+39 347 9177302

Tradimento: l’unico modo certo di affrontarlo per essere infelici

Parliamo di tradimento e dell’unico modo certo per poter essere infelici. Di tradimento ho parlato tanto, ho fatto molti video e ci ho scritto anche un libro. Quello che forse ho fatto poco – o comunque il taglio che vorrei dare alla riflessione di oggi – è legato soprattutto al vincolo e all’incapacità di svincolarsi una volta che ci si trova all’interno del tradimento, quando questo diventa la via maestra per costruire l’infelicità reciproca.

Tradimento e antifragilità: trasformare il vincolo in risorsa

Io, un po’ per forma mentis e un po’ per formazione professionale, ragiono sempre sull’idea della risorsa. Anche quando mi trovo di fronte a un vincolo, cerco di capire come questo possa essere gestito e trasformato in una risorsa.

Quando il tradimento emerge: cosa succede nella relazione

Quello che succede tante volte è che, quando ci si trova di fronte a un tradimento e questo tradimento emerge, esplode, viene notificato all’interno della relazione, i due partner si trovano in difficoltà. Questo accade sia che il tradimento venga superato, sia che non venga superato.

Superare il tradimento non significa solo restare insieme

Ricordo sempre che superare il tradimento non vuol dire rimanere insieme, o meglio: non vuol dire solo rimanere insieme. Significa rimanere insieme ed essere felici, oppure lasciarsi e darsi la possibilità di tornare a essere felici aprendo potenzialmente a una nuova relazione. Questo significa superare un tradimento.

Quando il tradimento diventa una condanna

Quando però il tradimento non viene superato, diventa una certezza, una costante di infelicità all’interno della relazione e della propria vita. Succede quando la coppia sceglie di rimanere insieme – o meglio, i due individui che costituiscono la coppia scelgono di continuare la relazione – ma non lavorano sulla ricostruzione. Non radono al suolo tutto ciò che è superfluo e doloroso per potersi riaprire a una nuova costruzione, ridefinendo i fondamenti. Continuano invece sul vecchio sentiero, sul vecchio progetto, e iniziano così a trovarsi davanti a una serie di vincoli che, con questo atteggiamento, diventano insormontabili e non si trasformeranno mai in risorse.

Le dinamiche tossiche tra tradito e traditore

Di solito funziona così: il tradito scopre il tradimento – magari lo scopre in autonomia o perché gli viene confessato. Il traditore, a quel punto, si rimette nelle mani del tradito: una volta esplicitato il tradimento dice «ok, io voglio continuare la relazione con te, ma mi rimetto alla tua decisione; capisco che se non sei disposto/a ad andare oltre e a darci la possibilità di ricostruire la nostra relazione, accetterò la tua scelta».

Il tradito risponde: «No, io voglio continuare la relazione». Le motivazioni di questa decisione possono essere tantissime: il percorso fatto insieme, l’attribuirsi delle colpe, le implicazioni future, i vincoli economici, sociali, relazionali, ideologici, l’amore che ancora si prova… tantissimi fattori.

Restare insieme non basta: bisogna voler stare bene

Il problema è che l’obiettivo diventa “voglio continuare la relazione”, invece di “voglio stare bene all’interno della relazione”. Dire “voglio continuare la relazione” dovrebbe equivalere a dire: “Sono disposto/a a mettere in gioco tutto – anche la possibilità di perderti – purché ci diamo la possibilità di tornare a essere felici”. E non “voglio continuare la relazione” solo per mantenere uno status quo. Perché mantenere lo status quo è impossibile: ormai è stato palesato che quell’equilibrio era instabile, e dopo la scoperta del tradimento diventa mortificante.

Il ciclo infinito di colpa e rivendicazione

Perché? Perché da un lato il tradito assumerà un atteggiamento di rivendicazione, controllo, accusa, critica, manipolazione, ricatto. Non perderà occasione per rinfacciare il torto subito, né per usare questo credito per manipolare il comportamento o la volontà dell’altro.

Il traditore, afflitto dal senso di colpa e consapevole di aver inflitto una ferita, tenderà a essere più accondiscendente, più ossequioso, più disposto a flettersi e a non contrattare nelle dinamiche relazionali, in funzione dello stigma che porta.

Il tradimento non affrontato è un cancro per la relazione

Questo però diventa mortificante per entrambi. Se da un lato – soprattutto all’inizio – è comprensibile che la rabbia del tradito debba essere sfogata, sul lungo periodo questo atteggiamento diventa come un cancro per la relazione: la modifica, la storpia, la rovina, può anche ucciderla. Perché tira fuori una nuova dinamica di aggressività che, invece di avvicinare la coppia, la allontana. E sul lungo periodo entrambi saranno infelici.

Il tradito, perché si sentirà continuamente in credito ma allo stesso tempo nulla potrà mai effettivamente ripagare quel credito: qualcosa è successo, il tradimento c’è stato, ma lui continua a vivere nel passato, diventando mortificante per l’altro. Il traditore, invece, dovrà convivere con il senso di colpa dell’essere sbagliato o dell’aver sbagliato, perché il tradito non perderà occasione per ricordarglielo. E questo non fa che allontanare e distanziare la coppia, impoverendo entrambi.

Come trasformare il tradimento in occasione di crescita

Ciò non vuol dire che il tradimento debba essere dimenticato o che non se ne debba più parlare, ma che deve essere trasformato. Andare oltre implica riuscire a trasformare il vincolo in una risorsa. Rimanendo nella posizione della rivendicazione – soprattutto da parte del tradito – questo diventa impossibile. E condanna all’infelicità reciproca.

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.