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La restituzione: come innescare il cambiamento

In un precedente articolo ho parlato della fase di consultazione e della restituzione ossia il termine ultimo che costituisce la fase di conclusione per poi iniziare il percorso psicoterapeutico. Durante la fase di consultazione le informazioni sono state raccolte e nella restituzione vengono riorganizzate in modo tale da renderle efficaci in un’ottica di cambiamento. I due elementi dell’organizzazione e quindi della struttura della restituzione sono la capacità di osservare l’aspetto micro quindi la situazione specifica e l’aspetto macro ovvero i sistemi che sono costitutivi della vita della persona e che hanno favorito l’insorgenza e il mantenimento del sintomo e del problema. Altri due elementi fondamentali sono la plausibilità della restituzione stessa e la sua capacità performativa. Questi non sono necessariamente degli aspetti strutturali cioè nell’organizzazione della restituzione quanto aspetti di forma e hanno un impatto incredibile sulla sua efficacia. La restituzione infatti ha lo scopo di permettere al paziente la comprensione del problema e dar lui un quadro più chiaro per poter permettergli di ottenere le prime risposte e un ordine mentale. Al tempo stesso la restituzione permette di indirizzare il paziente verso il cambiamento desiderato che sostanzialmente consiste nella risoluzione dei sintomi e nella ristrutturazione del sistema in modo che questi sintomi poi non si ripresentino. La plausibilità e la capacità perturbativa sono due concetti molto cari a qualsiasi terapeuta sistemico relazionale. La plausibilità riguarda la capacità della terapia e della restituzione di poter essere comprensibile al paziente offrendo un punto di vista diverso a cui il paziente non aveva mai probabilmente pensato. Deve quindi essere un punto di vista nuovo e al tempo stesso plausibile per il paziente. La restituzione deve anche essere perturbativa quindi capace di andare ad innescare nel paziente un cambiamento e installare un dubbio, un nuovo pensiero, un punto di vista diverso che in un qualche modo porta il paziente alla generazione di un cambiamento.

Molte volte la restituzione che viene offerta non è esattamente in linea con una descrizione piatta che il paziente si è già dato del suo problema. Il lavoro del terapeuta è quello di andare a riorganizzare i significati del sintomo, del problema e quindi poi poterli rendere malleabili in modo tale da trovare una nuova riorganizzazione e un nuovo equilibrio il più possibile armonioso. Per ottenere questo si deve passare necessariamente dalla tempesta, le prime gocce sono costituite dalla restituzione e dai suoi elementi plausibili ma perturbativi. 

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

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Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.