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Sindrome della crocerossina (o sindrome di Wendy)

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Innanzitutto, perchè si chiama sindrome della crocerossina, anche chiamata sindrome di Wendy? Se avete visto Peter Pan vi ricorderete che Wendy è quella bambina leggermente più grande di Peter che si occupa un po’ di tutti sull’isola che non c’è, anche di custodire gelosamente l’ombra di Peter.

Che cos’è la sindrome da crocerossina

Da qui nasce la teorizzazione della sindrome della crocerossina, che non è una sindrome vera e propria ma il termine rende l’idea. La sindrome della crocerossina consiste in tutta quella serie di comportamenti di accudimento, attenzione, protezione e annullamento in funzione del benessere dell’altro. Ci sono una serie di comportamenti che chi soffre della sindrome della crocerossina mette in atto e c’è una prevalenza enorme nella popolazione femminile rispetto a quella maschile.

Sono sostanzialmente quattro le caratteristiche principali:

  • dedizione totale nei confronti della persona con la quale si ha una relazione o verso la quale sono rivolte le nostre attenzioni;
  • idea secondo cui una relazione significativa e importante deve costare cara, deve essere faticosa, richiedere impegno;
  • convinzione che gli altri non capiscano;
  • certezza che il proprio sacrificio faccia star bene l’altro.

Ci sono due caratteristiche intrinseche alla relazione che devono essere sottolineate: da un lato c’è una crocerossina, cioè una persona che ha inevitabilmente una personalità dipendente, che trova tramite l’aiuto e le attenzioni che da all’altro la propria realizzazione personale, dall’altro lato ci vuole una persona che ha bisogno, che è in difficoltà ad un qualche livello (economicamente, psicologicamente, fisicamente). Questo emerge dal fatto che le crocerossine sono portate a scegliere dei partner (sempre nel caso di relazioni sentimentali) che non riescono ad essere completamente autonomi e indipendenti.

Perché continuo a specificare “se si parla di relazioni sentimentali”? Posto che la sua massima espressione è all’interno della relazione sentimentale, è utile sapere che la sindrome della crocerossina non si agisce solo in quell’ambito ma può essere agita anche in altri tipi di relazioni: familiari quindi verso un parente generico, filiali o genitoriali, quindi rivolte verso un figlio, o rivolte verso una persona che viene riconosciuta come bisognosa d’aiuto.

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.