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Sesso: come parlarne con il tuo partner

La sessualità, esattamente come la relazione, si trasforma nel corso del tempo e noi non possiamo darlo per scontato. Ti sei mai chiesto come parlare di sesso con il tuo partner? Come provare a trovare l’incontro e la soddisfazione reciproca da un punto di vista sessuale? Bene, in questo articolo approfondisco questo concetto, provando a dare qualche spunto e consiglio di riflessione, in modo da migliorare la nostra comunicazione sessuale con il partner.

Il Presupposto Fondamentale: La Sessualità è in Continua Trasformazione

Innanzitutto, si deve partire da questo presupposto: la sessualità, esattamente come la relazione, è in continua trasformazione. Si cambia, si trasforma: a volte migliora, a volte peggiora, vive delle oscillazioni, proprio come la nostra relazione. E, come la relazione, anche la sessualità va coltivata. Vedo molte coppie commettere l’errore di concentrarsi solo sulla relazione, trascurando la sessualità. Queste coppie sviluppano spesso difficoltà sessuali o non raggiungono un pieno appagamento sessuale con il partner. Perché? Perché, pur impegnandosi a far funzionare la relazione, non dedicano la stessa intensità, fatica e attenzione alla sessualità. Non si può parlare apertamente dei propri desideri, fantasie o bisogni, e quindi ecco qualche consiglio su come rendere questa comunicazione più semplice.

Punto 1: La Sessualità Va Coltivata

La sessualità va coltivata. Non solo si trasforma come la relazione, ma va anche coltivata. Prova a chiederti, o a chiedervi: quanto tempo della nostra coppia, della nostra relazione, è dedicato a coltivare la sessualità? Attenzione, coltivare la sessualità non significa solo fare sesso o avere rapporti. Significa dedicare tempo per prestare attenzione all’altro, per stare attenti all’altro, per chiedere cosa vogliamo, per parlare dei bisogni dell’altro e dei nostri, e così via. Quanto tempo dedichi a coltivare la sessualità?

Punto 2: Parlare e Ascoltare Apertamente

Parlare e ascoltare apertamente significa essere capaci di instaurare un dialogo possibilista, plausibile e senza giudizio. Ognuno, all’interno della relazione, dovrebbe sentirsi libero di parlare delle proprie fantasie, bisogni e desideri, sapendo che dall’altra parte c’è un ascolto. Ascoltare significa prendere nota e cercare di capire ciò che viene detto per capire se è possibile soddisfarlo, o se interessa anche all’altro. Le fantasie sessuali non devono necessariamente essere condivise. Uno dei due partner può provare piacere nel soddisfare la fantasia dell’altro, anche se non la condivide del tutto. Magari è neutra, non particolarmente eccitante, ma poiché fa piacere all’altro, può diventare un gioco reciproco: io presto attenzione a te, e tu farai lo stesso con me. Quindi, parlare liberamente e ascoltare altrettanto liberamente.

Punto 3: La Sperimentazione nella Sessualità

Sperimentare. Potrebbe sembrare semplice: ogni volta che mi viene una fantasia, la proviamo e vediamo cosa succede. Ma non è così. Sperimentare significa essere nella condizione di poter provare delle cose senza pensarci troppo. Quando un partner, o entrambi, sentono la volontà di provare qualcosa di diverso, di dare sfogo a una fantasia, la sperimentazione diventa il modo per trovare l’equilibrio reciproco. La sperimentazione deve essere fatta sì per provare, ma anche per trovare un nuovo equilibrio, per non solo ricercare la novità, ma anche per aggiustare e correggere il tiro su qualcosa che è già presente. La sperimentazione ha questo senso, perché ci si rende conto che la fantasia e l’appagamento che ci si aspetta possono essere molto diversi da ciò che avviene nella realtà. Attraverso la sperimentazione, spesso si capisce che una fantasia è più bella se rimane tale, mentre in altri casi è più bello agire. Non sempre c’è una correlazione tra ciò che desidero, la fantasia ad essa annessa, e ciò che effettivamente l’appagamento del desiderio suscita in me in termini di emozioni positive, sensazioni, ecc.

Conclusione: La Sessualità e la Relazione si Trasformano nel Tempo

Questi sono dei consigli, ma il più importante di tutti è sicuramente il primo: valutare e considerare che la sessualità, esattamente come la relazione, si trasforma nel corso del tempo e noi non possiamo darlo per scontato.

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Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.