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Scegliere: una questione di tempo

Ti è mai capitato di aver preso una decisione, aver fatto una scelta, ma nel profondo sentire di non aver veramente scelto?

Ecco, nella stanza alle mie spalle, che assume sicuramente diversi nomi, la stanza di terapia, la stanza del cambiamento, la stanza delle scelte, mi capita spesso di sentire frasi come “vorremmo dare una seconda chance al nostro matrimonio, ma continuiamo a vivere rivendicando il passato”, oppure “vorrei riconquistare il mio partner, ma al di là di qualche tentativo estemporaneo ricasco nelle vecchie dinamiche, nei vecchi comportamenti, nelle vecchie abitudini che di fatto ci hanno portato a vivere il problema che stiamo affrontando”.

Il tema delle scelte, che ovviamente è un tema spinoso e complicato da affrontare, molte volte viene visto e letto sul versante sbagliato. Spesso ci si concentra esclusivamente  sulla direzione in cui si dovrebbe andare e sugli obiettivi che si vorrebbe ottenere. Questa è certamente una parte fondamentale, ma anche la più facile da riuscire a valutare, nel senso che le voci nella nostra pancia già ci dicono in che direzione dovremmo andare, già sentiamo quale è la scelta che dovremmo compiere.

Ciò che mai consideriamo e che quindi dal mio punto di vista viene spesso sottovalutato, è il tempo della scelta, ossia la capacità di concederci un tempo sospeso dal giudizio, in cui essere liberi di provare le nuove dinamiche e sperimentare il cambiamento.

Solo dopo che è passato sufficiente tempo saremo infatti capaci di valutare la bontà della scelta compiuta e quindi la sua efficacia. Se questo tempo non ce lo concediamo, saremo portati a muoverci a corrente alternata, mischiando le vecchie dinamiche con i nuovi tentativi di cambiamento e quindi di fatto andremo a sprecare la possibilità di cambiare, poiché, vivendo in una situazione di confusione, non saremo capaci di capire cosa appartiene al passato e cosa invece appartiene al futuro.

La direzione che abbiamo scelto, ma che di fatto non abbiamo perseguito in toto, perché abbiamo continuato a tenere attivo il giudizio nella nostra testa, perché ci siamo fatti sopraffare dalla paura, dall’abitudine e dalla routine, non l’avremo davvero vissuta.

Concediamoci un tempo per poter scegliere, ma soprattutto un tempo per provare la scelta che abbiamo preso. Un tempo sospeso dal giudizio, perché solo così potremmo dire di aver veramente scelto.

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.