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Le componenti delle relazioni tossiche

Parliamo di relazioni tossiche e cerchiamo di fare un po’ di ordine su questo tema, e soprattutto sul termine “tossico”, che si sente ripetere frequentemente. Spesso sento frasi come: “Sono finito/finita in una relazione tossica”, “Lui è un narcisista”, “Temo di essere dipendente affettiva”, “Devo usare il no contact”, “Sta facendo ghosting”, ecc. Queste etichette possono aiutare a descrivere un concetto complesso in poche parole, ma rischiano di fermare l’analisi se non approfondiamo i diversi elementi che contribuiscono alla tossicità di una relazione.

Perché evitare semplificazioni: il problema delle etichette

Quando il tema è doloroso e faticoso, è naturale cercare una parola che riassuma tutto. Le etichette danno sollievo immediato ma possono anche ridurre la capacità di agire: sapere che una relazione è “tossica” non spiega quali sono gli elementi specifici che la rendono tale, né cosa fare per proteggerci o intervenire. Per questo è utile distinguere le diverse radici della tossicità.

Tre macro-categorie di tossicità relazionale

Per orientarsi, si possono raggruppare gli elementi che rendono una relazione tossica in tre macro-categorie: tossicità strutturale, tossicità personologica e tossicità ideologica. Questa suddivisione è una semplificazione operativa utile per analizzare cause e possibili interventi.

Tossicità strutturale: quando i presupposti della relazione sono disfunzionali

La tossicità di natura strutturale riguarda limiti e problemi legati alle caratteristiche organizzative della relazione o alle risorse e ai vincoli che i partner portano nel rapporto. Sono aspetti che ostacolano il sano svolgimento della relazione e spesso non dipendono da una sola persona, ma dall’assetto complessivo della coppia e del contesto.

Esempi di tossicità strutturale:

  • Asimmetria relazionale: mancanza di presupposti progettuali condivisi o di equilibrio nei ruoli;
  • Influssi sociali e stereotipi: relazioni dogmatiche improntate a norme culturali o familiari che limitano la libertà emotiva;
  • Gerarchie imposte: dinamiche di potere rigide che impediscono autonomia e negoziazione;
  • Secondarietà della relazione: quando una relazione è subordinata a legami primari esterni (es. famiglia d’origine, un’altra relazione), venendo così privata di centralità e cura.

Tossicità personologica: il ruolo delle personalità

Gli aspetti personologici riguardano tratti di personalità e modalità relazionali degli individui. Questa è la categoria più discussa e iconica quando si parla di “relazione tossica”.

Esempi di tossicità personologica:

  • Tratti narcisistici: difficoltà a riconoscere l’altro come soggetto autonomo, bisogno di controllo e svalutazione;
  • Dipendenza affettiva: forte bisogno di conferme esterne, paura della perdita e difficoltà a stabilire confini sani;
  • Co-dipendenza: dinamiche reciproche di mantenimento del disagio, in cui entrambi i partner alimentano il problema;
  • Problemi di complementarietà: quando l’identità del singolo è troppo vincolata al ruolo relazionale, rendendo difficile il cambiamento o la negoziazione.

Tossicità ideologica: idee e credenze distorte sull’amore

La tossicità ideologica deriva dalle convinzioni e dalle narrazioni che i partner portano nella relazione. Queste idee influenzano comportamenti e aspettative e possono stabilizzare schemi disfunzionali nel tempo.

Esempi di tossicità ideologica:

  • Visione romantica distorta: credere che l’amore debba comportare sofferenza o sacrificio estremo per essere “vero”;
  • Paura del cambiamento o del distacco: mantenere rapporti per timore della perdita, anche quando nocivi;
  • Ricatto emotivo e colpevolizzazione: idee che giustificano controllo e manipolazione;
  • Pattern ripetitivi: la tendenza a scegliere sempre lo stesso tipo di partner e a ricreare dinamiche già vissute.

Perché questa distinzione è utile

Capire a quale categoria appartengono gli elementi di tossicità aiuta a orientare l’intervento: non tutte le relazioni tossiche vanno trattate allo stesso modo. Se la radice è strutturale, possono servire interventi sul contesto e sulla negoziazione dei ruoli; se è personologica, può essere utile lavoro psicoterapeutico individuale o di coppia; se è ideologica, può essere necessario rielaborare credenze e narrazioni sull’amore.

Non esaustivo, ma operativo: spunti per approfondire

Le tre categorie proposte non esauriscono tutte le possibilità, ma offrono una griglia interpretativa più articolata rispetto alla sola etichetta “tossico”. Nei futuri approfondimenti si possono esplorare sotto-categorie, casi clinici e strategie pratiche per capire quando è il caso di interrompere una relazione, quando invece è possibile lavorare per modificarla e quali strumenti (confini, comunicazione, terapia, no contact) adottare in base al profilo del problema.

Conclusione e call to action

In sintesi: non pensiamo che la relazione tossica sia dovuta esclusivamente alle caratteristiche di personalità di uno dei partner. Spesso sono in gioco anche elementi strutturali o ideologici che rendono difficile il sano sviluppo della relazione.

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Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.