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Separazione: non rendere i figli protagonisti

Stai affrontando una separazione e ci sono dei figli coinvolti?

 

Il tema della separazione è un tema complesso, su cui è stato scritto e detto tantissimo. Con questo contributo non voglio fare un ragionamento ad ampio raggio sulla separazione e sul coinvolgimento dei figli, ma voglio riflettere sullo scenario che, dal mio punto di vista, è il peggiore in assoluto, ovvero, la separazione che rende i figli protagonisti.

 

Molte volte in questa stanza capita di sentir dire, a genitori che hanno scelto di separarsi, che è stata concordata una versione, con l’obiettivo di muoversi nella direzione giusta rispetto al far vivere e “digerire” la situazione ai figli.

 

Ciò di cui non si accorgono è che spesso la motivazione che viene data è una motivazione che da un lato (giustamente) non deve spiegare in toto ogni dinamica e ogni comportamento che ha portato i genitori a questa scelta, ma dall’altro (erroneamente) non deve neanche essere accusatoria o in qualche modo far sentire (e di conseguenza rendere) i figli protagonisti e responsabili della separazione stessa.

 

Motivazioni come “non ci siamo più trovati d’accordo sulla vostra educazione”, piuttosto che “non siamo più stati d’accordo su ciò che era giusto fare per voi” spesso diventano spiegazioni di buon senso che in realtà generano enormi problemi, poiché costringono i figli ad assumere una posizione da protagonisti all’interno di una dinamica puramente di coppia.

 

Poiché, ovviamente, il lato genitoriale dovrebbe essere mantenuto nonostante la separazione, motivazioni come queste portano i figli a dover agire un comportamento, o per uno o per l’altro genitore, in quanto coinvolti all’interno delle decisioni che di fatto gli adulti hanno già preso.

 

Nel momento in cui ci si trova a dover affrontare una separazione e sia ha la volontà di andare a tutelare i propri figli la cosa migliore da fare è sicuramente quella di chiedersi “ciò che sto spiegando, ciò che sto dicendo, le motivazioni che adduco alla decisione, anche se questa è unilaterale (cioè arriva, solamente da uno dei due dei partner) rende protagonisti i miei figli? In un qualche modo li fa sentire responsabili di quello che stiamo agendo? Di quello che stiamo facendo? Potrebbe portarli a sentirsi coinvolti nella decisione che abbiamo preso o permette loro di rimanere in una posizione più “distante”, nella quale sono in grado di capire che i loro genitori, in termini di coppia smetteranno di esistere, ma il piano genitoriale verrà preservato?”

 

Se la risposta ad una di queste domande (tranne l’ultima) domanda è “si”, allora ci troviamo potenzialmente di fronte ad una situazione particolarmente complicata.

Psicologo SeregnoDr. Matteo Radavelli – Psicoterapeuta e Psicologo Seregno
Via Ballerini 56, 20831 Seregno (MB)
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Ho conseguito la Laurea in Psicologia Clinica e Neuropsicologia presso l’Università degli studi di Milano Bicocca, con successiva specializzazione in psicoterapia presso lo European Institute of Systemic-relational Therapies (E.I.S.T.). Svolgo la mia attività come professionista dal 2011 e mi occupo di percorsi di psicoterapia individuale, psicoterapia di coppia e familiare.

Dirigo e coordino 7 studi di psicologia a Seregno e in provincia di MB, Lecco e Como.

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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

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Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

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  • Qual è davvero problema
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Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

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Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

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Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

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Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

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Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.