Guilt Tripping Home > Psicologia della coppia > Guilt tripping 2 Parliamo di guilt tripping o, comunque, continuiamo il nostro excursus sulle modalità e tecniche di manipolazione relazionale. Il tripping, traduzione letterale dell’inglese, è “l’inciampo”, e applicato al concetto di colpa potremmo tradurlo meglio come “lo sgambetto della colpa”: una resa più semantica, che restituisce l’idea del concetto in modo più vivido. Cos’è il Guilt Tripping: Definizione e Meccanismo Consiste in quella modalità un po’ arcigna, e anche brutale e tirannica, che il partner mette in atto nel momento in cui lavora sul senso di colpa dell’altra persona, nel tentativo di manipolarne comportamenti, azioni e sentimenti, ovviamente per un vantaggio personale. Frasi Tipiche del Guilt Tripping Di solito, all’interno della relazione, si trovano frasi come: “Mi hai deluso.” “Non perdi occasione per deludermi.” “Devi farti perdonare.” “Come pensi di poter rimediare a questa tua mancanza?” “Ma non riesci a capire che così non mi fai stare bene?” Guilt Tripping e Manipolazione: Quando Diventa Tossico È chiaro che l’utilizzo occasionale di frasi come “sono deluso” o “sono delusa” non implica di per sé che il partner stia agendo guilt tripping. Si parla di manipolazione quando questo tipo di comunicazione viene agito con costanza: c’è continuamente una sorta di ricatto basato sulla colpa. Il messaggio implicito diventa: “se tu non fai così, allora sai che il rischio può essere questo”. Non necessariamente: “ti lascio”, ma piuttosto: “mi fai stare male”, “sei responsabile della mia infelicità”, “sei colpevole del mio malessere”, “devi rimediare”, “devi fare qualcosa per rendermi felice”. Consapevolezza e Strategia nel Guilt Tripping Questa forma di manipolazione viene agita in modo abbastanza consapevole. A differenza di altri tipi di manipolazione, il guilt tripping ha una componente cognitiva importante. La persona che lo agisce lo fa in maniera tendenzialmente lucida e consapevole. È vero che si tratta di un meccanismo appreso, quindi a un certo punto può diventare quasi spontaneo, naturale, ma c’è sempre una parte di pianificazione fredda e razionale nella scelta delle parole e degli atteggiamenti da utilizzare. Le Vittime Preferite del Guilt Tripping Questa strategia manipolatoria ha particolare efficacia su persone che: sono molto innamorate o coinvolte emotivamente, sono coscienziose e sensibili, possiedono un forte senso morale, si impegnano attivamente per rendere felice il partner. Queste qualità, anziché essere una risorsa per la coppia, diventano un vincolo quando il manipolatore le sfrutta per colpire tramite il senso di colpa. Lo Sgambetto della Colpa: Una Manipolazione a Scopo di Controllo Lo definisco “sgambetto della colpa” perché, di fatto, è proprio uno sgambetto: un’azione compiuta nel tentativo di manipolare, tramite la colpa, il comportamento dell’altro, per ottenere un vantaggio individuale. Come Riconoscere il Guilt Tripping Una volta che viene messo a fuoco, il guilt tripping non è così difficile da riconoscere. Per la persona manipolata, è una vera e propria doccia fredda. Non perché non si possa interrompere, ma perché, una volta acquisita consapevolezza, crolla il presupposto stesso della relazione. È come se si verificasse una disillusione talmente forte da configurarsi quasi come un tradimento. I valori, il riconoscimento, il significato dato alla relazione e alle emozioni vissute fino a quel momento vengono improvvisamente messi in discussione. Questa secchiata d’acqua gelida si porta via tutte le sovrastrutture: storie raccontate, bugie, presupposti mancanti. E lascia ben poco alle sue spalle. Il Guilt Tripping è Trasversale Questo comportamento viene utilizzato trasversalmente nei diversi contesti della relazione: dalle discussioni quotidiane alle dinamiche più profonde. Quando si mettono insieme i pezzi, emerge con chiarezza uno schema manipolatorio ricorrente. È Possibile Recuperare Dopo il Guilt Tripping? Una volta che tutto questo viene messo a fuoco, è possibile – almeno teoricamente – recuperare la relazione. Ma la vera domanda diventa: si vuole davvero recuperarla? L’immagine che si aveva del partner cambia radicalmente, anche solo in pochi istanti. La persona manipolata si chiede se ciò che ha scoperto è qualcosa con cui desidera continuare a convivere. Da lì in poi, la decisione è – e rimane – sempre individuale. Ma per riparare, serve un grande lavoro di ripristino e ricostruzione dei presupposti fondanti della relazione.