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Come affrontare le sfide di coppia

Decisioni, stress e fatiche di coppia: questo è l’insieme di ingredienti che portano a costruire il video. Nel senso che, se hai seguito in passato i miei contenuti, soprattutto quelli a tema coppia, avrai sicuramente notato quale accentuazione metto sul termine progettualità e come questa cambia in funzione di tantissime caratteristiche che la coppia può avere. La progettualità, ad esempio, di una coppia a distanza, di una coppia giovane, di una coppia un po’ più adulta, di una coppia con una grande differenza di età o con valori differenti, eccetera.

Cos’è la progettualità nella coppia e perché è importante

Abbiamo parlato di progettualità in tanti modi, tante salse diverse; quello però che non ho mai fatto è approfondire cosa succede dopo la progettualità. O meglio: quando la progettualità, nonostante sia condivisa, diventa estremamente faticosa, potenzialmente stressante, dannosa o tossica per la coppia, cosa si deve fare? O meglio, quando la progettualità diventa potenziale argomento di scontro anziché di unione. E non parlo del caso in cui i due partner non siano d’accordo: parlo di situazioni in cui i due partner sono d’accordo, ma si trovano davanti a una sfida così importante e dall’esito incerto che potrebbero trovarsi distanti, spezzati, lontani, piuttosto che vicini, proprio in funzione della progettualità condivisa che hanno.

Le sfide che possono emergere dopo la progettualità condivisa

Cosa succede? Cosa si potrebbe fare? Come tutelarsi da questo? Le sfide che una coppia con una progettualità condivisa o costruita potrebbe trovarsi ad affrontare sono diverse e numerose. Proviamo a pensarne alcune: affrontare difficoltà economiche, scegliere di fare un investimento, cambiare città, cambiare lavoro di uno dei due, cercare di avere figli che non arrivano, affrontare procedure mediche, esami clinici, eventuali terapie, eccetera.

Ci sono tante altre situazioni: il trasferimento in un’altra città, il lavoro di uno dei due che comporta prendere “baracca e burattini” e spostarsi dall’altro lato del mondo, la gestione dei figli e della loro educazione, temi di presenza nella coppia delle famiglie di origine. Nonostante la coppia possa essere d’accordo su tutto, la vita, la fatica e la realtà a volte riservano sorprese che possono generare questo tipo di frattura o potenzialmente generarla.

Affrontare le difficoltà e mantenere l’unione

Quindi la coppia si trova in fatica, stressata, di fronte a uno scenario che pensava fosse roseo, che pensava fosse concordato, ma che improvvisamente non lo è più. Meglio ancora, non lo potrebbe più essere. Cosa dovrebbe fare? Bene, dopo la progettualità c’è sempre una presa di decisione, un bilancio, una valutazione dei pro e dei contro del cambiare sentiero o modificare il percorso nel tentativo di raggiungere il medesimo obiettivo.

Esempio pratico: il desiderio di avere figli

Prendiamo un esempio forte e chiaro: una coppia che desidera avere figli. Entrambi hanno questo desiderio e iniziano a cercare un bambino. Non arriva. E tendenzialmente, per esperienza, dato che ci sono molte coppie in questa situazione, iniziano i primi esami, lui, lei, talvolta emerge un problema, altre volte no. Il motivo per cui non si arriva al concepimento o alla conclusione della gravidanza non è chiaro. La coppia, quindi, deve fare i conti con se stessa: c’è il desiderio di entrambi di essere genitori e una possibile modifica del progetto futuro.

Ci possono essere altri sentieri per raggiungere l’obiettivo: la coppia vuole diventare genitori, allora cosa fare? Muoversi verso una PMA, un’adozione, una FIVET, cure ormonali, valutare la donazione di gameti. Ci sono tante alternative. Ovviamente, questi percorsi sono sentieri più impervi, più faticosi, più esigenti. La coppia deve quindi ricontrattare l’impegno: quali scenari si aprono, quali fatiche bisogna affrontare, quali rischi correre non solo come individui, ma soprattutto come coppia.

Decisione e impegno: valutare sacrifici e rischi

La domanda da porsi è: siamo disposti a farlo? Siamo d’accordo sul livello di fatica e di impegno (commitment) che entrambi possiamo mettere in questo percorso?

Ad esempio, nella procreazione assistita ci sono scelte da fare, terapie ormonali da affrontare, attese, cambiamenti di umore, possibili alterazioni della sessualità (l’atto sessuale diventa funzionale alla procreazione e non più ricreativo). La coppia è d’accordo su questo livello di sacrificio?

Il concetto di stop loss nella coppia

In finanza esiste il concetto di stop loss, cioè fino a dove sono disposto a rischiare. Allo stesso modo, quando la coppia devia dal sentiero originario per raggiungere l’obiettivo, deve decidere quanto è disposta a rischiare, quali sacrifici vuole fare e cosa è disposta a perdere.

Se la coppia è d’accordo su questo, sarà felice, indipendentemente dal risultato. Affronterà fatiche enormi, ma spesso si scoprirà più unita, più vicina, più innamorata di prima. Se poi avrà anche la fortuna di raggiungere l’obiettivo, sarà ancora più soddisfatta.

Se invece la coppia non è d’accordo su questi aspetti, il rischio di crisi è dietro l’angolo.

Conclusione: costruire una coppia solida attraverso le difficoltà

Quindi, se vi trovate in una situazione simile, mettetevi a tavolino a ragionare su ciò che siete disposti a fare per raggiungere il vostro obiettivo comune, quanto siete disposti a pagare sia in termini personali sia di relazione. È così che nasce una famiglia, è così che nasce una coppia, è così che la coppia si costruisce anche attraverso le difficoltà che deve affrontare.

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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

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Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.