Bassa autostima e relazioni sentimentali Home > Psicologia della coppia > Bassa autostima e relazioni sentimentali Parliamo di bassa autostima e relazioni sentimentali: sono diverse le caratteristiche, ma anche gli elementi che si ripetono all’interno di relazioni in cui almeno uno dei due partner presenta una bassa autostima o comunque un’attribuzione negativa di valore a sé stesso. Questi aspetti sono abbastanza trasversali, nel senso che esistono diversi punti di connessione nelle relazioni in cui uno dei due partner ha bassa autostima. La bassa autostima al primo impatto nella relazione Da un lato sono presenti, già all’inizio della relazione, alcuni elementi portati dalla persona con bassa autostima; dall’altro lato, quando la relazione si stabilizza e perdura nel tempo, si verifica una modificazione del sistema-coppia. Una persona con bassa autostima, all’interno di una relazione sentimentale, è magari molto contenta di aver trovato quel partner; al tempo stesso, però, non si sente degna della relazione, non si sente all’altezza, non si percepisce sufficientemente bella, intelligente, brillante o di valore per meritarla. È come se partisse sempre con un handicap: da un lato vuole vivere la relazione, dall’altro si sente scomoda al suo interno, perché non riesce a comprendere fino in fondo cosa comporti e su quali basi il partner abbia scelto proprio lei/lui. In altre parole: “Perché stai con me?”. L’atteggiamento accondiscendente e la paura del conflitto Questo porta spesso ad assumere un atteggiamento accondiscendente, a tratti ossequioso, caratterizzato dalla tendenza a evitare il conflitto, a non esprimere chiaramente la propria opinione e a rifuggire in qualunque modo il contraddittorio o il disaccordo. Si diventa progressivamente più disponibili e accomodanti. All’inizio questo atteggiamento può essere visto come una grande risorsa anche dal partner, perché facilita la relazione e rende semplice il processo decisionale, che viene delegato quasi del tutto. Il divario tra immagine interna e immagine restituita dal partner Man mano che si va avanti, però, la persona con bassa autostima — ferme restando le caratteristiche già descritte — inizia ad avere un sistema di attribuzione di significati eterodeterminato. Da un lato continua a pensare di non valere abbastanza e a comportarsi in modo ossequioso per non essere respinta; dall’altro, inizia a credere alle descrizioni positive che il partner le restituisce. Il problema è che queste attribuzioni positive sono spesso lontane, se non in contraddizione, rispetto all’immagine che ha di sé. Ne nasce una confusione interna: “Io penso questo di me, ma lui/lei vede qualcosa di diverso e positivo. Mi piace, ma non so come interpretarlo”. Tre elementi chiave della bassa autostima in coppia In questo scenario emergono tre elementi principali: l’idea di non essere degni; l’atteggiamento ossequioso e la paura del conflitto; la confusione derivante dal divario tra la propria immagine interna e quella restituita dal partner. Questa configurazione, tuttavia, non può essere mantenuta a lungo nella relazione. Se da un lato rende più semplice la dinamica relazionale sul breve periodo, dall’altro diventa mortificante per entrambi nel lungo periodo. Le conseguenze sul lungo periodo per entrambi i partner Per la persona con bassa autostima è doloroso non riuscire a cogliere la valorizzazione del partner e non riuscire a mostrarsi per ciò che è davvero, celando parti importanti di sé. Per il partner, invece, avere accanto qualcuno che dice sempre “sì” può diventare problematico: non solo non è chiaro se vi sia un reale interesse, ma l’assenza di disaccordo rende difficile valutare il coinvolgimento emotivo. Quando qualcosa conta davvero, infatti, genera dialogo, discussione, confronto. Quando la bassa autostima diventa una barriera relazionale Se non avviene un passaggio — cioè un processo di crescita dell’autostima e di rinegoziazione delle dinamiche relazionali — la relazione entra in crisi. Ciò che all’inizio facilitava (la disponibilità, la condiscendenza) diventa nel tempo un limite, un “tetto di vetro”, una barriera che allontana i partner. Se questo assetto rimane statico, la relazione rischia di deteriorarsi fino a interrompersi. Il circolo vizioso della bassa autostima in amore E qui si innesca il circolo vizioso: la persona con bassa autostima, proprio a causa della sua insicurezza, finisce per compromettere la relazione; la fine della relazione, a sua volta, abbassa ulteriormente l’autostima. È il classico punto di partenza di un ciclo che tende a ripetersi. Conclusioni: trasformare la relazione per uscire dalla spirale Ricordiamoci, dunque: la bassa autostima può essere presente fin dall’inizio di una relazione e può persino sembrare un vantaggio nel breve periodo, perché facilita la convivenza e la gestione del rapporto. Ma per rendere evolutiva la crescita personale e di coppia, questa dinamica deve trasformarsi. Se la bassa autostima permane immutata, diventa una distanza crescente tra i partner e può portare alla fine della relazione, riattivando il circolo vizioso da cui si era partiti.