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	<title>Senza categoria - Staging Radavelli</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 04 Dec 2025 14:07:54 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Cosa fare quando l&#8217;ex torna?</title>
		<link>https://staging.matteoradavelli.it/senza-categoria/cosa-fare-quando-lex-torna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valeria Belotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 14:07:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia della coppia]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che cosa fare quando l&#8217;ex torna a bussare alla nostra porta? Gli scenari possibili sono 2 o 3. 1. La porta resta chiusa: l&#8217;ex non ci interessa più Il primo scenario è il più semplice, anche perché è chiaro che cosa si deve fare: l’ex non ci interessa più, non è più il partner che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Che cosa fare quando l&#8217;ex torna a bussare alla nostra porta? Gli scenari possibili sono 2 o 3.</p>
<h2>1. La porta resta chiusa: l&#8217;ex non ci interessa più</h2>
<p>Il primo scenario è il più semplice, anche perché è chiaro che cosa si deve fare: l’ex non ci interessa più, non è più il partner che vogliamo, abbiamo già compiuto la nostra scelta e siamo andati oltre la fine della relazione. In questo caso, semplicemente, la porta si tiene chiusa.<br />
  Per quanto quella persona possa essere stata importante, la storia è finita e noi siamo già altrove.</p>
<h2>2. Guardare dallo spioncino: quando non si è sicuri</h2>
<p>Ci sono situazioni in cui può valere la pena – o quantomeno ci si può chiedere se valga la pena – aprire la porta.  La seconda possibilità è quando non si è sicuri di volere nuovamente una relazione, ma si sente la necessità di capire alcune cose per riuscire ad andare avanti e non rimanere condizionati dalla storia passata. In questo caso <strong>non</strong> si indagano tanto le motivazioni e le intenzioni dell’ex, quanto piuttosto ciò che quella persona smuove dentro di noi.</p>
<ul>
<li>Perché ha ancora presa su di noi?</li>
<li>Quali corde tocca?</li>
<li>Quali vulnerabilità mette in luce?</li>
</ul>
<p>Qui non è affatto detto che si debba tornare con l’ex: lo scopo è comprendere, chiarire, guardare dallo spioncino. Non serve aprire la porta se abbiamo già messo a fuoco questi punti. Quando diventano chiari i rischi, i nostri punti scoperti e il motivo della nostra suscettibilità emotiva, possiamo decidere se chiudere definitivamente o valutare un riavvicinamento.</p>
<h2>3. La possibilità di riprendere la relazione</h2>
<p>La terza possibilità è quando sentiamo ancora il desiderio o la volontà di riprendere la relazione, ma temiamo che si tratti della solita <em>minestra riscaldata</em>: paura che tutto torni come prima, che riemergano vecchie dinamiche, fatiche, dolori.<br />
  In questo caso la porta si può aprire, ma con consapevolezza.</p>
<p>Prima di tutto bisogna comprendere perché la relazione è finita la prima volta e se quei presupposti sono cambiati davvero. Parliamo di cambiamenti reali, strutturali, di valori e significati – non solo di parole. È fondamentale monitorare se, una volta riavvicinati, le vecchie dinamiche si ripresentano oppure no.</p>
<p>Quando si dice &#8220;sono cambiato/a&#8221;, questa affermazione deve essere sostenuta dai fatti. Alle parole deve sempre seguire la domanda: <strong>perché?</strong></p>
<ul>
<li>Perché sei cambiato/a?</li>
<li>Perché ora dici che siamo giusti l&#8217;uno per l&#8217;altra?</li>
<li>Perché dovrei fidarmi di questa nuova versione della relazione?</li>
</ul>
<p>Ed è altrettanto importante chiedersi quali responsabilità abbiamo nel fallimento precedente e che cosa noi stessi siamo disposti a cambiare. Non può cambiare solo uno: se a trasformarsi è entrambe le parti, solo allora può nascere davvero una nuova storia.</p>
<h2>Riepilogo delle opzioni</h2>
<ul>
<li><strong>Se non ti interessa più:</strong> porta chiusa.</li>
<li><strong>Se hai bisogno di capire te stesso/a:</strong> guarda dallo spioncino, ma non devi aprire.</li>
<li><strong>Se c&#8217;è desiderio o apertura alla possibilità:</strong> puoi aprire, ma solo dopo aver verificato che qualcosa sia davvero cambiato, da entrambe le parti.</li>
</ul>
<p>Solo così il ritorno dell’ex può diventare una nuova storia, e non la ripetizione di quella vecchia.</p>
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		<item>
		<title>Coppia: gelosia verso i figli del partner</title>
		<link>https://staging.matteoradavelli.it/senza-categoria/coppia-gelosia-verso-i-figli-del-partner-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valeria Belotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Aug 2025 07:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Capita sempre più spesso che almeno uno dei due membri della coppia abbia avuto in passato relazioni importanti e, da una o più di queste, abbia avuto anche dei figli. Nella costruzione di una nuova relazione, questi figli diventano inevitabilmente un fattore importante. Da un lato c’è la nuova coppia, che nasce e si sviluppa [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Capita sempre più spesso che almeno uno dei due membri della coppia abbia avuto in passato relazioni importanti e, da una o più di queste, abbia avuto anche dei figli. Nella costruzione di una nuova relazione, questi figli diventano inevitabilmente un fattore importante. Da un lato c’è la nuova coppia, che nasce e si sviluppa con la propria progettualità e i propri obiettivi; dall’altro, ci sono aspetti significativi della vita di almeno uno dei due partner, come appunto i figli, che vanno tutelati e che entrano a far parte della dinamica relazionale.</p>
<p>Può accadere, talvolta, che si sviluppi una forma di gelosia, soprattutto da parte del partner “nuovo”, nei confronti dei figli dell’altro. A cosa è dovuta questa gelosia? Ci sono principalmente due possibili spiegazioni, legate alle caratteristiche della nuova coppia.</p>
<h2>1. Differenze nel ciclo di vita e desiderio di genitorialità</h2>
<p>Il primo fattore può essere legato al ciclo di vita, o meglio al momento del ciclo di vita che il partner geloso sta vivendo. Per esempio, ci possono essere coppie in cui lui ha figli da una relazione precedente, mentre lei non ne ha e desidera diventare madre. In questo caso, lei vive un momento della vita in cui il desiderio di genitorialità è forte e significativo, ma lo percepisce come in parte “ostacolato” dalla presenza di figli del partner.</p>
<p>Questo perché si rende conto che il partner ha già vissuto quell’esperienza — magari ha già uno o due figli — mentre per lei sarebbe la prima volta. Anche se il desiderio di avere un figlio può essere condiviso dal partner, il momento di vita resta diverso: per lei sarebbe la prima gravidanza, con tutte le emozioni, paure e novità che comporta; per lui, invece, si tratterebbe di un’esperienza già vissuta. Inevitabilmente, ciò può portare a vissuti emotivi differenti e a una minore connessione su questo piano, non tanto in termini di importanza, ma proprio di esperienza vissuta.</p>
<h2>2. Differenze nel comportamento verso i figli e nella relazione di coppia</h2>
<p>Il secondo fattore riguarda il modo in cui si percepisce il partner nella relazione con i propri figli. Talvolta si osserva un partner che, con i figli, mostra atteggiamenti, qualità e valori che non esprime nella stessa misura all’interno della coppia. È naturale: quel modo di fare nasce dal ruolo genitoriale, ereditato dalla precedente relazione.</p>
<p>La gelosia può svilupparsi quando il partner geloso percepisce che quelle stesse attenzioni, premure o qualità non vengono messe in atto con lui o con lei nella relazione di coppia. In altre parole, può sentirsi “in secondo piano” rispetto ai figli e desiderare che il partner porti nella relazione le stesse caratteristiche che dimostra nella cura dei propri figli. Quando questo non accade, può nascere una sensazione di disillusione: “Con me sei in un certo modo, anche piacevole, ma sarebbe migliore se riuscissi a portare qui quelle qualità che vedo in te come genitore”.</p>
<h2>Quando la gelosia non si presenta</h2>
<p>Naturalmente, non è detto che un partner debba essere geloso dei figli dell’altro. Ci sono molte configurazioni in cui questo non avviene: per esempio, quando entrambi hanno figli, oppure quando tra i figli del partner e il nuovo compagno o la nuova compagna si crea un ottimo rapporto.</p>
<p>Tuttavia, quando la gelosia si presenta, le motivazioni sono spesso riconducibili a due elementi principali:</p>
<ul>
<li>I partner si trovano in momenti diversi del ciclo di vita, e quindi attribuiscono un significato diverso alla genitorialità.</li>
<li>Uno dei due percepisce che il partner, come genitore, mette in atto qualità e attenzioni che non riesce a esprimere con la stessa intensità nella nuova relazione.</li>
</ul>
<h2>Come affrontare la gelosia verso i figli del partner</h2>
<p>La soluzione passa attraverso il dialogo, il confronto e una “ricontrattazione” dei bisogni reciproci, cercando non solo la via comunicativa, ma anche nuove esperienze condivise. È importante ricordare che la genitorialità di almeno uno dei due rimarrà sempre un fattore presente all’interno della nuova coppia.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Tradimento: effetti sulla coppia</title>
		<link>https://staging.matteoradavelli.it/senza-categoria/6676/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valeria Belotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Apr 2025 07:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia della coppia]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sul tema del tradimento ho realizzato una marea di contenuti: se vai sul canale, o spulci nel blog, trovi davvero numerosi approfondimenti da diverse inclinazioni, punti di vista e prospettive. Ho scritto un libro, creato corsi e tenuto webinar sull’argomento. Quello che mi sono reso conto, lavorando sempre di più su questa tematica, è che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sul tema del tradimento ho realizzato una marea di contenuti: se vai sul canale, o spulci nel blog, trovi davvero numerosi approfondimenti da diverse inclinazioni, punti di vista e prospettive. Ho scritto un libro, creato corsi e tenuto webinar sull’argomento. Quello che mi sono reso conto, lavorando sempre di più su questa tematica, è che al di là del comprendere quali siano le cause, le motivazioni, l&#8217;organizzazione della coppia e quindi l’insieme di significati attorno ai quali la coppia si costruisce — e che danno senso, significato e motivazione al tradimento — si parla ancora poco di quali possano essere gli <strong>effetti</strong>. O meglio: quali sono gli effetti <strong>in funzione del tipo</strong> di tradimento che colpisce o grava sulla coppia.</p>
<h2>Le quattro macro-categorie di tradimento</h2>
<p>Come forse sai — o se non lo sai, ti invito ad andare a vedere i contenuti precedenti, perché altrimenti potresti avere difficoltà a seguire questo discorso — esistono quattro macro-categorie di tradimento:</p>
<ul>
<li>Il tradimento di <strong>potere</strong>: “Ti amo purché comandi io”</li>
<li>Il tradimento di <strong>libertà</strong>: “Amore, faccio un giro poi torno”</li>
<li>Il tradimento di <strong>compensazione o gerarchia</strong></li>
<li>Il tradimento del <strong>lato oscuro</strong> e la <strong>monade</strong></li>
</ul>
<p>Non entro qui nel dettaglio di ciascuno, altrimenti l&#8217;articolo sarebbe troppo lungo. Trovi tutto sul canale YouTube, sulla pagina Instagram o sul blog.</p>
<h2>I tre effetti principali del tradimento</h2>
<p>Considerando che gli effetti che un tradimento può suscitare all’interno della coppia, in termini di caratteristiche, sono spesso ricorrenti, è interessante chiedersi: qual è l’impatto che ciascun tipo di tradimento ha sulla coppia?</p>
<p>Gli effetti principali, presenti in tutte le tipologie di tradimento, sono tre:</p>
<ol>
<li><strong>Componente distruttiva</strong>: è quella parte di aggressività, di ferocia, con cui viene agito un comportamento potenzialmente “mortale” per la coppia stessa. Il traditore mette a rischio la sopravvivenza della relazione.</li>
<li><strong>Componente riattivante</strong>: uno o entrambi i partner si sentono “riattivati”, come risvegliati, all’interno della dinamica di coppia.</li>
<li><strong>Componente di delega</strong>: il traditore, implicitamente o esplicitamente, delega al partner tradito la responsabilità su come gestire la situazione: cosa fare, come reagire, se continuare o meno.</li>
</ol>
<p>Questi tre effetti sono presenti in tutte le categorie di tradimento, ma si manifestano in maniera diversa a seconda della tipologia e del significato del tradimento.</p>
<h2>Effetti del tradimento di potere</h2>
<p>Nel <strong>tradimento di potere</strong> (quello del “Ti amo purché comandi io”), la componente <strong>distruttiva</strong> è molto forte: spesso si tratta di un attacco diretto al partner, quasi a voler mettere in discussione la sua posizione o il suo ruolo nella relazione.</p>
<p>La <strong>riattivazione</strong> è presente, ma non troppo intensa: può esserci il tentativo del partner tradito di “riprendersi” il partner, o del traditore stesso di ingaggiarsi ancora di più nella relazione, ma è un aspetto secondario.</p>
<p>La <strong>delega</strong>, invece, è molto marcata: si tratta di una lotta estenuante, spesso vissuta come una mossa in una partita a scacchi, dove il traditore sembra dire: “Ok, ora tocca a te, vediamo cosa fai.”</p>
<h2>Effetti del tradimento per libertà</h2>
<p>Nel <strong>tradimento per libertà</strong>, il quadro cambia drasticamente. La componente <strong>distruttiva</strong> è praticamente assente: il traditore non ha intenzione di ferire o ledere il partner, anzi, spesso fa di tutto affinché il tradimento non venga scoperto.</p>
<p>La <strong>riattivazione</strong> è altissima, ma nel traditore: dopo aver riaffermato la propria autonomia, torna nella relazione più motivato, più “innamorato”, più pronto a impegnarsi. La <strong>delega</strong>, se presente, è solo un effetto collaterale nel caso in cui il tradimento venga scoperto — non è un’azione consapevole o voluta.</p>
<h2>Effetti del tradimento per compensazione o lato oscuro</h2>
<p>Nel caso del <strong>tradimento per compensazione o gerarchia</strong>, oppure del <strong>lato oscuro</strong>, gli effetti sono ancora diversi. La componente <strong>distruttiva</strong> è presente, ma è più legata all’<strong>autodistruzione del traditore</strong>.</p>
<p>La <strong>riattivazione</strong> è pressoché nulla. La <strong>delega</strong> è fortissima: spesso, alla confessione del tradimento, il traditore si prostra completamente al partner tradito, pronto a espiare, a soffrire, quasi a purificarsi per ciò che ha fatto.</p>
<h2>Effetti del tradimento nella coppia con una “monade”</h2>
<p>Nel <strong>tradimento legato alla monade</strong>, la situazione è ancora diversa.</p>
<p>La componente <strong>distruttiva</strong> è quasi assente: la persona che tradisce non si percepisce realmente dentro una relazione, non si cura dei bisogni del partner e quindi non c’è un attacco consapevole.</p>
<p>La <strong>riattivazione</strong> esiste, ma nel partner tradito, che realizza il rischio di perdere definitivamente il partner. Si entra in un paradosso: da un lato si è stati traditi, dall’altro si teme che un’ulteriore pressione possa spingere l’altro ad andarsene.</p>
<p>La <strong>delega</strong> è quasi assente anche in questo caso, perché la “monade” non si interessa troppo delle reazioni o dei bisogni del partner.</p>
<h2>Conclusioni sugli effetti del tradimento nella relazione</h2>
<p>Tutto questo per dire che <strong>esistono tre macro-tipologie di effetti del tradimento</strong>, ma il loro significato, la loro intensità e la loro portata cambiano in base alla tipologia di tradimento e alla struttura relazionale della coppia in cui si verificano.</p>
<p>Per comprendere pienamente quanto detto, il mio consiglio è di recuperare i contenuti precedenti sulle varie tipologie di tradimento, o di approfondire con i webinar.</p>
<p>Fammi sapere cosa ne pensi. A presto!</p>
<p>The post <a href="https://staging.matteoradavelli.it/senza-categoria/6676/">Tradimento: effetti sulla coppia</a> appeared first on <a href="https://staging.matteoradavelli.it">Staging Radavelli</a>.</p>
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