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Il ruolo dello psicoterapeuta e la relazione terapeutica

Il Ruolo del Terapeuta nella Stanza di Terapia

Qual è il ruolo che il terapeuta deve assumere all’interno del setting terapeutico? E in che modo la relazione tra terapeuta e paziente influisce sull’esito del percorso?

Nel campo della psicoterapia, esistono diverse teorie e discussioni, alcune anche molto accese, su quale sia l’orientamento teorico più indicato per trattare i diversi disturbi. Nel mondo accademico e scientifico, si cerca di evidenziare i punti di forza di un approccio teorico o di particolari metodologie per affrontare specifici problemi clinici.

Tuttavia, al di là delle differenze di orientamento, c’è un elemento su cui tutti concordano: l’importanza della relazione terapeutica. Indipendentemente dal modello teorico adottato, una buona relazione tra terapeuta e paziente è una condizione essenziale per il successo della terapia.

La Relazione Terapeutica come Fattore Determinante

La relazione terapeutica non è semplicemente un aspetto accessorio del percorso terapeutico, ma una componente fondamentale che può determinare l’esito della terapia. Se il terapeuta non è in grado di strutturare, sostenere e portare avanti nel tempo una relazione terapeutica solida, il percorso difficilmente produrrà risultati positivi.

Proviamo a chiarire meglio quale dovrebbe essere il ruolo del terapeuta attraverso un’importante intuizione di Michael Balint, autore ben noto nel campo della psicologia.

Il Concetto di “Sostanza Primaria” Secondo Balint

Balint suggerisce che il terapeuta debba fungere da “sostanza primaria” per il paziente. Ma cosa significa esattamente? Egli utilizza delle metafore per spiegare questo concetto:

  • Il terapeuta deve essere come l’acqua per il nuotatore: deve sostenerlo senza ostacolarlo, permettendogli di muoversi liberamente nella direzione che preferisce.
  • Deve essere come la terra per gli esseri umani: offrire un appoggio solido, ma al tempo stesso lasciare spazio all’autonomia del paziente.

Un bravo terapeuta, quindi, deve essere una “sostanza primaria non attiva”, ovvero un punto di riferimento stabile che non impone soluzioni o percorsi predefiniti. Il suo ruolo non è quello di spingere il paziente in una direzione stabilita a priori, ma di sostenerlo nel suo processo di esplorazione e cambiamento.

La Relazione Terapeutica come Chiave del Successo in Psicoterapia

Secondo Balint, questa capacità di essere un sostegno senza essere direttivo è uno degli elementi chiave per costruire una relazione terapeutica efficace. E, come detto in precedenza, una relazione solida tra terapeuta e paziente rappresenta un fattore determinante per il buon esito della psicoterapia.

In sintesi, al di là delle differenze di approccio teorico, la qualità della relazione terapeutica è ciò che realmente fa la differenza nel percorso di cura. Un terapeuta capace è colui che sa essere presente, costante e di supporto, senza mai limitare la libertà di movimento del paziente nel suo percorso di crescita e guarigione.

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Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
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Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.