+39 347 9177302

Come capire se serve fare psicoterapia

Dottore, non sono sicuro di aver bisogno di una terapia, non sono sicuro che il mio problema sia sufficientemente grave e non sono neanche sicuro che possa essere risolto attraverso un percorso psicoterapeutico. Questa è una domanda che, ovviamente, tutti si fanno nel momento in cui decidono di intraprendere un percorso. Magari non così esplicitamente, ma è chiaro che, a fronte della percezione di un disagio — che può essere esistenziale, emotivo o legato a una sintomatologia — la persona si chiede: qual è il problema? e quali possono essere le soluzioni?

Quando ci si chiede se iniziare una terapia psicologica

La terapia, la psicoterapia, può essere una soluzione? La risposta, alcune volte, non c’è. O meglio: non è chiara nella mente della persona. La risposta è potrebbe. La terapia potrebbe aiutarmi? Probabilmente sì, probabilmente no. Non c’è chiarezza sul fatto che la terapia possa essere davvero una via percorribile per risolvere il proprio problema.

Il primo passo: la telefonata al terapeuta e l’incertezza

Il primo passo è quello di effettuare una telefonata nella quale si esprimono, più o meno, i dubbi che ho elencato all’inizio di questo testo. Che cosa fare?

La risposta iniziale del terapeuta: «Non lo so»

Facendo una piccola premessa: a questo tipo di affermazioni, la risposta che solitamente do — ed è sempre vera — è: non lo so. Non so nemmeno io, al momento della chiamata, se la persona abbia effettivamente bisogno di una psicoterapia.

Quando è evidente che serve un percorso psicoterapeutico

Naturalmente a volte è più facile presumere che una persona necessiti di un percorso terapeutico. Se qualcuno mi chiama dicendo «da tre mesi ho attacchi di panico quotidiani», è plausibile ipotizzare che la terapia possa essere una strada utile. In altri casi, quando il problema è più esistenziale o più sfumato, anche io non posso sapere con certezza se la terapia sia la strada giusta.

Perché si inizia sempre con una fase di consultazione

Ed è per questo che si parte sempre con una fase di consultazione. Non funziona così: la persona chiama, espone il disagio e il terapeuta inizia subito a fare terapia. Prima ci si incontra: tre o quattro incontri al massimo, dedicati alla consultazione, che servono a definire qual è il problema e quale tipo di lavoro potrebbe essere utile.

Cosa accade nei primi colloqui di consultazione

Durante questa fase, terapeuta e paziente lavorano per:

  • comprendere in modo chiaro la difficoltà portata,
  • capire come questa si inserisca nel contesto di vita della persona,
  • individuare collegamenti tra sintomi evidenti e radici meno visibili.

Un po’ come nel corpo: un dolore lombare può ripercuotersi sul collo e viceversa. Allo stesso modo, a volte esiste un sintomo evidente che però ha cause e connessioni psicologiche non immediatamente riconoscibili.

La consultazione come strumento diagnostico e guida

La consultazione serve proprio a unire i puntini: a definire il problema, a individuare i fattori coinvolti, a comprendere quali siano le possibili strade da percorrere. Solo nella restituzione finale, dopo questi incontri, si può rispondere davvero alla domanda: ho bisogno di terapia oppure no?

Quando la consultazione è sufficiente senza terapia

A volte la consultazione è sufficiente da sola: non serve una terapia, ma una consulenza mirata. Altre volte, invece, è proprio durante la consultazione che emerge la necessità di intraprendere un percorso psicoterapeutico.

Come si decide se iniziare o meno una psicoterapia

Perciò, quando una persona mi telefona, non posso sapere se avrà bisogno di terapia. Ma so con certezza che ha bisogno di una consultazione iniziale. E da lì si decide insieme come procedere.

È fondamentale arrivare alla fine della consultazione con una risposta chiara: perché il problema è emerso, quali fattori lo influenzano, quali sono le vie percorribili per affrontarlo.

Esiti possibili di una consultazione psicologica

  • La consultazione chiarisce il problema e si conclude con consigli pratici.
  • La consultazione indica che è utile intraprendere una psicoterapia continuativa.
  • La consultazione porta alla valutazione di interventi integrati o multidisciplinari.

Risposta finale alla domanda principale

Una buona consultazione — che può diventare l’inizio di una terapia o concludersi come intervento sufficiente — è ciò che permette di rispondere realmente alla domanda:

«Dottore, la terapia è lo strumento giusto per il mio problema?»

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.