I livelli di cura della psicoterapia Home > Psicoterapia come funziona > I livelli di cura della psicoterapia Parliamo dei diversi livelli di guarigione — diciamo così, di risoluzione del problema — presenti nei percorsi di psicoterapia, in modo tale che, se stai valutando di iniziare un percorso o lo hai già iniziato e non te lo sei mai chiesto, tu possa rifletterci su. Cioè: qual è il livello minimo di soddisfazione a cui punti tramite un percorso di terapia? Cosa ti serve per poter dire: “Ok, sì, mi è stato utile, mi è servito abbastanza, sono sufficientemente soddisfatto, perché il beneficio che ne ho ottenuto è per me… magari non totale, ma sufficiente”? Penso che sia una cosa fondamentale da chiarirsi in testa per strutturare il lavoro, ma anche per adottare l’approccio giusto al lavoro stesso: che cosa vuoi ottenere? Quali sono i livelli di guarigione in psicoterapia? I livelli di guarigione — o meglio, di cura, di risoluzione del problema — sono diversi. Me ne vengono in mente tre o quattro. Adesso ci riflettiamo un attimo insieme. 1. Nessuna risoluzione del problema Nonostante il lavoro svolto, il problema non viene risolto. Può essere colpa del terapeuta, della persona, di entrambi o di fattori esterni. In ogni caso, il problema rimane sostanzialmente invariato, magari si è ridotto, ma non in modo sufficiente da generare benessere nella persona. 2. Riduzione significativa del problema Il problema si riduce drasticamente — da un’intensità di 10 a 2, per esempio — ma continua a esistere. La persona vive meglio, percepisce un beneficio, ma non è ancora completamente libera dal problema. 3. Risoluzione del problema con apprensione residua Il problema si risolve, ma la persona mantiene un certo livello di apprensione, tensione o allerta rispetto alla tematica. Nonostante il problema sia superato, la serenità non è completa. 4. Risoluzione completa e serenità La persona ha superato completamente il problema e, anche affrontando nuovamente situazioni simili, rimane serena. Questo è il livello massimo di benessere raggiungibile. Non esiste un livello giusto per tutti: scegli il tuo obiettivo Alcuni livelli sono raggiungibili per tutte le patologie, altri meno. Non c’è un livello giusto o sbagliato in assoluto: c’è quello giusto per te. Una persona può accontentarsi del livello 2 per un discorso di costo-beneficio. Un’altra potrebbe volere a tutti i costi arrivare al livello 4. L’importante è esserne consapevoli e condividere l’obiettivo con il terapeuta. Esempi pratici: come si manifestano i diversi livelli Problema 1: Attacchi di panico e agorafobia Livello 1: Gli attacchi di panico continuano, non si riesce a guidare né ad allontanarsi da casa. Livello 2: Si riesce a fare viaggi lunghi solo se accompagnati; si evitano autostrade. Livello 3: Si viaggia da soli, ma con forte ansia, uso di ansiolitici o altre strategie di controllo. Livello 4: Si viaggia serenamente, anche da soli e in situazioni prima temute, senza più sintomi. Problema 2: Disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia) Livello 1: Rimangono comportamenti pericolosi o potenzialmente letali (abbuffate, condotte compensatorie, forti restrizioni). Livello 2: Si mangia meglio, ma alcuni cibi sono evitati; rimane attenzione rigida alla forma fisica. Livello 3: Si mangia in modo più flessibile, ma si controllano ancora calorie o si teme la perdita di controllo. Livello 4: Si mangia con libertà, senza sensi di colpa o restrizioni ossessive; l’immagine corporea è vissuta serenamente. Problema 3: Dipendenza affettiva Livello 1: Si continua a entrare in relazioni tossiche, pur con maggiore consapevolezza, ma senza riuscire a uscirne. Livello 2: Nella nuova relazione si riconoscono le dinamiche, ma si tende ancora a prostrarsi o essere gelosi e diffidenti. Livello 3: Si è così attenti ai segnali tossici da non riuscire più ad aprirsi a una nuova relazione. Livello 4: Si entra in una nuova relazione in modo sano, con competenze acquisite e capacità di proteggersi, ma anche di lasciarsi andare. Stabilisci il tuo obiettivo terapeutico Quando inizi una terapia, chiediti: qual è per te il minimo raggiungibile? Qual è il livello necessario per iniziare a stare meglio e sentirti soddisfatto? Potrai sempre lavorare per migliorare ulteriormente, ma è importante partire con un obiettivo chiaro. Discutilo con il tuo terapeuta: sapere dove vuoi arrivare fa una differenza enorme, sia per il tipo di lavoro da intraprendere, sia per l’impegno da mettere in campo.