Caratteristiche della relazione tossica Home > Psicologia della coppia > 7227 Ho recentemente fatto un post su Instagram in cui parlavo delle caratteristiche di una relazione tossica. Ovviamente, essendo un post, doveva essere sintetico e pensato come uno spunto di riflessione. Ciò che è accaduto, infatti, è che sono arrivate una quantità considerevole di domande: molte chiedevano integrazioni, altre dicevano invece di trovarsi in situazioni diverse e quindi, non ritrovandosi in ciò che avevo elencato, concludevano che forse la loro relazione non fosse tossica. Facciamo ordine: cosa si intende per relazione tossica? Facciamo un po’ di ordine. Integro ciò che ho detto e cerco di mettere insieme sensazioni, emozioni e vissuti che si possono esperire quando ci si trova dentro una relazione tossica. Partiamo da un presupposto: una relazione tossica – che sia sentimentale, parentale o amicale – è caratterizzata da una prevalenza di emozioni negative. Possiamo racchiuderle, in modo stereotipato ma funzionale, nei concetti di infelicità, dubbio, timore, insicurezza. A questi si alternano momenti particolari, intensi, ma sporadici, di gioia autentica. Il motivo per cui la nostra mente spesso si confonde è che tende a sopravvalutare quei momenti di intensa felicità e a sottovalutare tutto il resto, cioè la sofferenza sperimentata nella gran parte della relazione. Questo meccanismo ci porta a rimanervi dentro anche quando non è sano farlo. Ho realizzato altri contenuti in cui spiego perché le relazioni tossiche hanno così tanto potere su di noi e perché diventano così difficili da lasciare. Perché si resta in una relazione tossica? In sintesi, la relazione tossica è quella in cui gli elementi di dolore e infelicità sono predominanti, ma intervallati da piccoli picchi di piacere e connessione emotiva. Ed è proprio questa alternanza a confonderci: ci porta a pensare che, se esistono momenti così intensi, allora si potrebbe trovare un modo per renderli la normalità. Ma, non riuscendoci, con il senno di poi ci rendiamo conto di essere rimasti intrappolati in una dinamica tossica. A quel punto si innesca un conflitto interno: la testa riconosce l’incoerenza e la disfunzionalità, ma la pancia continua a desiderare quei momenti di felicità che fungono da illusione e rinforzo emotivo. Segnali che indicano una relazione tossica Quali sono quindi i segnali più ricorrenti in una relazione tossica? 1. Squilibrio costante tra dare e ricevere Il primo, forse il più evidente, è la sensazione costante di dare molto e ricevere poco. Non si tratta di un mai ricevere, altrimenti non resteremmo nella relazione, ma di un disequilibrio marcato: si dà tanto, si ottiene poco. 2. Svalutazione e senso di inadeguatezza Accanto a questo ci sono altri vissuti frequenti: senso di giudizio e svalutazione, esplicita o implicita; sensazione di non sentirsi mai abbastanza o degni; essere tenuti in sospeso, come se si fosse in valutazione permanente. 3. Mancanza di fiducia e chiarezza Sfiducia, tradimenti, o percezione di non avere chiarezza. Sentirsi confusi rispetto ai comportamenti dell’altro, senza un reale accesso al suo mondo emotivo ed intenzionale. 4. Comunicazione unidirezionale Difficoltà o assenza di comunicazione reale. Si viene compresi solo quando si è allineati al punto di vista dell’altro, ma non viceversa. 5. Precarietà, insicurezza, prevaricazione Sensazione di indefinitezza, precarietà continua; dinamiche di prevaricazione sottili o manifeste. Espressioni come “Sono fatto così, devi adattarti” sono ricorrenti e normalizzate. 6. L’altro è il centro, tu ruoti intorno In molte relazioni sane i ruoli si alternano. Nelle relazioni tossiche no: è statico, sbilanciato, fisso. Uno al centro, l’altro in orbita, destinato a dare, aggiustare, rincorrere. Questo articolo non può naturalmente essere esaustivo di tutte le possibilità. Le sfumature sono molte, personali, soggettive. Spero però di aver chiarito ulteriormente il concetto e offerto spunti di riflessione utili per riconoscere più consapevolmente questo tipo di dinamica.