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Maria e Paolo: una storia di co-dipendenza


Introduzione alla Codipendenza

Parliamo di codipendenza. Sottolineiamo subito un aspetto fondamentale: la codipendenza non ha a che fare con la dipendenza affettiva tra due dipendenti affettivi, ma è la dipendenza affettiva di uno nei confronti dell’altro che è dipendente da qualcos’altro. Questo, di cui parliamo oggi, è l’esempio classico.

La Storia di Maria e Paolo

Ora ti racconto una storia, ti faccio l’esempio di Maria e di Paolo che hanno una storia di codipendenza. Paolo è un operaio sui 45-46 anni, mentre Maria è leggermente più giovane, perché ne ha 41 e fa l’infermiera.

Paolo: Un Uomo Burbero

Paolo è una persona un po’ burbera, paurosa emotivamente parlando, non è particolarmente interessato alle relazioni, non è così attento all’altro, non è una persona solare. Fa il suo lavoro, è sempre stato single e non ha mai avuto grandi relazioni; l’ultima risale a più di 10 anni prima. Fa i turni, lavora o la mattina o il pomeriggio, vive in una casetta vicino ai suoi genitori, a un paio di chilometri.

Maria: Un’Infermiera Empatica

La mamma di Paolo si ammala e viene ricoverata in ospedale, dove viene assistita proprio da Maria. Maria fa l’infermiera in questo ospedale vicino alla residenza di Paolo. Iniziano a parlarsi. Maria è colpita dalla cura e dall’affetto che Paolo, pur essendo burbero, riesce a mostrare verso la madre. La madre, purtroppo, non ce la farà.

Il Primo Incontro

Capita che si rincontrino e Paolo voglia ringraziarla per le cure offerte negli ultimi giorni della madre. La invita a un aperitivo. Non si capisce mai bene perché, anche col senno di poi, ma tra loro raccontano che cosa ha portato Paolo a fare questo invito, dato che non era da lui. I due iniziano a frequentarsi e stanno bene. Maria ha una storia di separazione alle spalle, senza figli, con un uomo violento, sia fisicamente che psicologicamente, dal quale è riuscita a prendere le distanze cinque anni prima. Da allora non aveva più avuto relazioni importanti, solo una piccola frequentazione che non si è mai capito se fosse una relazione sentimentale o un’amicizia.

L’Inizio della Relazione

Maria è stimolata dalla sfida di riuscire ad aprire il cuore di quest’uomo burbero, credendo che sotto sotto ci sia un cuore tenero, come già si raccontava con il marito. Inizia a frequentarsi con Paolo, e Maria va a vivere più o meno part-time a casa di lui. Entrambi fanno i turni e, quando capitano i turni giusti, Maria fa di tutto per far combaciare le due cose, trasferendosi magari per 24-48 ore a casa di Paolo.

Le Prime Difficoltà

Lui ha un primo momento di slancio, dove diventa quasi solare, ma poi piano piano si incupisce e torna distanziante. Finché ad un certo punto Maria lo mette alle strette e chiede cosa c’è che non va. Paolo parla di alcuni debiti di gioco contratti negli anni che sta finendo di saldare, ma non chiede aiuto. Maria si offre di prestargli denaro per saldare questi debiti.

Il Circolo Vizioso

Maria si prodiga per far funzionare la relazione, si prende cura di Paolo e lui accetta il suo aiuto, tirando un sospiro di sollievo. Paolo non ruba soldi a Maria, ma spende i suoi soldi più del dovuto, contando sulle finanze di Maria per portare avanti la relazione. Maria si rende conto che qualcosa non funziona, capisce che probabilmente Paolo ha ripreso a giocare, soprattutto scommesse sportive.

Il Ruolo di Maria

Maria, consapevole delle strutture di aiuto disponibili, continua a coprire i pasticci economici di Paolo, instaurando un circolo vizioso. Maria crede che la relazione debba essere sacrificio, fatica e dolore, sperando di trovare un cuore caldo scavando nella pietra, un errore già commesso nel matrimonio precedente. Paolo riconosce la sua dipendenza dal gioco d’azzardo, ma non ne paga mai davvero il prezzo, perché Maria interviene sempre a coprire i debiti.

La Dipendenza Reciproca

Questo circolo vizioso si autoalimenta: Paolo ha sempre più bisogno di Maria, e Maria offre sempre più aiuto, peggiorando la situazione. Maria vive una vita di attesa, fatta di grandi dolori e sacrifici, tentando di salvare Paolo con i mezzi sbagliati. Paolo si lascia sempre più andare, sapendo di poter contare su di lei.

Conclusione

Questa è una storia di codipendenza, dove da un lato c’è un dipendente affettivo e dall’altro un dipendente da gioco d’azzardo. Le patologie si alimentano a vicenda, aumentando il circolo vizioso.

Fammi sapere se è chiaro, se hai vissuto una storia del genere, se conosci persone in una situazione simile, cosa hai fatto per aiutarle o affrontarla, se l’hai vissuta in prima persona, così da aiutare anche altre persone. A presto.

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Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

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Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.