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Perchè rimaniamo in relazioni infelici

Perché ci ostiniamo a rimanere in relazioni che non funzionano? Non parlo necessariamente di relazioni tossiche.

Parlo di amori finiti, storie che probabilmente sono giunte al termine o stanno giungendo al termine. Amori o sentimenti in cui tutto si è affievolito, ma noi ci siamo adagiati e rimaniamo lì. Non siamo più felici, ma facciamo molta attenzione a chiederci se siamo infelici, perché abbiamo paura della risposta.

Le principali motivazioni per cui restiamo in relazioni che non funzionano

Esistono diverse motivazioni e spiegazioni sul perché si rimane in storie di questo tipo. Non ho la presunzione di essere esaustivo, ma ti dico quello che, a mio avviso e in funzione dell’esperienza clinica che ho, vedo con maggiore frequenza. Le tre motivazioni principali sono:

  • Si rimane legati a un passato con l’ingenua speranza che tutto possa tornare come prima.
  • Si vive una sorta di ricatto o minaccia all’idea di poter interrompere la relazione.
  • Si idealizza il partner vedendolo per come vorremmo che fosse, anziché per com’è realmente.

1. Rimanere ancorati al passato

Si vive nel passato, con l’ingenua speranza che tutto possa tornare come prima. Questo è tipico di amori che magari sono stati intensi e belli, ma che in qualche modo si sono logorati. Le cause possono essere molteplici: l’incuria della coppia, vicissitudini della vita, eventi e sfide che si presentano. Tuttavia, uno dei due partner (o entrambi) resta legato al ricordo di ciò che è stato, pensando che difficilmente potrà trovare qualcosa di simile con un’altra persona.

Si dice: “Va bene, rimaniamo in questa relazione e vediamo cosa succede. Speriamo che tutto torni come prima”.

Ma sperare che tutto torni come prima è una pietra tombale sulla relazione stessa. È un pensiero delegante, che attribuisce il cambiamento a fattori esterni (nuovi episodi, opportunità, eventi della vita) senza prevedere un’assunzione di responsabilità da parte dei due partner.

Se non si lavora attivamente sulla relazione, nulla tornerà come prima. Anzi, forse non è nemmeno giusto che torni come prima. Potrebbe tornare diverso, forse anche migliore, ma solo se si è disposti a mettersi in gioco.

2. Minacce e ricatti: perché ci sentiamo bloccati

Quando parlo di minacce e ricatti, non mi riferisco solo a casi eclatanti come “Se mi lasci, ti tolgo i figli”. Certo, ci sono anche situazioni palesemente manipolatorie, ma esistono forme più subdole di ricatto emotivo, spesso non esplicitate dall’altro, ma che la persona stessa percepisce o si autoimpone.

Ad esempio:

  • “Non posso permettermi di separarmi, chissà cosa direbbe la mia famiglia.”
  • “Cosa penseranno gli altri?”
  • “Che impatto avrà sui figli?”
  • “Cosa dirà la famiglia di lui/lei?”

Queste non sono minacce dirette del partner, ma pressioni sociali e culturali che la persona sente su di sé. A volte, queste pressioni impediscono una scelta libera, bloccando la persona in una relazione che non la rende felice.

3. Idealizzazione dell’altro

Si tratta della tendenza a vedere l’altro per come vorremmo che fosse, piuttosto che per come è realmente.

Da un lato, si attribuiscono al partner caratteristiche idealizzate, costruendo un’immagine distorta di lui o di lei. Dall’altro, si tende a giustificare i suoi comportamenti, trovando interpretazioni che mantengano in piedi questa illusione.

Il problema è che, per quanto da un punto di vista razionale possiamo raccontarci questa versione della realtà, a livello emotivo sentiamo che qualcosa non va. Avvertiamo un senso di infelicità, ma invece di attribuirlo alla reale natura del rapporto, ci colpevolizziamo, pensando che il problema sia nostro.

Pur di non vedere l’altro per quello che è, continuiamo a giustificare i suoi comportamenti, rendendo la nostra immagine di lui coerente con l’idea che ci siamo costruiti. Così, la responsabilità dell’infelicità viene attribuita a noi stessi, senza un’analisi critica della situazione.

Conclusione

Queste sono le tre motivazioni principali per cui spesso si rimane in una relazione che non funziona. Ovviamente, ho dovuto usare delle iperboli per rendere più chiari i concetti, ma nella realtà possono esserci anche combinazioni di più fattori o altre motivazioni che non ho elencato.

Se pensi di conoscerne altre o vuoi condividere la tua esperienza, scrivimi. Confrontarsi su questi temi può essere utile per integrare e arricchire ulteriormente questi spunti.

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