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	<title>Depressione - Staging Radavelli</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 06 Oct 2025 09:28:37 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Tipi di depressione</title>
		<link>https://staging.matteoradavelli.it/depressione/tipi-di-depressione-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valeria Belotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Oct 2025 07:03:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Depressione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parliamo di depressione e delle diverse tipologie esistenti. Facciamo una piccola premessa: la depressione è il disturbo dell’umore per eccellenza. È caratterizzata da due macro-categorie di sintomi. Da un lato troviamo umore a terra, mancanza di energie, catatonia, perdita di significato delle cose e del senso che esse hanno. Dall’altro, sentimenti di rabbia, aggressività, irritabilità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Parliamo di depressione e delle diverse tipologie esistenti. Facciamo una piccola premessa: la depressione è il disturbo dell’umore per eccellenza. È caratterizzata da due macro-categorie di sintomi. Da un lato troviamo umore a terra, mancanza di energie, catatonia, perdita di significato delle cose e del senso che esse hanno. Dall’altro, sentimenti di rabbia, aggressività, irritabilità e una visione pessimistica e cupa del presente e del futuro.</p>
<p>La depressione suscita particolare paura e apprensione nelle persone, poiché – come rilevato anche da recenti ricerche – questo “male oscuro”, come viene comunemente chiamato, desta tanta allerta e preoccupazione quanto i tumori e le patologie oncologiche. Questo perché difficilmente viene compresa e capita. Molto spesso la persona che ne soffre si sente afflitta, in fatica, ma non è immediatamente in grado di comprendere quali possano essere le motivazioni che l’hanno causata e, ancor di più, quali potrebbero essere le vie percorribili per affrontarla e risolverla.</p>
<p>Sulla depressione ho fatto diversi contenuti, quindi nel caso volessi approfondire questi argomenti e questa prima riflessione, ti invito a guardarli. In questo ci concentriamo principalmente sulle diverse categorie, diciamo così, sulle diverse tipologie di depressione. Ce ne sono otto: non esiste solo la depressione maggiore, che è quella più conosciuta, ma ne esistono otto diverse.</p>
<h2>Disturbo di disregolazione dell’umore dirompente</h2>
<p>È una patologia principalmente presente nell’infanzia, preadolescenza, adolescenza e giovane età adulta. Si stima che solitamente compaia tra i 7 e i 18 anni circa, anche se c’è sempre un certo livello di tolleranza, più sul dopo che sul prima; quindi può arrivare anche fino ai 20-22 anni, nella primissima età adulta. È caratterizzato da sentimenti di rabbia, rancore, atteggiamenti aggressivi, talvolta violenti e impulsivi.</p>
<h2>Disturbo depressivo maggiore</h2>
<p>È quello classico, che può essere individuato come lieve, moderato o grave. Presenta per mesi o anni la sintomatologia descritta prima e può oscillare tra rabbia, aggressività, visione nera del presente e del futuro, sentimenti di perdita di significato, mancanza di energie, catatonia, ecc.</p>
<h2>Disturbo depressivo persistente (Distimia)</h2>
<p>In questo caso la depressione, e quindi l’aspetto di perdita di energie e catatonia, è un po’ più lieve ed è spesso associata ad altri disturbi psichiatrici, come ad esempio il disturbo borderline di personalità.</p>
<h2>Disturbo disforico premestruale</h2>
<p>Come suggerisce il termine, è connesso a una flessione importante dell’umore nel periodo premestruale, che poi si risolve durante la fase mestruale. Ha una certa ricorsività e ciclicità, perché tende a ripresentarsi ogni mese sempre negli stessi giorni, affliggendo le persone che ne soffrono.</p>
<h2>Disturbo depressivo indotto da sostanze o farmaci</h2>
<p>È legato ad alcuni tipi di terapie che possono alterare l’umore, causando sintomi depressivi.</p>
<h2>Disturbo depressivo legato a condizioni mediche generali</h2>
<p>Alcune patologie, come l’Alzheimer, il Parkinson o altre condizioni neurologiche, sono connesse alla depressione perché l’alterazione a livello cerebrale determina una maggiore esposizione al rischio di svilupparla.</p>
<h2>Disturbo depressivo senza ulteriore specificazione</h2>
<p>È legato principalmente a episodi depressivi molto più limitati nel tempo e che si ripetono in maniera ciclica. Se solitamente si parla di depressione quando siamo in un range di circa sei mesi, in questo caso ci sono episodi e situazioni depressive più brevi e confinati, che però sono ciclici e possono presentarsi più volte nel corso della vita o anche all’interno dello stesso anno.</p>
<h2>Disturbi depressivi non altrimenti specificati</h2>
<p>Sono un insieme di sintomatologie che non rispettano tutti i criteri diagnostici necessari per poter fare una diagnosi di depressione, ma che comunque affliggono la persona in modo importante, pur senza poter essere categorizzate in una specifica etichetta diagnostica.</p>
<h2>Perché è importante distinguere le diverse tipologie di depressione</h2>
<p>Soltanto generalizzando, quando si parla di disturbi dell’umore o di depressione, si tende a pensare che tutte le depressioni siano uguali. Spesso si fa riferimento, in maniera semplicistica e riduttiva, sempre e solo alla depressione maggiore, ma così non è.</p>
<p>Alla persona che ne soffre interessa relativamente sapere a quale categoria diagnostica appartiene – che si parli di disturbo disforico, distimico, premestruale o di depressione maggiore – perché ciò che conta per lei è riuscire a liberarsi e superare questa patologia. Tuttavia, è altrettanto importante avere indicazioni chiare, soprattutto dal punto di vista del curante, per capire quale tipo di terapia prevedere, in funzione del lavoro che deve essere pianificato e poi svolto insieme al paziente per aiutarlo a risolvere il problema.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>Quando si parla di depressione, attenzione: esistono categorie differenti, con caratteristiche differenti. L’oscillazione è sempre giocata su questi due macro-aspetti sintomatologici: da un lato, la flessione dell’umore con perdita di significato e mancanza di energie; dall’altro, la rabbia, l’aggressività e una visione pessimistica e nera del presente e del futuro.</p>
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		<title>Sintomi comuni a tutte le depressioni</title>
		<link>https://staging.matteoradavelli.it/depressione/sintomi-comuni-a-tutte-le-depressioni-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valeria Belotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2025 09:34:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Depressione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Approfondiamo il tema della depressione. Ho fatto diversi contenuti sulla depressione: su che cos’è, su quali sono le sue caratteristiche, sui criteri diagnostici. La depressione maggiore è sicuramente una delle forme depressive più diffuse e comuni, ma non è l’unica. In questo articolo voglio provare a riflettere su alcune caratteristiche che tutte le forme di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Approfondiamo il tema della depressione. Ho fatto diversi contenuti sulla depressione: su che cos’è, su quali sono le sue caratteristiche, sui criteri diagnostici. La depressione maggiore è sicuramente una delle forme depressive più diffuse e comuni, ma non è l’unica.</p>
<p> In questo articolo voglio provare a riflettere su alcune caratteristiche che tutte le forme di depressione, in un modo o nell’altro, hanno in comune. Si tratta di alterazioni sia di tipo comportamentale e fisico, sia relative al pensiero, che risultano presenti in tutte le tipologie depressive o, se vogliamo ampliare il concetto, in tutti i disturbi dell’umore. Alcune di queste riguardano le caratteristiche del pensiero, delle emozioni e del ragionamento; altre si riferiscono invece a modifiche del comportamento della persona. Sono cinque, e ora le vediamo più nel dettaglio, per fare ordine e dare qualche spunto di riflessione.</p>
<h2>Pensieri negativi e intrusivi</h2>
<p>Questo è un sintomo presente in qualunque tipologia di depressione. Non è raro che la persona inizi ad avere pensieri intrusivi, ricorsivi e ridondanti, con una visione del presente e del futuro particolarmente nera. Nascono convinzioni come: “le cose non vanno e non andranno mai”, oppure l’idea di non potersi mai liberare dalla depressione e di dover combattere con questo male oscuro per tutta la vita. Si tratta di pensieri estremamente comuni e diffusi tra chi soffre o ha sofferto di depressione.</p>
<h2>Alterazioni dell’appetito</h2>
<p>Appetito e alimentazione vengono spesso utilizzati come strategie di coping, cioè come tentativo di gestire i disturbi dell’umore. In alcuni casi c’è una scomparsa quasi completa dell’appetito, con conseguente dimagrimento importante. In altri, al contrario, il cibo diventa un mezzo per affrontare, mitigare o tamponare il disagio emotivo, con conseguente aumento della quantità assunta.</p>
<h2>Alterazioni del sonno</h2>
<p>Si tende a pensare, erroneamente, che la depressione porti sempre a dormire di più, a causa della mancanza di energie. In realtà, la caratteristica più frequente è l’insonnia o, più in generale, la difficoltà a riposare in modo adeguato. Anche se la persona è stanca, non riesce a dormire in maniera ristorativa. Questa alterazione del sonno è una condizione molto comune nei disturbi depressivi.</p>
<h2>Autocolpevolizzazione</h2>
<p>Un altro tratto diffuso riguarda i sentimenti di colpa, vergogna, autosvalutazione. La persona si percepisce come “non degna”, “non abbastanza capace, pronta, intelligente, bella, brillante o sana” per poter essere felice. In particolare, quando non riesce a individuare una causa evidente del proprio stato (ad esempio un lutto), può attivarsi un processo di autocolpevolizzazione che la porta in un vortice negativo difficile da interrompere.</p>
<h2>Pensieri o azioni suicidarie</h2>
<p>In alcuni casi compaiono pensieri ricorrenti legati alla morte, vissuta come l’unica via possibile per liberarsi dalla depressione. Non tutte le persone depresse arrivano al suicidio o al tentativo di suicidio, ma è frequente che si presentino pensieri mortiferi, in cui la morte assume comunque un posto significativo all’interno della mente della persona.</p>
<h2>Caratteristiche trasversali nei disturbi depressivi</h2>
<p>Come dicevo, queste cinque caratteristiche sono comuni a tutte le forme di depressione, anche se non si manifestano sempre con la stessa intensità o frequenza. Alcuni tratti possono essere appena accennati, mentre altri risultano predominanti. L’impatto e il peso di ciascun aspetto, all’interno dell’esperienza depressiva, contribuiscono a orientare il curante nell’individuazione del tipo di depressione presente.</p>
<p>Con questo approfondimento ho voluto evidenziare alcuni elementi trasversali, che caratterizzano ogni disturbo depressivo nonostante le differenze tra le varie forme. A variare è il “dosaggio”, cioè il grado di presenza e di influenza che ciascun tratto ha nella vita della persona.</p>
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		<title>Le vie dell&#8217;ansia: attacchi di panico e ansia generalizzata</title>
		<link>https://staging.matteoradavelli.it/depressione/disturbo-depressivo-dovuto-ad-altra-condizione-medica/le-vie-dellansia-attacchi-di-panico-e-ansia-generalizzata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valeria Belotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2025 08:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbo depressivo dovuto ad altra condizione medica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parliamo di ansia e, nello specifico, dei due percorsi dell&#8217;ansia, o meglio, di una strada a due vie. Chi ha sofferto d&#8217;ansia sa benissimo di cosa si tratta, quali sono le sensazioni e le emozioni coinvolte. Esistono diversi tipi di ansia e vari disturbi ad essa collegati, ma qui ci concentreremo sulle due grandi categorie [&#8230;]</p>
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<p>Parliamo di ansia e, nello specifico, dei due percorsi dell&#8217;ansia, o meglio, di una strada a due vie. Chi ha sofferto d&#8217;ansia sa benissimo di cosa si tratta, quali sono le sensazioni e le emozioni coinvolte. Esistono diversi tipi di ansia e vari disturbi ad essa collegati, ma qui ci concentreremo sulle due grandi categorie principali e sulle loro connessioni.</p>
<h2>Le due principali forme d’ansia</h2>
<h3>Ansia generalizzata</h3>
<p>L&#8217;ansia generalizzata è caratterizzata da una tensione e un senso di allerta costante. La persona avverte un’irrequietezza, un timore diffuso e un’agitazione che la accompagna per tutta la giornata. Questa condizione può essere influenzata da contesti specifici, come il lavoro, le relazioni o la famiglia, ma è comunque sempre presente, diventando una sorta di battaglia continua.</p>
<h3>Attacchi di panico</h3>
<p>Gli attacchi di panico, invece, sono episodi acuti e improvvisi, caratterizzati da sintomi come fiato corto, peso sul petto, nausea, tremori, sudorazione, paura di morire o impazzire e vista offuscata. Pur avendo una durata relativamente breve (circa 10 minuti), lasciano strascichi emotivi che possono persistere nel corso della giornata.</p>
<h2>Le due vie dell&#8217;ansia: connessione tra ansia generalizzata e attacchi di panico</h2>
<p>Le due condizioni sopra descritte possono essere connesse tra loro, creando due percorsi distinti:</p>
<h3>1. Dall&#8217;attacco di panico all&#8217;ansia generalizzata</h3>
<p>Una persona che vive il suo primo attacco di panico può rimanere profondamente segnata dall’esperienza. Questo può portare a un costante stato di allerta, con la paura che l’attacco possa ripetersi. Con il tempo, l’attenzione costante verso il proprio stato emotivo trasforma la condizione iniziale in un&#8217;ansia generalizzata. La persona può evitare determinati contesti o situazioni che hanno scatenato l’attacco, sviluppando così un circolo vizioso di apprensione cronica.</p>
<h3>2. Dall&#8217;ansia generalizzata all&#8217;attacco di panico</h3>
<p>Al contrario, una persona con ansia generalizzata può accumulare stress fino al punto di saturazione. L’ansia, accumulata nel tempo, raggiunge un livello critico e sfocia in un attacco di panico, come una valvola di sfogo. La metafora della pentola a pressione descrive bene questo meccanismo: la pressione cresce fino a quando, improvvisamente, si libera con un episodio acuto.</p>
<h2>Come affrontare l&#8217;ansia: soluzioni efficaci</h2>
<p>Uno degli errori più comuni è pensare di dover “gestire” l’ansia. In realtà, l’ansia non va semplicemente controllata, ma affrontata e superata.</p>
<h3>Comprendere le cause</h3>
<p>Il primo passo è identificare le cause dell’ansia. Cosa scatena lo stato ansioso? Quali sono le situazioni che lo aggravano? Un&#8217;analisi approfondita aiuta a fare chiarezza e a trovare strategie adeguate.</p>
<h3>Analizzare le proprie reazioni</h3>
<p>Le persone ansiose spesso mettono in atto meccanismi di controllo che, invece di alleviare il problema, lo amplificano. Prendere consapevolezza di queste reazioni è essenziale per interrompere il ciclo dell’ansia.</p>
<h3>Creare una mappa mentale della propria ansia</h3>
<p>Capire in che modo l’ansia si manifesta e quali schemi segue può aiutare a ridurne l’impatto. Tenere un diario o fare esercizi di auto-osservazione può essere utile in questo senso.</p>
<h3>Affidarsi a un professionista</h3>
<p>Un terapeuta esperto può offrire supporto e strumenti pratici per affrontare l’ansia in modo efficace. Una terapia mirata può aiutare a ricostruire un equilibrio emotivo e a superare le paure invalidanti.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>Se ti trovi in una di queste condizioni, prova a riflettere sul tuo percorso ansioso e sulle dinamiche che lo caratterizzano. L’ansia non è una condanna definitiva: è possibile comprenderla, affrontarla e superarla con il giusto supporto e le strategie adeguate. Rivolgiti a un professionista se senti di aver bisogno di aiuto, perché la consapevolezza e l’intervento mirato possono fare la differenza.</p>
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		<title>Riflessioni sulla depressione</title>
		<link>https://staging.matteoradavelli.it/depressione/6355/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valeria Belotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2025 08:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Depressione]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni psicologiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parliamo di depressione: facciamo un po’ di ordine e proponiamo qualche spunto, riflessione e considerazione rispetto a questo disturbo. Depressione maggiore e altre tipologie Quando si sente parlare di depressione, ahimè, si fa più o meno volontariamente riferimento alla depressione maggiore, che è sì un disturbo dell’umore, ed è il disturbo dell’umore più frequente, riconoscibile [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Parliamo di depressione: facciamo un po’ di ordine e proponiamo qualche spunto, riflessione e considerazione rispetto a questo disturbo.</p>
<h2>Depressione maggiore e altre tipologie</h2>
<p>Quando si sente parlare di depressione, ahimè, si fa più o meno volontariamente riferimento alla <strong>depressione maggiore</strong>, che è sì un disturbo dell’umore, ed è il disturbo dell’umore più frequente, riconoscibile e identificabile, ma non è l’unico. Esistono diverse forme di depressione, ognuna con caratteristiche e sfaccettature proprie. Se vuoi approfondire l’argomento, sul canale YouTube e sul mio Blog, trovi vari contenuti dedicati alle diverse tipologie di depressione, i criteri diagnostici, le caratteristiche e le peculiarità di ciascuna.</p>
<h2>Caratteristiche comuni a tutti i tipi di depressione</h2>
<p>Oggi voglio riflettere su alcune caratteristiche e percezioni comuni a tutti i tipi di depressione, per cercare di capirla un po’ meglio e fare ordine.</p>
<p>Innanzitutto, la depressione spaventa. Molto spesso si cerca di etichettarla in modo rapido e superficiale, perché ci terrorizza. Non riusciamo a spiegarla, pensiamo che difficilmente se ne possa uscire, e più in generale, come accade con tutte le malattie mentali, tendiamo a percepirla come qualcosa di più “terribile” rispetto a una malattia fisica. Questo perché diventa un mostro invisibile, un antagonista che non possiamo vedere. Di fronte a una malattia fisica, sappiamo qual è il nemico e possiamo combatterlo. Con una malattia mentale, e ancor più con la depressione, è tutto più complesso, più faticoso. Si pensa di non riuscire mai a riprendersi completamente, tanto da suddividere la propria vita in un “prima” e un “dopo” la malattia mentale, o la depressione.</p>
<p>Questo accade, ad esempio, anche con i disturbi ansiosi: c’è un “prima” e un “dopo” lo sviluppo dell’ansia. Fa paura. Non sappiamo cosa fare, ci sentiamo piccoli, vulnerabili. Le caratteristiche che la depressione porta con sé amplificano tutto questo: ci sentiamo abbattuti, catatonici, e ogni cosa diventa pesante. Il mondo sembra crollarci addosso.</p>
<h2>La depressione non è solo tristezza</h2>
<p><strong>Attenzione:</strong> la depressione non è tristezza, non è malavoglia, non è pigrizia. Quando si dice: “Non è depresso, è semplicemente svogliato”, non è vero. La depressione è catatonia, è vedere tutto completamente e improvvisamente grigio, senza riuscire a mettere a fuoco le cause. Non si riesce nemmeno a ipotizzare cosa abbia scatenato il disturbo. Questo rende difficile affrontarla da soli e comprenderla.</p>
<p>La persona, da un lato, sente di non avere energie, di essere abbattuta e catatonica; dall’altro lato è spaventata e preoccupata per ciò che sta vivendo. Si sente incapace di reagire e finisce in un circolo vizioso da cui è sempre più faticoso uscire, soprattutto senza l’aiuto di un professionista.</p>
<h2>I sintomi della depressione</h2>
<p>La depressione, quindi, non è tristezza, non è malavoglia, non è pigrizia: è qualcosa che ci impedisce di trovare gusto nelle cose. Da un giorno all’altro ci si sente incapaci di provare piacere in ciò che prima ci appassionava. Le persone a noi vicine diventano improvvisamente meno interessanti, meno coinvolgenti, meno vicine. Ci si chiude in una sorta di bolla, spegnendosi progressivamente.</p>
<p>Tutto diventa pesante, faticoso, insostenibile. Anche le cose più semplici, che fino a pochi giorni prima facevamo con piacere, diventano impossibili.</p>
<p>Dall’altro lato, può svilupparsi rabbia, risentimento, aggressività. Questo senso di insoddisfazione e incapacità di essere ciò che si desidera genera rancore e rabbia. Si manifestano due dinamiche contrapposte: da un lato impulsi violenti verso sé stessi, dall’altro una sensazione di vuoto e impotenza. Non si vede una via d’uscita.</p>
<h2>Depressione: afflizione e protezione</h2>
<p>La depressione, però, ha anche un aspetto controintuitivo: in un certo senso, ci tutela. Quei moti aggressivi e di rabbia, che come vedi non hanno nulla a che fare con la tristezza o la pigrizia, possono essere potenzialmente pericolosi. La catatonia, la mancanza di energia tipica della depressione, da un lato ci affligge, ma dall’altro ci protegge dal male che potremmo farci.</p>
<p>Non sempre entrambe le componenti, quella catatonica e quella rabbiosa, sono presenti in tutte le forme di depressione. Come detto, esistono diverse tipologie di depressione: alcune più caratterizzate dalla rabbia, altre dalla catatonia. È il mix di queste due componenti che determina la forma che la depressione assume.</p>
<h2>Consigli per affrontare la depressione</h2>
<p><strong>Il consiglio:</strong> nel momento in cui ti accorgi di vivere stati d’animo simili a quelli descritti, rivolgiti a un professionista. Solo attraverso il suo aiuto potrai ottenere risposte sia sulle cause del tuo disagio, sia sulle vie percorribili per affrontarlo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Depressione, cosa fare?</title>
		<link>https://staging.matteoradavelli.it/depressione/depressione-cosa-fare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Matteo Radavelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2024 07:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Depressione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per risolvere un problema psicologico come la depressione, l&#8217;ansia o attacchi di panico, è importante comprendere le radici del disagio. La superficialità dei consigli comuni Spesso ci imbattiamo in consigli generici su come affrontare i problemi psicologici, ma è importante riconoscere che non sempre sono pratici o efficaci. Ad esempio, dire a una persona depressa [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per risolvere un problema psicologico come la depressione, l&#8217;ansia o attacchi di panico, è importante comprendere le radici del disagio.</p>
<h2>La superficialità dei consigli comuni</h2>
<p>Spesso ci imbattiamo in consigli generici su come affrontare i problemi psicologici, ma è importante riconoscere che non sempre sono pratici o efficaci.</p>
<p>Ad esempio, dire a una persona depressa di &#8220;reagire&#8221; è superficiale, poiché la malattia stessa può impedire la reattività.</p>
<p>Anche suggerire di &#8220;mangiare sano&#8221; o &#8220;fare sport&#8221; può essere utile, ma non affronta direttamente le radici del disagio psicologico.</p>
<h2>Comprendere le cause del disagio</h2>
<p>È fondamentale prendere consapevolezza del proprio disagio psicologico e comprendere le sue cause.</p>
<p>Questo può essere difficile da fare da soli, quindi è consigliabile rivolgersi a uno psicologo o uno psicoterapeuta specializzato.</p>
<p>Un intervento precoce può essere particolarmente efficace, poiché aiuta a trattare il disagio prima che diventi parte integrante della vita quotidiana.</p>
<h2>Agire per la risoluzione e la guarigione</h2>
<p>Una volta comprese le cause del problema, è possibile agire per la sua risoluzione e, successivamente, per la guarigione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Riflessioni sulla depressione</title>
		<link>https://staging.matteoradavelli.it/depressione/riflessioni-sulla-depressione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Matteo Radavelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Mar 2023 08:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Depressione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://staging.matteoradavelli.it/?p=3841</guid>

					<description><![CDATA[<p>Facciamo qualche riflessione sulla depressione poiché, quando se ne parla, si fa sempre più o meno riferimento alla depressione maggiore, che è naturalmente la più facile da notare, è identificabile, comprensibile, tuttavia ne esistono altre e diverse forme.   Le riflessioni che facciamo in questo articolo fanno riferimento ad alcune caratteristiche comuni a tutti i tipi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Facciamo qualche riflessione sulla depressione poiché, quando se ne parla, si fa sempre più o <a href="https://staging.matteoradavelli.it/ansia/fobia-sociale/">meno riferimento alla depressione maggiore</a>, che è naturalmente la più facile da notare, è identificabile, comprensibile, tuttavia<strong> ne esistono altre e diverse forme.  </strong></p>
<p>Le riflessioni che facciamo in questo articolo fanno riferimento ad alcune <strong>caratteristiche comuni</strong> a tutti i tipi di depressione e che i permettono di capirla maggiormente.</p>
<p>La depressione spaventa, si cerca di etichettarla perché ci terrorizza, non la spieghiamo e pensiamo che difficilmente se ne possa uscire, pensando sia peggiore di una malattia fisica <strong>poiché spesso invisibile.</strong> Quando si vive la depressione, spesso, si divide ipoteticamente la vita in prima e dopo pensando di non poterne più uscire definitivamente. Con la depressione ci sentiamo:</p>
<ul>
<li><strong>abbattuti </strong></li>
<li><strong>catatonici </strong></li>
<li><strong>tutto diventa pesante </strong></li>
<li><strong>il mondo ci crolla addosso  </strong></li>
</ul>
<p>La depressione non è tristezza, pigrizia, mala voglia, <strong>la depressione è catatonia</strong>, è vedere tutto improvvisamente grigio senza avere la capacità di mettere a fuoco le cause che l&#8217;hanno generata. La persona da un alto sente di non avere energie, dall&#8217;altro lato è spaventata, preoccupata, per ciò che sta vivendo perché è <strong>vittima di questo stato ma non riesce ad uscirne</strong>.</p>
<ul>
<li>ci impedisce di provare gusto</li>
<li>si è incapaci di provare piacere</li>
<li>le persone accanto a noi sono distanti</li>
<li>ci si spegne: tutto è pesante</li>
</ul>
<p>Nella depressione spesso <strong>si prova rabbia</strong>, aggressività a fronte dell&#8217;insoddisfazione del non riuscire ad essere ciò che si desidera. Attenzione perché la depressione è caratterizzata da vuoto e impeto, la depressione da un lato ci affligge ma dall&#8217;altro <strong>ci tutela dai moti di rabbia provata</strong>, la depressione ci tutela dal male che potremmo farci.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sintomi comuni a tutte le depressioni</title>
		<link>https://staging.matteoradavelli.it/depressione/sintomi-comuni-a-tutte-le-depressioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Matteo Radavelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jun 2022 14:17:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Depressione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Approfondiamo in questo articolo il tema della depressione: quali sono i sintomi caratteristici? I sintomi caratteristici sono legati sia a caratteristiche comportamentali che di pensiero e sono cinque. I pensieri negativi e intrusivi sono sintomi comuni a tutti i disturbi dell&#8217;umore, sono pensieri ricorsivi e ridondanti pertanto la persona pensa che dovrà combattere per sempre con [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Approfondiamo in questo articolo il tema della depressione: quali sono i sintomi caratteristici? I sintomi caratteristici sono legati sia a caratteristiche comportamentali che di pensiero e sono cinque.</p>
<p><strong>I pensieri negativi e intrusivi</strong> sono sintomi comuni a tutti i disturbi dell&#8217;umore, sono pensieri ricorsivi e ridondanti pertanto la persona pensa che dovrà combattere per sempre con queste sensazioni e non ne uscirà mai.</p>
<p><strong>L&#8217;alterazione dell&#8217;appetito</strong> spesso è una strategia con la quale ci si adatta alla depressione infatti questo può sparire del tutto o aumentare esponenzialmente. Il cibo può essere utilizzato per affrontare, mitigare, queste sensazioni negative e distruttive.</p>
<p><strong>L&#8217;alterazione del sonno</strong> è un altro sintomo caratteristico comune ai disturbi dell&#8217;umore, si può pensare erroneamente che la depressione aumenta il bisogno di sonno, spesso tuttavia è l&#8217;opposto.</p>
<p><strong>L&#8217;auto-colpevolizzazione</strong>, i sentimenti di auto svalutazione rispetto il non essere sufficientemente capaci per essere felici sono sentimenti comuni e molto presenti.</p>
<p>Il quindi punto sono<strong> i pensieri suicidari</strong>, la morte, in alcuni casi gravi, è l&#8217;unica via considerata percorribile dalla persona depressa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tipi di depressione</title>
		<link>https://staging.matteoradavelli.it/depressione/tipi-di-depressione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Matteo Radavelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2022 07:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Depressione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parliamo di depressione e delle diverse tipologie che possiamo riconoscere esistenti. La depressione è il disturbo dell&#8217;umore per eccellenza, è caratterizzata da due macro categorie di sintomi, da un lato umore a terra, catatonia, perdita di senso delle cose. Dall&#8217;altro sentimenti di rabbia, aggressività, irritabilità e una visione pessimistica del presente e del futuro. Suscita [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Parliamo di depressione e delle diverse tipologie che possiamo riconoscere esistenti.</p>
<p>La depressione <strong>è il disturbo dell&#8217;umore per eccellenza,</strong> è caratterizzata da due macro categorie di sintomi, da un lato umore a terra, catatonia, perdita di senso delle cose. Dall&#8217;altro sentimenti di rabbia, aggressività, irritabilità e una visione pessimistica del presente e del futuro. Suscita particolare paura, apprensione, nelle persone, è stato rilevato che questo &#8220;male oscuro&#8221; suscita allerta tanto quanto i tumori e le patologie oncologiche.</p>
<p>Ci sono 8 tipologie di depressione:</p>
<h6 style="text-align: center;">Disturbo della disregolazione dell&#8217;umore dirompente</h6>
<p>Una tipologia presente dall&#8217;infanzia alla giovane età adulta, può arrivare fino ai 21 anni circa ed è caratterizzata da atteggiamenti di rabbia, impulsivi, a volte violenti.</p>
<h6 style="text-align: center;">Disturbo depressivo maggiore</h6>
<p>E&#8217; il disturbo classico che può essere osservato in tre modalità: lieve, moderato o grave. I sintomi caratteristici sono quelli elencati per la depressione classica quindi accennati all&#8217;inizio di questo breve articolo.</p>
<h6 style="text-align: center;">Disturbo depressivo persistente (distimia)</h6>
<p>In questo disturbo l&#8217;aspetto di appiattimento delle energie è più lieve ed è associato spesso ad altri disturbi psichiatrici come <a href="https://staging.matteoradavelli.it/disturbi-di-personalita/i-disturbi-del-cluster-a/">il disturbo borderline di personalità</a>.</p>
<h6 style="text-align: center;">Disturbo disforico pre mestruale</h6>
<p>Come dice il termine è un disturbo che caratterizza uno specifico periodo del mese, è connesso ad una flessione dell&#8217;umore nel periodo pre-mestruale.</p>
<h6 style="text-align: center;">Disturbo depressivo senza altra specificazione</h6>
<p>Sono episodi depressivi che sono limitati nel tempo e si ripetono in maniera ciclica, gli episodi sono brevi, ridotti ma ciclici.</p>
<p>Altre tipologie di disturbo depressivo sono: Disturbo depressivo indotto da farmaci o sostanze o disturbi depressivi dettati da altre circostanze come malattie tipo Alzheimer o Parkinson.</p>
<p>Quando si parla di depressione si tende a generalizzare pensando che tutte le depressioni abbiano le stesse caratteristiche, così non è, è bene sempre tenere presente che fare di tutta l&#8217;erba un fascio non è mai utile.</p>
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		<item>
		<title>Depressione post parto e babyblues</title>
		<link>https://staging.matteoradavelli.it/depressione/depressione-post-parto-e-babyblues/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Matteo Radavelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2021 15:30:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Depressione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo già approfondito come la nascita di un bambino porti a cambiamenti enormi nella vita della coppia e soprattutto della madre, la prima a sperimentare le trasformazioni legate al corpo e all&#8217;umore. Insonnia, nausee, umore ballerino, i primi calcetti, l&#8217;incapacità di trattenere la pipì sono tutte esperienze che fa la donna in prima persona e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo già approfondito come la nascita di un bambino porti a <a href="https://staging.matteoradavelli.it/coppia-e-figli-under-2-cosa-cambia/">cambiamenti enormi</a> nella vita della coppia e soprattutto della madre, la prima a sperimentare le trasformazioni legate al corpo e all&#8217;umore. Insonnia, nausee, umore ballerino, i primi calcetti, l&#8217;incapacità di trattenere la pipì sono tutte esperienze che fa la donna in prima persona e che il partner vive solo di riflesso: il parto e i primi giorni di vita portano poi con sè grandi sfide che, ancora una volta, mettono a dura prova prima di tutto la neomamma. Per questo motivo la <strong>depressione post parto</strong> è uno dei rischi cui potenzialmente ogni donna può essere esposta. Spesso questa patologia viene <strong>confusa con il babyblues</strong>.</p>
<p>Il babyblues è un <strong>insieme di emozioni</strong> come irritabilità, tristezza, scoppi di pianto, alterazione dell&#8217;appetito e del sonno, che di solito accompagnano il primo mese dopo la nascita e consistono in un pacchetto di <strong>sintomi che sono filo depressivi</strong> ma che sono presenti per un brevissimo periodo di tempo e si risolvono autonomamente. La depressione post parto è invece una depressione che condivide in tutto e per tutto i <strong>sintomi della depressione maggiore</strong> classica con unica differenza: si sviluppa a <a href="https://staging.matteoradavelli.it/psicologia-della-coppia/matrimonio-finito-quattro-indicatori/">seguito della nascita di un figlio</a>. I sintomi somigliano molto a quelli del babyblues ma sono <strong>amplificati</strong> e possono degenerare in pensieri di morte, sensazione di vuoto, isolamento, insonnia con una durata e intensità molto diversa da quelli del babyblues. La depressione post parto, per essere definita tale, deve comparire nel <strong>primo anno di vita del bambino</strong> e trascinarsi molto più a lungo di quanto accade con i sintomi da babyblues.</p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Come dicevo tutte le donne sono potenzialmente esposte a questa patologia anche se esistono <strong>fattori di rischio personali</strong> che possono contribuire. Una familiarità con la depressione o l&#8217;accadere di eventi traumatici legati alla gravidanza e al parto possono aumentare la probabilità di sviluppare la depressione post parto ma ci sono talmente tante variabili che è <strong>impossibile</strong> prevedere con anticipo e certezza l&#8217;insorgere della patologia.</span></p>
<p>La depressione post parto va riconosciuta soprattutto da chi sta vicino alla neo-mamma (partner, genitori, amici) e va presa in carico quanto prima. Ci si può rivolgere a <strong>centri specializzati, ad uno psicoterapeuta, alle unità operative ative negli ospedali e nei consultori</strong>; spesso già durante il corso preparto i futuri genitori vengono informati riguardo questa patologia e indirizzati verso centri o persone che possono essere d&#8217;aiuto all&#8217;insorgere dei primi segnali. Una <strong>presa in carico repentina e tempestiva</strong> determina una più veloce ed efficace risoluzione mentre, come abbiamo visto parlando anche di altre patologie, la cronicizzazione di un problema determina una remissione molto più lunga.</p>
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		<item>
		<title>Le cause della depressione</title>
		<link>https://staging.matteoradavelli.it/depressione/le-cause-della-depressione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Matteo Radavelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2019 14:34:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Depressione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quali sono le cause della depressione? &#160; Sono state fatte diverse ipotesi, alcune più fantasiose di altre, ma il dibattito nella società scientifica è ancora acceso, anche per l&#8217;alone di mistero ed incomprensibilità che i disturbi mentali suscitano. &#160; Una cosa è però certa: è impossibile individuare una singola causa scatenante di tutti gli episodi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quali sono le <a href="https://staging.matteoradavelli.it/ambito/ansia/">cause della depressione</a>?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono state fatte diverse ipotesi, alcune più fantasiose di altre, ma il dibattito nella società scientifica è ancora acceso, anche per l&#8217;alone di mistero ed incomprensibilità che i disturbi mentali suscitano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una cosa è però certa: è <b>impossibile individuare una singola causa</b> scatenante di tutti gli episodi depressivi sulla faccia della terra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per comprendere quindi le cause della depressione si procede attraverso un&#8217;<b>indagine di tipo bio-psico-sociale</b>, ovvero un’analisi che prende in considerazione degli elementi biologico-genetici, elementi psicologico-individuali e elementi sociali-ambientali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non si può individuare una causa specifica, bensì ci si concentra sui (numerosi) fattori di rischio. I <b>fattori di rischio</b> sono un concetto fondamentale per poter <a href="/depressione-sintomi-e-diagnosi/">comprendere la depressione</a>, sia per quanto riguarda la possibilità di valutare qual è la probabilità di insorgenza del disturbo, sia per la sua diagnosi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La depressione è un disturbo dell’umore le cui case sono multifattoriali e sono connesse ai fattori di rischio, cioè degli elementi di esposizione o di caratteristiche personali, che determinano la percentuale di “rischio” che la persona sviluppi un disturbo di tipo depressivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questi hanno ovviamente un’incidenza maggiore, maggiore è la loro combinazione, quindi: più fattori di rischio ci sono, in diversi assi o ambiti, come ad esempio quello biologico e quello sociale, più è probabile che una persona sviluppi una depressione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si parla sempre di <b>probabilità</b> perché non si può avere la certezza dello svilupparsi della depressione, poiché la depressione, come tutti gli altri disturbi mentali, viene diagnosticata solo una volta che si è manifestata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quali sono i fattori da prendere in considerazione?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sicuramente l’aspetto biologico-genetico, per quanto riguarda i <a href="/disturbi-dellumore-tra-depressione-e-bipolarismo/">disturbi dell’umore</a>, di cui fanno parte la depressione ed i disturbi bipolari, ha un peso non indifferente. Ad esempio nei disturbi bipolari c’è una forte componente genetica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo aspetto, quello genetico, però <b>per la depressione non vale</b>, cioè non esiste una stretta correlazione tra gli elementi di tipo genetico ed il rischio che venga sviluppata depressione o, perlomeno, non è così importante e significativo come lo è invece per i <a href="/disturbo-bipolare-tra-episodi-maniacali-e-depressione/">disturbi bipolari</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ovviamente una certa esposizione, una familiarità, con la depressione maggiore, ad esempio legata a dei precedenti casi in famiglia, dove quindi è stata vissuta indirettamente, ne aumenta il rischio, ma non è una componente discriminante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per la depressione sono molto più importanti quelli che vengono chiamati “<b>aspetti sociali e ambientali</b>”, ossia le esperienze di vita di una persona, che possono aumentare il rischio di sviluppare la depressione, proprio a fronte del disagio vissuto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questi fattori di rischio sono connessi ad una serie di aspetti sociali, come ad esempio povertà socio-economica, ridotta istruzione, difficoltà legate alla propria sopravvivenza, al proprio sostentamento, etc.. oppure ad elementi particolarmente stressanti ed episodi occorsi nella vita, come ad esempio traumi, abusi, o ancora disoccupazione, problemi lavorativi o altre particolari fonti di stress.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questi sono degli elementi di tipo sociale e ambientale che determinano un <b>rischio maggiore per la depressione</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un altro elemento dell’indagine bio-psico-sociale è quello psicologico-individuale, che riguarda gli aspetti caratteriali e temperamentali di ognuno. Come anticipato la depressione ha cause multifattoriali, quindi non è sufficiente avere ad esempio dei fattori di rischio di tipo biologico-genetici e non è sufficiente essere esposti, ad esempio, a fattori di rischio di tipo sociale ed ambientale per sviluppare una depressione, bensì questi devono interconnettersi anche con aspetti di tipo <b>psicologico-individuale</b>, ovvero aspetti caratteriali e aspetti temperamentali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci sono quindi degli elementi del carattere e del temperamento di ciascuno che determinano un maggiore rischio, cioè una probabilità maggiore che eventi di tipo traumatico vadano ad incidere sull’equilibrio della persona.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altri aspetti connessi alla maggiore probabilità di sviluppare una depressione possono essere un basso senso di autoefficacia, una bassa autostima percepita, l’incapacità di soddisfare i propri bisogni, senso di inettitudine, etc..</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questi appena elencati sono <b>tutti gli elementi che concorrono allo sviluppo della depressione</b>, ma come dicevo prima non si può fare affidamento esclusivamente ai fattori di rischio, poiché la depressione, come qualsiasi altro disturbo, può essere diagnosticata solamente nel momento in cui fa il suo esordio. Prima di questo momento è solo possibile individuare quali sono gli elementi che determinano una maggiore probabilità della sua insorgenza, senza però garantire mai l&#8217;assoluta certezza.</p>
<div style="margin-top:150px;border:1px solid #333;padding:10px">
<img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-416" src="https://staging.matteoradavelli.it/wp-content/uploads/2020/01/matteoradavelli-badge-150x150.png" alt="Psicologo Seregno" width="100" height="100" />Dr. Matteo Radavelli &#8211; Psicoterapeuta e Psicologo Seregno<br />
Via Ballerini 56, 20831 Seregno (MB)<br />
+393479177302<br />
info@matteoradavelli.it</p>
<p></p>
<p>Ho conseguito la Laurea in Psicologia Clinica e Neuropsicologia presso l&#8217;Università degli studi di Milano Bicocca, con successiva specializzazione in psicoterapia presso lo European Institute of Systemic-relational Therapies (E.I.S.T.). Svolgo la mia attività come professionista dal 2011 e mi occupo di percorsi di psicoterapia individuale, psicoterapia di coppia e familiare.<br />
<br />
Opero come psicologo psicoterapeuta a <a href="https://staging.matteoradavelli.it/sede/seregno/">Seregno</a> oltre che in altri 6 centri di psicologia in provincia di MB, Lecco e Como.
</div>
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