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Separazione: quando dirlo ai figli

Quando comunicare la decisione di separazione ai propri figli?

Questa è una sfida particolarmente delicata, una situazione molto importante che una coppia, quando sceglie di separarsi, deve riuscire ad affrontare dal punto di vista genitoriale. Ogni genitore nel momento in cui termina la propria relazione di coppia si interroga su quando comunicare la decisione di separazione ai propri figli. Questa è una sfida particolarmente delicata, una situazione molto importante che una coppia nel momento in cui sceglie di separarsi deve riuscire ad affrontare dal punto di vista genitoriale. Infatti ogni genitore nel momento in cui appunto termina la propria relazione di coppia si interroga su quando comunicare questa notizia ai figli, su come farlo, quali potrebbero essere le conseguenze che questa comunicazione porta con sé.

Le domande che generalmente mi vengono poste sono tre: quando dirlo, come dirlo e quali conseguenze. Oggi analizziamo la prima domanda: “Dottore quando è il momento giusto?”. La risposta è semplice: il momento giusto per questo tipo di comunicazione non esiste. Non ci sarà mai un momento giusto per cui questa comunicazione possa essere recepita senza rimanerne sconvolti senza che questa generi un’alterazione del loro equilibrio. Inevitabilmente il sistema famigliare e la sua configurazione vengono alterati. La separazione prevede che uno dei due per lo meno esca dalla casa di famiglia. Pertanto il momento giusto per una comunicazione di questo genere non esiste! Esistono dei momenti in cui verosimilmente sono meno sbagliati di altri ma non ci sarà mai una situazione facile, perfetta, per poter fare una comunicazione di questo tipo.  Devono ovviamente essere considerati tutta una serie di elementi per scegliere quando poter fare questa comunicazione, è importante dar loro un momento di rielaborazione delle informazioni. Questa comunicazione dal mio punto di vista non deve essere data ad esempio immediatamente dopo una vacanza o durante una vacanza, piuttosto che decidere di comunicare e poi decidere cosa fare, oppure ancora dare questa notizia la domenica sera e il lunedì tornare alla routine di tutti i giorni. È fondamentale lasciare un tempo di decantazione dell’informazione, di elaborazione, che permetta di discuterne, parlarne come per esempio l’inizio di un weekend. C’è tuttavia un altro aspetto, più macro rispetto quanto già accennato. Quando dare questa informazione all’interno del ciclo di vita famigliare? Quando si sceglie di separarsi uno dei due coniugi deve cambiare casa, a mio avviso infatti non è funzionale dare la comunicazione ed uscire di casa il giorno successivo come non lo è altrettanto effettuare la comunicazione e uscire di casa a distanza di un anno poiché compromette l’aspetto temporale. Uscire di casa il giorno successivo alla comunicazione non da tempo di elaborazione e corrisponde all’aspetto micro della situazione, ovvero ritagliarsi tempo, per esempio un weekend. Dall’altro lato far passare troppo tempo tra comunicazione e uscita di casa di un genitore non è altrettanto funzionale poiché costringe la famiglia a vivere in una situazione triste e instabile.

 

 

 

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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

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Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
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  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.