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Sintomi: in quanto passano?

Ti è mai capitato di rivolgerti ad uno psicologo per un sintomo, ad esempio degli attacchi di panico, dei disturbi sessuali, piuttosto che una somatizzazione, come problemi gastrointestinali o mal di testa, intraprendendo un percorso, ma accorgerti che il sintomo non scompare o meglio, non scompare nei tempi desiderati? Pensavi potesse essere una cosa di qualche incontro, eppure puntualmente il sintomo rimane lì, presente, magari ha avuto una flessione, nel senso che è migliorato, ma a fronte delle vicissitudini della vita, fa un po l’altalena: scompare e poi ritorna.

Non per spezzare una lancia a favore della professione, però c’è da considerare che il sintomo, soprattutto nel momento in cui sia in qualche modo cronicizzato, cioè è diventato parte del proprio modo di vivere, è una delle ultime cose a scomparire; molte volte infatti solo nel momento in cui il percorso è quasi a conclusione il sintomo sparisce. 

Questo perché esiste una specie di memoria muscolare, come nel compiere ad esempio un gesto tecnico, atletico o routinario il nostro corpo è abituato a funzionare in una certa maniera e ad avere una specie di script mentale, cioè una scorciatoia che ha imparato e che ripropone in maniera quasi automatica.

Allo stesso modo molti sintomi assumono la forma dello script, diventano parte della memoria muscolare e quindi tendono a ripresentarsi e riproporsi nonostante (magari) le cause che in origine li hanno scatenati siano state risolte o siano comunque in fase di elaborazione.

Nel momento in cui affronti un percorso psicologico, ma i tempi non rispettano le tua aspettative prova a chiederti questo: ”da quanto porto con me il sintomo? Da quanto lo trascino? Ho davvero compreso le cause che lo originano al punto che non ho più bisogno di agirlo?”. Se le risposte sono “non lo so”, “non lo ho ancora capito” e “non riesco ancora a liberarmene” probabilmente c’è una parte di questa memoria muscolare che resiste portandoti a rivivere e sperimentare il sintomo nonostante senti di essere in una fase di rielaborazione di ciò che lo ha scatenato.

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.