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Caratteristiche della relazione tossica

Ho recentemente fatto un post su Instagram in cui parlavo delle caratteristiche di una relazione tossica. Ovviamente, essendo un post, doveva essere sintetico e pensato come uno spunto di riflessione. Ciò che è accaduto, infatti, è che sono arrivate una quantità considerevole di domande: molte chiedevano integrazioni, altre dicevano invece di trovarsi in situazioni diverse e quindi, non ritrovandosi in ciò che avevo elencato, concludevano che forse la loro relazione non fosse tossica.

Facciamo ordine: cosa si intende per relazione tossica?

Facciamo un po’ di ordine. Integro ciò che ho detto e cerco di mettere insieme sensazioni, emozioni e vissuti che si possono esperire quando ci si trova dentro una relazione tossica.

Partiamo da un presupposto: una relazione tossica – che sia sentimentale, parentale o amicale – è caratterizzata da una prevalenza di emozioni negative. Possiamo racchiuderle, in modo stereotipato ma funzionale, nei concetti di infelicità, dubbio, timore, insicurezza. A questi si alternano momenti particolari, intensi, ma sporadici, di gioia autentica.

Il motivo per cui la nostra mente spesso si confonde è che tende a sopravvalutare quei momenti di intensa felicità e a sottovalutare tutto il resto, cioè la sofferenza sperimentata nella gran parte della relazione. Questo meccanismo ci porta a rimanervi dentro anche quando non è sano farlo. Ho realizzato altri contenuti in cui spiego perché le relazioni tossiche hanno così tanto potere su di noi e perché diventano così difficili da lasciare.

Perché si resta in una relazione tossica?

In sintesi, la relazione tossica è quella in cui gli elementi di dolore e infelicità sono predominanti, ma intervallati da piccoli picchi di piacere e connessione emotiva. Ed è proprio questa alternanza a confonderci: ci porta a pensare che, se esistono momenti così intensi, allora si potrebbe trovare un modo per renderli la normalità. Ma, non riuscendoci, con il senno di poi ci rendiamo conto di essere rimasti intrappolati in una dinamica tossica.

A quel punto si innesca un conflitto interno: la testa riconosce l’incoerenza e la disfunzionalità, ma la pancia continua a desiderare quei momenti di felicità che fungono da illusione e rinforzo emotivo.

Segnali che indicano una relazione tossica

Quali sono quindi i segnali più ricorrenti in una relazione tossica?

1. Squilibrio costante tra dare e ricevere

Il primo, forse il più evidente, è la sensazione costante di dare molto e ricevere poco. Non si tratta di un mai ricevere, altrimenti non resteremmo nella relazione, ma di un disequilibrio marcato: si dà tanto, si ottiene poco.

2. Svalutazione e senso di inadeguatezza

Accanto a questo ci sono altri vissuti frequenti: senso di giudizio e svalutazione, esplicita o implicita; sensazione di non sentirsi mai abbastanza o degni; essere tenuti in sospeso, come se si fosse in valutazione permanente.

3. Mancanza di fiducia e chiarezza

Sfiducia, tradimenti, o percezione di non avere chiarezza. Sentirsi confusi rispetto ai comportamenti dell’altro, senza un reale accesso al suo mondo emotivo ed intenzionale.

4. Comunicazione unidirezionale

Difficoltà o assenza di comunicazione reale. Si viene compresi solo quando si è allineati al punto di vista dell’altro, ma non viceversa.

5. Precarietà, insicurezza, prevaricazione

Sensazione di indefinitezza, precarietà continua; dinamiche di prevaricazione sottili o manifeste. Espressioni come “Sono fatto così, devi adattarti” sono ricorrenti e normalizzate.

6. L’altro è il centro, tu ruoti intorno

In molte relazioni sane i ruoli si alternano. Nelle relazioni tossiche no: è statico, sbilanciato, fisso. Uno al centro, l’altro in orbita, destinato a dare, aggiustare, rincorrere.

Questo articolo non può naturalmente essere esaustivo di tutte le possibilità. Le sfumature sono molte, personali, soggettive. Spero però di aver chiarito ulteriormente il concetto e offerto spunti di riflessione utili per riconoscere più consapevolmente questo tipo di dinamica.

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Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
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Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.