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Sintomi acuti (attacco di panico): cosa può fare lo psicologo

La domanda di oggi è: che ruolo può assumere lo psicoterapeuta durante la fase acuta di un sintomo, durante un attacco di panico?

Ho da poco ricevuto una telefonata da un ragazzo che ha trovato il mio recapito in internet durante un attacco di panico, avvenuto poco prima di un esame universitario molto importante. Il ragazzo in questione mi ha chiamato per chiedermi cosa potesse fare. Al di là del dispiacere che ho potuto provare per questa persona in grande difficoltà ho potuto aiutarlo solamente con qualche frase di circostanza legata alla situazione. Non conoscendo la storia, la situazione, non conoscendo la persona, non potevo dirgli altro se non di chiamare eventualmente un’ambulanza o rivolgersi al Pronto Soccorso più vicino.

 

Riagganciata la telefonata mi sono chiesto cosa potesse fare uno psicologo n questo momento specifico, qual è il ruolo che dovrebbe assumere. Cercando in internet, su Dott.re Google, si può leggere che ci sono delle tecniche di rilassamento, viene detto di respirare in un certo modo, viene detto sostanzialmente di risolvere da soli il problema. Tuttavia è difficilissimo dire ad una persona che sta vivendo il picco di attacco di panico di rilassarsi. Durante la fase di picco di un attacco di panico, quando si ha paura di morire, cresce il battito e il respiro è affannoso, lo psicologo non può fare nulla. L’alternativa è rivolgersi ad un medico, al Pronto Soccorso per avere un aiuto farmacologico.

Lo psicologo entra in gioco successivamente! Ci sono varie vie per affrontare gli attacchi di panico successivamente al momento acuto: c’è chi è coraggioso e chi lo è meno. I coraggiosi sono coloro che nel momento in cui hanno una fatica, un sintomo, la fase acuta si aiutano con un intervento farmacologico per poi strutturare un intervento psicoterapeutico per lavorare sulle cause che hanno scatenato l’attacco di panico. I meno coraggiosi invece preferiscono vivere l’attacco di panico, chiedere aiuto in maniera poco chiara, scegliere di non intraprendere un percorso psicologico e aspettare il successivo attacco di panico.

Esattamente come quando si ha mal di schiena c’è chi preferisce assumere un antidolorifico in fase acuta e successivamente farsi trattare da uno specialista e chi invece preferisce assumere solamente antidolorifico all’occorrenza. È naturalmente più faticoso intraprendere un percorso terapeutico sia con il fisioterapista che con lo psicoterapeuta.

La psicoterapia non è una disciplina che lavora sull’urgenza ma fa in modo che, lavorando sulle cause, la sintomatologia non si ripresenti.

 

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

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Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.