+39 347 9177302

Relazione tossica: elementi personologici

Parliamo della categoria di tossicità personologica, cioè delle caratteristiche di personalità dei partner all’interno della relazione. Ripeto, e lo dico sempre quando parlo di elementi di tossicità: questi sono fattori di rischio, ossia un potenziale limite, difficoltà o degenerazione che la relazione può subire o dover affrontare nel suo decorso. Non vuol dire che un fattore di rischio, in quanto elemento di tossicità, sia una sentenza o determini con certezza la tossicità della relazione.

La nostra vita – lo ripeto – è piena di fattori di rischio. Fumare è un fattore di rischio: c’è scritto su tutti i pacchetti che il 90% dei tumori ai polmoni sono legati al fumo. Ora, senza entrare nel merito dell’esattezza di questa statistica, resta il fatto che si tratta di un fattore di rischio. Non vuol dire che tutti i fumatori avranno un tumore ai polmoni.

Allo stesso modo, non esiste relazione sentimentale o contesto di vita privo di fattori di rischio. Avere o vivere un fattore di rischio significa solo che aumenta la probabilità — in questo caso — della tossicità di una relazione, ma non la determina con certezza.

I principali fattori di rischio legati alla personalità dei partner sono quattro (anche se probabilmente ce ne sono di più): narcisismo, dipendenza affettiva, codipendenza e complementarità disfunzionale.

Narcisismo nelle Relazioni Tossiche

Il narcisismo è molto conosciuto — o meglio, se ne parla molto, ma non sempre con chiarezza. Il disturbo narcisistico di personalità è un vero e proprio disturbo, e colpisce circa l’1% della popolazione mondiale. La maggior parte delle relazioni definite “narcisistiche” non rispetta i criteri diagnostici, ma presenta comunque alcune caratteristiche riconducibili a dinamiche narcisistiche.

Tra queste caratteristiche ritroviamo:

  • l’incapacità del narcisista di entrare realmente in relazione con l’altro;
  • la struttura asimmetrica della relazione, basata sul prendere più che sul dare;
  • un’attenzione spesso strumentale e orientata ai propri bisogni;
  • il famoso love bombing, volto ad ammaliare il partner e renderlo sempre più disponibile e dipendente.

Dipendenza Affettiva: Meccanismi e Impatti Emotivi

La dipendenza affettiva — che diventa particolarmente patologica quando si intreccia con un partner narcisista — è una condizione in cui la persona ha bisogno dell’altro per esistere, per essere rassicurata, confermata, vista. Per ottenere queste conferme compie sacrifici enormi, spesso a scapito del proprio benessere.

Si crea così un conflitto interno:

  • la testa sa cosa bisognerebbe fare;
  • la pancia desidera tutt’altro.

Spesso, per lungo tempo, vince la pancia. Quando la testa riesce a riprendere il controllo, il dolore accumulato è comunque molto forte.

Codipendenza: Quando la Cura Diventa Tossica

La codipendenza non è la presenza di due partner dipendenti affettivi. È invece la tendenza a cercare un partner che abbia già una dipendenza o una fragilità significativa — come dipendenze da sostanze, problemi economici, limiti fisici, difficoltà a essere autonomo.

Il codipendente:

  • ha bisogno di prendersi cura dell’altro;
  • vive l’amore come sacrificio e sofferenza;
  • trasforma la relazione in un percorso di “cura” che però diventa essa stessa patogena (iatrogena);
  • sostituendosi costantemente al partner, ne impedisce l’autonomia e alimenta la stessa dinamica tossica.

Complementarità Disfunzionale: Quando l’Altro Diventa Indispensabile

La complementarità è un tema delicato ma fondamentale. Nelle relazioni sane diciamo spesso che l’altro ci completa, e questo è vero: l’altro può aiutarci a evolvere e migliorare.

Il problema nasce quando la complementarità diventa delegata. Ciò accade quando una persona:

  • non riesce a sviluppare da sola le qualità che desidera;
  • non riesce a raggiungere i propri obiettivi senza l’altro;
  • attribuisce continuamente al partner il merito del proprio benessere;
  • non interiorizza, non consolida e non fa propri i progressi che ottiene nella relazione.

In questa dinamica la persona diventa “completa” solo grazie all’altro. Quando l’altro non è disponibile, la struttura emotiva crolla. È una dinamica fragile e rischiosa, che impedisce una reale crescita personale.

Conclusioni: I Principali Fattori di Tossicità Personologica

Questi sono i principali elementi di tossicità legati alla personalità dei partner all’interno di una relazione potenzialmente tossica. Comprenderli è fondamentale per riconoscere precocemente dinamiche disfunzionali, prevenirne l’escalation e tutelare il proprio benessere emotivo.

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.