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La gelosia

La gelosia: intervista ad Angelo Collevecchio

Recentemente ho avuto il piacere di intervistare il mio caro amico e collega, Angelo Collevecchio, terapeuta di grande esperienza, con cui ho discusso di un tema affascinante e complesso: la gelosia. Nonostante la distanza geografica che ci separa (lui vive e lavora a Pescara, mentre io risiedo altrove), le tecnologie moderne ci hanno permesso di avvicinarci e affrontare insieme questa tematica con grande passione.

Angelo tratta argomenti molto simili a quelli che discuto quotidianamente nei miei contenuti su YouTube, Instagram e altri portali. Abbiamo deciso di concentrarci sulla gelosia, una delle emozioni più comuni e al tempo stesso mal comprese nelle relazioni umane.

Le radici della gelosia

Una delle prime domande che ho rivolto ad Angelo riguardava proprio le radici della gelosia. A dispetto di quanto si possa pensare, la gelosia è un’emozione molto complessa, costituita da un intreccio di più sentimenti, come ansia, rabbia e paura. Come ha spiegato Angelo, “la gelosia si attiva quando percepiamo che una relazione significativa è in pericolo”. Questo insieme di emozioni è ciò che rende la gelosia così sfaccettata: l’ansia riguarda la percezione di una minaccia, la rabbia nasce dal desiderio di affermare il proprio ruolo nella relazione, e la paura affonda le sue radici nel timore dell’abbandono.

Angelo ha sottolineato che non sempre la minaccia è reale; spesso, la minaccia può esistere solo nella mente di uno dei partner, alimentata da insicurezze personali. “La gelosia,” ha chiarito, “non dipende sempre da un pericolo concreto. A volte può essere solo una percezione interna che non corrisponde alla realtà.”

La gelosia sana e quella patologica

Un’altra domanda cruciale che ho posto ad Angelo è stata: esiste una gelosia sana? La sua risposta è stata illuminante. “La gelosia sana esiste,” ha affermato, “e rappresenta un’emozione universale. Si manifesta quando la preoccupazione per la relazione ci spinge ad essere più attenti e presenti.” In questo senso, la gelosia può essere un segnale che teniamo molto alla relazione e ci preoccupiamo di perderla, il che non è necessariamente negativo.

Angelo ha fatto notare, però, che la gelosia patologica emerge quando l’emozione diventa disfunzionale e interferisce con la relazione stessa. “Quando una persona è spinta a mettere in atto comportamenti controllanti, come spiare il telefono del partner, limitare le sue frequentazioni o fare continue accuse, la gelosia ha ormai superato i confini di ciò che è sano,” ha spiegato. In questi casi, la gelosia patologica rischia di distruggere l’armonia e la fiducia all’interno della coppia.

Il legame tra gelosia, evoluzione e attaccamento

Durante la nostra conversazione, Angelo ha approfondito anche il legame tra gelosia e attaccamento. “Le nostre prime relazioni non sono quelle romantiche, ma quelle affettive, come quelle con i genitori o le figure di riferimento,” ha spiegato. L’attaccamento che sviluppiamo durante l’infanzia, soprattutto se caratterizzato da instabilità, influenza profondamente il nostro rapporto con la gelosia in età adulta.

Un bambino che ha vissuto un attaccamento instabile, magari a causa di un genitore spesso assente o che è venuto a mancare, potrebbe sviluppare l’idea che le relazioni sono fragili e facilmente soggette a rottura. Questo si traduce in una maggiore vulnerabilità alla gelosia nelle relazioni future. Al contrario, chi ha avuto un attaccamento sicuro tende a sviluppare meno gelosia, poiché ha imparato a fidarsi della stabilità dei legami, anche in assenza temporanea del partner.

Gelosia e fiducia

Un altro tema cruciale che abbiamo toccato è il rapporto tra gelosia e fiducia. Spesso si pensa che non provare gelosia significhi avere una fiducia cieca nel partner. Tuttavia, Angelo ha chiarito che la fiducia non riguarda solo l’altro, ma anche se stessi. “Chi soffre di gelosia patologica,” ha spiegato, “spesso crede di non essere abbastanza, di non meritare l’amore del partner. Per questo, teme costantemente di perdere la relazione.”

La mancanza di fiducia in se stessi può essere alla radice della gelosia patologica, portando a una costante paura che il partner scelga qualcun altro. Questo pensiero, legato alla scarsa autostima, può portare a comportamenti distruttivi che compromettono il benessere della coppia.

La gelosia retroattiva

A questo punto dell’intervista, abbiamo toccato un tema particolarmente interessante: la gelosia retroattiva. Questa forma di gelosia, meno discussa ma molto più comune di quanto si pensi, riguarda il passato del partner. Angelo ha spiegato che la gelosia retroattiva si manifesta quando una persona si ossessiona con le precedenti relazioni sentimentali o sessuali del proprio compagno.

“Chi soffre di gelosia retroattiva,” ha detto, “rimugina su quanto le relazioni precedenti del partner fossero migliori o più soddisfacenti. Si entra così in un circolo vizioso di pensieri negativi e paragoni costanti.” Questa forma di gelosia è spesso alimentata da un desiderio di perfezionismo, dalla convinzione che la relazione attuale debba essere la migliore in assoluto sotto ogni punto di vista.

Superare la gelosia retroattiva richiede uno sforzo consapevole. Come ha spiegato Angelo, è importante riconoscere che se la relazione attuale esiste, è perché quelle passate sono finite. “Idealizzare il passato è un errore,” ha sottolineato. “La relazione di oggi è ciò che conta, e idealizzare il passato mina la fiducia e il legame attuale.”

Oltre le relazioni amorose: dove si manifesta la gelosia?

Infine, abbiamo parlato delle relazioni oltre a quelle amorose che possono essere caratterizzate da gelosia. Angelo ha sottolineato che la gelosia non è esclusiva delle relazioni romantiche. “Può manifestarsi anche nelle relazioni amicali o familiari,” ha spiegato. “La gelosia emerge in qualsiasi relazione che una persona percepisce come significativa e che potrebbe essere minacciata. Ad esempio, non è raro vedere situazioni di gelosia tra fratelli, amici intimi o addirittura nei confronti dei genitori.”

Conclusioni

L’intervista con Angelo Collevecchio mi ha fornito spunti molto interessanti su un tema tanto complesso quanto comune. La gelosia è un’emozione che abbiamo tutti sperimentato, ma capirla veramente è un’altra cosa. Non sempre la gelosia è negativa: può essere un segnale che ci invita a prenderci cura della nostra relazione. Tuttavia, quando diventa patologica, essa può minare profondamente il benessere della coppia.

Riconoscere le sfumature della gelosia, capirne le radici e affrontarla con consapevolezza è essenziale per preservare la salute delle nostre relazioni, non solo amorose, ma anche familiari e amicali.

Sono certo che continueremo a esplorare questo argomento e altri aspetti legati alle dinamiche relazionali. Nel frattempo, ringrazio Angelo per la sua disponibilità e per i preziosi contributi che ha condiviso con noi.

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Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo ad orientamento sistemico relazionale, ho conseguito la Laurea in Psicologia Clinica e Neuropsicologia presso l’Università degli studi di Milano Bicocca, con successiva specializzazione in psicoterapia presso lo European Institute of Systemic-relational Therapies (E.I.S.T.). Svolgo la mia attività come professionista dal 2011 e mi occupo di percorsi di psicoterapia individuale, psicoterapia di coppia e familiare.

Dirigo e coordino una equipe di psicologi a Como e in provincia di Lecco e di Monza Brianza

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