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Parole e fatti nelle relazioni d’amore: come metterli d’accordo

Parliamo di verità e menzogna, di promesse e di fatti, di parole e di concretezza all’interno delle relazioni d’amore. Questo perché, troppo spesso, quando mi trovo ad affrontare delle terapie – individuali o di coppia – mi scontro con un divario, un gap molto grande tra ciò che viene raccontato e ciò che viene vissuto.

La differenza tra amore raccontato e amore vissuto

C’è una differenza tra l’amore raccontato, ovvero l’insieme di significati attribuiti alle cose, l’idea che si ha dell’altro, le promesse ricevute o fatte, e il sentimento vissuto, ossia le emozioni realmente sperimentate nella relazione sentimentale. Esiste, infatti, un vero e proprio divario: da un lato il partner e la storia vengono raccontati in un certo modo, ma dall’altro vengono vissuti in maniera completamente diversa. Spesso c’è un’antitesi tra le emozioni, i valori e i significati espressi a parole e l’esperienza concreta della relazione.

Perché si tende a credere più alle parole che ai fatti?

Questo gap è dovuto al fatto che le persone, com’è naturale, danno molto credito alle parole e alle promesse, mentre ne danno troppo poco ai fatti, ovvero a ciò che effettivamente viene compiuto. E poiché guardare la verità dei fatti può essere troppo doloroso, le persone non negano l’esistenza di eventi che non corrispondono ai loro desideri, ma li giustificano, cercando di conciliare la realtà insoddisfacente della relazione con le promesse fatte a parole.

Le parole valgono poco senza azioni

Si potrebbe dire, ed è vero, che le parole da sole valgono poco e che in amore contano solo i fatti. In realtà, questo principio vale per tutte le relazioni: ciò che permette a una coppia di stare bene sono le azioni concrete, non le parole. Le parole sono promesse, anticipazioni di ciò che potrebbe accadere; ma se non trovano conferma nella quotidianità e nelle azioni, generano il gap e, di conseguenza, la crisi.

Accettare la realtà di una relazione

Accettare questa realtà può essere difficile, soprattutto considerando l’investimento emotivo, l’energia impiegata e le responsabilità assunte nella relazione. Spesso, quindi, ci si forza a tollerare una realtà poco appagante in nome delle promesse fatte. Prendiamo, ad esempio, la frase “Ti amo”, pronunciata all’inizio di una relazione: essa rappresenta una promessa, non un fatto. Dire “Ti amo” significa voler rassicurare l’altro, prendersi un impegno, ma se questa dichiarazione non è poi confermata dai fatti, rischia di perdere significato. Più viene ripetuta senza riscontro nella realtà, più diventa vuota.

Quando il divario tra parole e fatti crea una crisi

Quando si crea uno scollamento tra ciò che viene detto e ciò che viene vissuto, si innesca la crisi di coppia. Uno dei partner può percepire prospettive e possibilità future basate sulle promesse, ma se queste non trovano riscontro nella concretezza della relazione, emergono dubbi e insicurezze. A quel punto, spesso si sente il bisogno di andare in terapia, di ridefinire il patto di coppia e di comprendere cosa abbia impedito il passaggio dalle parole ai fatti.

Le conseguenze della dissonanza tra parole e realtà

Questa dissonanza genera confusione e, se non si pone attenzione ai fatti, si rischia di vivere in una sorta di mondo parallelo, in attesa che qualcosa accada senza sapere come generarlo. Finché, a un certo punto, arriva una presa di coscienza dolorosa: si inizia a pensare che la relazione sia stata solo un inganno. Ma non è sempre così. A volte il partner vuole mantenere le promesse ma non riesce a trasformarle in azioni perché si sente bloccato o inadeguato. In alcuni casi, anche noi possiamo avere una parte di responsabilità nel mancato progresso della relazione.

Come ritrovare l’equilibrio nella relazione

Il punto è che, restando intrappolati tra ciò che avrebbe potuto essere e ciò che realmente è, ci si condanna all’infelicità. Riflettere sul patto di coppia, comprendere il gap tra parole e fatti, e lavorare per ridurre questa distanza è fondamentale per ritrovare equilibrio e non cadere in una tossicità relazionale in cui l’amore è solo un’idea, ma non una realtà vissuta.

Conclusione: partire dai fatti, non dalle parole

Per prendersi davvero cura di sé e della relazione, bisogna partire sempre dai fatti, non dalle parole.

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Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

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Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.