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Relazione tossica: elementi strutturali

Parliamo di relazioni tossiche e, nello specifico, della tossicità legata agli elementi strutturali, cioè a tutti quegli elementi che dovrebbero costituire un presupposto, un punto di partenza, un caposaldo della relazione sulla quale poi andare a sviluppare la relazione stessa, ma che in qualche modo non sono così solidi o saldi come dovrebbero.

Che cosa significa “elementi di tossicità” in una relazione?

Quando parlo di elementi di tossicità — sia strutturale, personologica o ideologica — non vuol dire che trovarsi all’interno di una di queste categorie determini automaticamente che la relazione sia tossica. Si parla sempre di fattori di rischio, ed è importante tenerlo a mente.

Ad esempio, una relazione con un “tetto di vetro”, cioè limitata nel tempo o nella possibilità di potersi incontrare (come una relazione a distanza), può diventare tossica, ma non significa che lo sia di default. Indica semplicemente un aumento della probabilità che si verifichino difficoltà.

La nostra vita intera è fatta di fattori di rischio: guidare un’auto è un fattore di rischio, ma non significa che chi guida avrà un incidente. Allo stesso modo, una relazione può avere elementi potenzialmente critici senza diventare necessariamente tossica.

Tutte le relazioni hanno fattori di rischio

È fondamentale comprendere che tutte le relazioni contengono potenziali elementi di tossicità. Non esiste una relazione che ne sia totalmente priva. La differenza la fa la capacità della coppia di non diventare vittima di questi fattori.

Cosa sono gli elementi strutturali di tossicità relazionale?

Gli elementi strutturali sono tutti quegli aspetti che determinano l’organizzazione, la struttura e l’architettura della coppia. Alcuni di essi possono costituire fattori di rischio, e quindi aumentare la possibilità che la relazione sviluppi dinamiche tossiche.

Quello che segue non è un elenco esaustivo, ma una selezione di 6–7 categorie utili per fare chiarezza.

1. Asimmetria progettuale

L’asimmetria progettuale si verifica quando due partner scelgono di stare insieme ma non hanno accordo sulle progettualità della coppia: cambiare lavoro, cambiare casa, avere figli, sposarsi, convivere, mantenere certi rapporti con le famiglie d’origine, ecc.

Spesso i partner sanno fin dall’inizio che esiste questo limite ma non lo affrontano. Prima costruiscono la relazione e solo dopo, quando hanno investito molto, si ritrovano a fare i conti con bisogni personali mai veramente discussi o approfonditi.

2. Il “tetto di vetro”

Il tetto di vetro rappresenta una limitazione strutturale della relazione. Può trattarsi di distanza geografica, impegni lavorativi intensi, turni incompatibili o qualsiasi fattore che impedisca di vivere una quotidianità condivisa.

In questo tipo di relazione la progettualità diventa ancora più fondamentale, perché la possibilità di compensare con la quotidianità è ridotta. La relazione può funzionare, ma richiede un’attenzione particolare.

3. Relazione secondaria rispetto a un’altra primaria

Questo accade quando uno dei partner ha già una relazione ufficiale o ha legami che assorbono energie in modo preponderante (famiglia d’origine, doveri, responsabilità, altri affetti prioritari).

In questi casi la relazione sentimentale non può diventare primaria, e questo genera inevitabilmente frustrazioni, non detti e un forte squilibrio emotivo.

4. Relazioni dogmatiche e contesto sociale

Alcune relazioni sono ostacolate da fattori culturali, religiosi, sociali o da pregiudizi esterni. Le differenze culturali tra i partner possono diventare un ostacolo se i due non riescono a integrarle o a costruire un terreno comune.

5. Gerarchia rigida dei ruoli

Qui i ruoli sono predefiniti e immutabili, stabiliti dalla cultura, dalla famiglia o dalle aspettative sociali. Uno o entrambi i partner si sentono obbligati a conformarsi a ruoli che non sentono propri.

Quando i ruoli non possono essere messi in discussione o rinegoziati, la relazione diventa rigida e limitante, impedendo una crescita autentica della coppia.

6. Relazione basata sulla menzogna

La presenza di grandi segreti, omissioni o bugie impedisce una piena conoscenza dell’altro. Spesso si percepisce che qualcosa non torna, ma per paura o per quieto vivere non si approfondisce.

Quando la verità emerge, può crollare un presupposto fondamentale della relazione: come se venisse a mancare una parte delle fondamenta su cui tutto era stato costruito.

Conclusioni sugli elementi strutturali di tossicità

Queste sono alcune delle principali caratteristiche della tossicità strutturale che possono essere presenti all’interno di una relazione. Ovviamente ne esistono molte altre. Qui ho offerto una panoramica sintetica: in altri contenuti approfondiremo ciascun elemento nel dettaglio.

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Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.