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Fobia: cause, strategie di gestione e cura

Con questo articolo diamo il via ad un excursus sulle fobie, in questo in particolare cerchiamo di fare una riflessione legata alle cause che determinano l’insorgenza di una fobia specifica e, allo stesso tempo, alle strategie solitamente adottate da chi ne soffre e agli interventi proposti in psicoterapia.

La fobia, essendo un disturbo d’ansia, porta con sé diverse caratteristiche comuni – come ho già detto nei precedenti video – e di conseguenza numerose strategie che vengono ingenuamente adottate nel tentativo di evitare che il disturbo, in questo caso la fobia, si manifesti.

Cause delle fobie

Si tende a pensare, per luogo comune, che la fobia sia sempre legata esclusivamente a un trauma: la persona che soffre di una fobia specifica avrebbe vissuto in passato un episodio o più episodi traumatici connessi a quello specifico elemento o situazione, sviluppando così la propria fobia. Questo è vero, ma non è l’unica ragione per cui una persona può sviluppare una fobia.

Trauma diretto

Una delle possibili cause è l’aver vissuto in prima persona un evento traumatico che ha segnato profondamente l’individuo, generando un’associazione di paura persistente verso quella situazione o elemento.

Osservazione e apprendimento

Un altro aspetto determinante nello sviluppo di una fobia è l’osservazione e l’apprendimento. Ciò significa che una fobia può insorgere non solo per aver vissuto in prima persona un evento traumatico, ma anche per esposizione indiretta: ad esempio quando persone a noi care o significative nella nostra vita trasmettono questa paura, oppure quando osserviamo il loro comportamento. In questo modo, la fobia può essere appresa, come se fosse stata “trasmessa” dalle figure per noi importanti.

Dunque, non possiamo generalizzare pensando che la fobia sia sempre conseguenza diretta di un trauma vissuto personalmente: può essere anche frutto di osservazione e apprendimento.

Strategie adottate da chi soffre di fobia

La prima, e spesso unica, strategia messa in atto da chi soffre di una fobia è l’evitamento. Come ho ripetuto più volte, l’evitamento non è una soluzione né una vera strategia per i disturbi d’ansia. Tuttavia, nel caso delle fobie specifiche, possiamo fare una piccola eccezione: infatti, trattandosi di paure legate a micro-elementi della vita (come serpenti, ragni, topi, altezze, parlare in pubblico, ecc.), la persona tende a condurre una vita tranquilla fino a quando non entra in contatto con lo stimolo fobico.

Quando l’evitamento può funzionare

Quando la fobia non compromette in modo rilevante la qualità della vita, l’evitamento può risultare funzionale. Ad esempio, chi ha paura dei serpenti può semplicemente scegliere di starne lontano senza particolari difficoltà. In questo caso, l’evitamento diventa una strategia accettabile.

Quando l’evitamento compromette la vita quotidiana

Diverso è il caso di fobie più invalidanti, come quella legata alla guida, che possono avere un impatto significativo sulla vita quotidiana. In questi casi l’evitamento non rappresenta una soluzione valida, ma un ostacolo alla qualità della vita.

Interventi psicoterapeutici per le fobie

Riguardo agli interventi terapeutici, esistono due principali filoni:

1. Esposizione graduale

Alcune correnti psicologiche si basano sulla desensibilizzazione progressiva della persona allo stimolo fobico. In pratica, la persona viene esposta in maniera graduale e crescente alla situazione temuta, con l’obiettivo di acquisire sicurezza, ridurre il disagio e, col tempo, eliminare la risposta fobica.

2. Lavoro sulle cause sottostanti

Altre correnti puntano invece a comprendere l’origine della fobia, analizzando episodi, apprendimenti o osservazioni che ne hanno determinato l’insorgenza. L’obiettivo è lavorare sulle emozioni alla base della paura, permettendo alla persona di prenderne coscienza, elaborarle e risolverle.

Conclusioni

In entrambi i casi, non ci si concentra tanto sul perché sia nata proprio quella fobia specifica (ad esempio perché i ragni e non altro), quanto piuttosto sul ridurre i sintomi e restituire benessere alla persona.

Non esiste un approccio giusto o sbagliato in assoluto: molto dipende dal tipo di fobia, dall’impatto che essa ha sulla vita quotidiana e dall’orientamento del terapeuta, che cercherà la strada più adatta e coerente con i valori, le strategie di funzionamento e la personalità della persona che soffre di fobia specifica.

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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

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Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

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Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.