+39 347 9177302

Quando un amore finisce

La fine di un amore può essere difficile da accettare. Come posso capire che la relazione di coppia è finita? Come si comprende quando un amore muore? Quando una storia finita trasforma due amanti in amici o perfetti sconosciuti? Ci sono diverse fasi che accompagnano questo processo. Cercherò di sintetizzarle e di rifletterci sopra, in modo da renderle più chiare per tutti e, se siamo ancora in tempo, tentare di recuperare la relazione attraverso una terapia di coppia.

Comprendere la Fine di un Amore: Le Fasi

Queste fasi sono la disillusione, la disaffezione e l’indifferenza o apatia. Questi sono i tre macro-stadi in cui un amore può trovarsi quando muore.

La Disillusione

La disillusione, ovvero la comprensione che ciò che stiamo vivendo nella nostra relazione di coppia è estremamente lontano da ciò che desideriamo o, meglio ancora, da ciò che pensavamo potesse essere fino a un momento prima. Di solito si arriva alla disillusione quando ci rendiamo conto che da un lato c’è una storia che, come abbiamo sempre sentito raccontare, potrebbe essere quella cosa lì, potrebbe offrirci queste prospettive, potrebbe portarci a un equilibrio, potremmo diventare così.

La Discrepanza tra Aspettative e Realtà

Ma ciò che viviamo ora è completamente diverso, completamente distante. Non in opposizione, ma molto lontano da ciò che potremmo essere. Quindi abbiamo una storia idilliaca che ci è stata raccontata e una storia vissuta piena di problemi di coppia, difficoltà, crisi e così via. E ancora più doloroso, ma molto comune, è la chiara consapevolezza di non fare nulla di concreto, di non avere chiari passi da compiere per raggiungere la meta desiderata, ovvero l’equilibrio e il benessere tanto ambiti. Questo cambiamento nella relazione può portare a una disillusione profonda.

La Disaffezione

Poi c’è una fase di disaffezione. La disaffezione è principalmente caratterizzata da risentimento. Viene dopo la fase di disillusione e implica un distacco emotivo e affettivo nei confronti dell’altra persona. Siamo poco interessati a trascorrere del tempo insieme, anzi, tendiamo a prendere grandi respiri. Diventiamo intolleranti verso piccole cose che magari fino a quel momento non ci avevano particolarmente infastidito.

L’Indifferenza

Il sentimento, anche se negativo, vissuto nella fase di disaffezione, si trasforma in apatia, diventa indifferenza. La persona perde tutto il suo fascino, tutto l’interesse che avevamo per lei e diventa, come ho detto prima, un’amica o un amico, o addirittura uno sconosciuto, qualcuno con cui smettiamo di trascorrere piacevolmente il tempo, anzi, diventa completamente indifferente e privo di significato.

Il Disinteresse

Se nella fase di disaffezione, anche se negativa, c’è ancora un’emozione presente – rabbia, fastidio, talvolta disgusto – nella fase successiva, quando il sentimento è ormai terminato e la relazione di coppia è finita, prevale il disinteresse. Forse proviamo affetto per ciò che è stato, affetto per il percorso che abbiamo fatto insieme, e c’è un affetto per ciò che la persona rappresenta per noi, ma non c’è più un interesse esplicito, non sentiamo più chiari sentimenti o la volontà o il desiderio di stare con l’altro.

L’Indifferenza e la Fatica Personale

Stare insieme diventa completamente indifferente, non ci suscita nemmeno più rabbia. E questo, nella relazione, può essere estremamente faticoso dal punto di vista personale, perché possiamo sentirsi colpevoli, sbagliati, malvagi e cattivi, come se fossimo noi a mettere fine a una bellissima storia e così via. Ma all’interno della relazione stessa, l’indifferenza inizia a dominare e ci sentiamo sempre più svuotati di energie mentre siamo ancora dentro questa situazione. Questo senso di colpa può essere profondamente radicato a livello inconscio.

La Ricerca di Distanza

Quindi, di conseguenza, è ovvio che cerchiamo di stare il più lontano possibile, in modo da ricaricarci e ritrovarci, e così via. Queste sono le principali tre fasi. Ovviamente ci sono molti indicatori, molti segnali, molte situazioni. Ho dato qualche esempio per cercare di essere il più chiaro possibile.

Conclusione

Ma fammi sapere la tua esperienza, fammi sapere cosa ne pensi, fammi sapere se ti ritrovi o hai vissuto queste diverse fasi quando una relazione di coppia importante è giunta al termine e ti aspetti una chiusura della storia. A presto.

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.