11:47:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbo bipolare e disturbi correlati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Facciamo chiarezza sui disturbi dell’umore, di cui la depressione maggiore è sicuramente il più frequente e conosciuto. &#160; Questi sono numerosi e presentano dei sintomi particolarmente differenti tra loro. &#160; L&#8217;unico elemento che li accomuna è un&#8217;alterazione del tono dell’umore. Questa alterazione può essere di tre tipi differenti: una sintomatologia depressa, quindi con una flessione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Facciamo chiarezza sui <a href="https://staging.matteoradavelli.it/ambito/ansia/">disturbi dell’umore</a>, di cui la depressione maggiore è sicuramente il più frequente e conosciuto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questi sono numerosi e presentano dei sintomi particolarmente differenti tra loro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;unico elemento che li accomuna è un&#8217;<b>alterazione del tono dell’umore</b>. Questa alterazione può essere di tre tipi differenti:</p>
<ul>
<li>una <b>sintomatologia depressa</b>, quindi con una flessione del tono dell’umore verso basso;</li>
<li>una <b>sintomatologia maniacale</b>, quindi con un innalzamento irrazionale, ingiustificato, del tono dell’umore;</li>
<li>un <b>umore misto</b>, chiamato anche disforico, in cui le flessioni sono sia verso l&#8217;alto che verso il basso. Sono quindi presenti sia degli episodi di tipo maniacale, sia degli episodi tipo depressivo.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un&#8217;altra categorizzazione importante nella definizione dei disturbi dell&#8217;umore è che questi possono essere di tipo <b>unipolare</b> o <b>bipolare</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Unipolare</b> significa che da un rumore in equilibrio c&#8217;è una flessione solamente verso uno dei due poli. Ad esempio da un umore in equilibrio si passa ad un umore depresso per poi tornare ad un umore in equilibrio, oppure si passa da un umore in equilibrio ad uno di tipo maniacale e poi successivamente nuovamente ad uno in equilibrio; oppure ci sono le flessioni dell’umore di tipo <b>bipolare.</b> In questi casi c’è un’oscillazione su entrambi i poli, da un&#8217;umore in equilibrio si passa ad esempio ad un umore depresso e successivamente ad un umore maniacale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I <b>disturbi dell’umore</b>, facendo riferimento al manuale diagnostico più conosciuto, il DSM-V, vengono suddivisi tra disturbi di tipo depressivo e disturbi di tipo bipolare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per quanto riguarda i <b>disturbi di tipo depressivo</b> il primo è sicuramente la <b>depressione maggiore</b>, a cui dedicherò una serie di video nel prossimo futuro, in modo da poterla approfondire al meglio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il secondo tipo di disturbo depressivo è un <b>disturbo da disregolazione dell’umore dirompente</b>: questo è caratterizzato principalmente da scatti di ira e di rabbia ed è diagnosticato solamente durante l&#8217;infanzia e l’adolescenza, quindi in soggetti minorenni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo di che esiste anche il <b>disturbo depressivo persistente</b> che è di fatto simile alla depressione maggiore, poiché ne condivide la gran maggioranza dei sintomi, con un’intensità leggermente minore, ma per un periodo ben più lungo, infatti si parla di circa due anni per la durata della sintomatologia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In ultimo c’è il <b>disturbo dell’umore disforico premestruale</b>,  che è una new entry nel manuale diagnostico. Presenta tutte quelle sintomatologie che possono essere connesse alla alterazione dell&#8217;umore che, come dice il termine stesso, sopraggiungono nella fase premestruale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per quanto riguarda invece i <b>disturbi bipolari</b>, la seconda categoria disturbi dell’umore, questi sono caratterizzate dal <b>disturbo bipolare di tipo 1</b>, di <b>tipo 2</b> e dal <b>disturbo ciclotimico</b>. Su questi ho già fatto un ampio video dove spiego <a href="/disturbo-bipolare-tra-episodi-maniacali-e-depressione/">cosa sono i disturbi bipolari</a> e quali sono le loro caratteristiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vediamo ora ulteriori dati particolarmente salienti sui disturbi dell’umore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I disturbi dell&#8217;umore vengono solitamente diagnosticati a circa due anni dalla loro insorgenza; nonostante la diagnosi precoce sia una parte fondamentale del percorso di cura, vengono diagnosticati a circa due anni dalla loro insorgenza poiché spesso la richiesta stessa di aiuto è tardiva, costringendo quindi la persona a vivere in uno stato di grave difficoltà anche per un lungo periodo prima di trovare il coraggio di chiedere aiuto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un altro dato importante è che in Italia è stimato che circa il 11,2% della popolazione nel corso della propria vita svilupperà, o sarà comunque portato a vivere, un disturbo dell’umore. <b>11,2% non è sicuramente una percentuale irrisoria</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un ulteriore dato importante è che c’è un&#8217;incidenza molto maggiore nelle donne rispetto agli uomini. Il rapporto è di circa di 2 a 1, cioè <b>circa il doppio delle donne, rispetto agli uomini, soffre di disturbi dell’umore</b>. Questa differenza tende a ridursi progressivamente con l&#8217;avanzare dell’età, infatti superati i 60-65 anni il rapporto torna ad essere 1 a 1, non essendoci più una differenza significativa tra uomini e donne per quanto riguarda la depressione in età senile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Infine è bene sapere che il periodo di insorgenza, solitamente è <b>compreso tra i 20 e 40 anni</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo video aveva lo scopo di spiegare in termini semplici i disturbi dell’umore, che non sono caratterizzati esclusivamente dalla depressione maggiore, a cui invece ci si riferisce solitamente quando si parla di questi, bensì sono costituiti da un insieme di patologie e di sintomi ben più ampio, che può essere categorizzato e spiegato come ho appena ho provato a fare.</p>
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<img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-416" src="https://staging.matteoradavelli.it/wp-content/uploads/2020/01/matteoradavelli-badge-150x150.png" alt="Psicologo Seregno" width="100" height="100" />Dr. Matteo Radavelli &#8211; Psicoterapeuta e Psicologo Seregno<br />
Via Ballerini 56, 20831 Seregno (MB)<br />
+393479177302<br />
info@matteoradavelli.it</p>
<p></p>
<p>Ho conseguito la Laurea in Psicologia Clinica e Neuropsicologia presso l&#8217;Università degli studi di Milano Bicocca, con successiva specializzazione in psicoterapia presso lo European Institute of Systemic-relational Therapies (E.I.S.T.). Svolgo la mia attività come professionista dal 2011 e mi occupo di percorsi di psicoterapia individuale, psicoterapia di coppia e familiare.<br />
<br />
Opero come psicologo psicoterapeuta a <a href="https://staging.matteoradavelli.it/sede/seregno/">Seregno</a> oltre che in altri 6 studi di psicologia in provincia di MB, Lecco e Como.
</div>
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