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“Mio figlio non vuole fare terapia” cosa fare?

“Dottore, mio figlio ha bisogno di aiuto ma non vuole intraprendere un percorso di terapia”.

 

E’ una domanda che ricevo spesso e porta a molte riflessioni. Innanzitutto se il ragazzo\a è maggiorenne non lo si può obbligare, tanto meno è il professionista che può andare a recuperarlo\a a casa.

E’ importante rispettare la volontà stessa della persona che probabilmente è conscia del disagio ma non è ancora pronta ad accettarlo.

cosa si può fare?

come si può aiutare chi non è pronto ad essere aiutato?

 

E’ bene innanzitutto non cadere nel tranello dell’ambivalenza per cui il ragazzo è adulto per la legge ma non nella vita: questa è una terra di mezzo che determina dei rischi. Innanzitutto quello di delegare, adultizzare, il figlio e non riuscire ad aiutarlo per come un ragazzo ha bisogno. All’opposto c’è il rischio di considerarlo ancora bambino e non considerare nemmeno la differenziazione e autonomizzazione che la fascia d’età 18\19 anni prevede.

Quando ci si accorge del confine labile tra autonomia e dipendenza ed il ragazzo non riesce a farsi aiutare il primo step da considerare è farsi aiutare come genitori o come famiglia. 

Ci sono molti approcci e strategie che possono essere utilizzate quando è la coppia genitoriale, o un genitore, a prendersi carico di questa responsabilità. Si chiama terapia in contumacia: colui che porta il disagio non presenzia nella stanza, oltretutto, attraverso la terapia stessa si modifica il mondo attorno a colui che porta la difficoltà e non è presente.

Quando un ragazzo non è disposto a chiedere aiuto avere nella stanza di terapia i genitori diventa uno strumento potete:

  • i genitori si assumono la responsabilità genitoriale;
  • lascia il ragazzo libero;

La terapia in contumacia prevede che il sistema famiglia si muova e permetta di innescare il cambiamento, non delegando o attribuendo la responsabilità ad un bambino e\o ragazzo. 

 

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.