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Sintomi psicologici: risolverli comprendendo il vantaggio secondario

Comprendere il Vantaggio Secondario del Sintomo per Superarlo

Il Sintomo Come Tentativo di Soluzione

Comprendere il vantaggio secondario del sintomo è fondamentale per risolverlo. Questo permette di liberarsene in modo più efficace e consapevole.

In un precedente video ho parlato del doppio legame, spiegando la natura paradossale che esso comporta e il significato che il sintomo assume all’interno di questo meccanismo. Ti consiglio di guardarlo per comprendere meglio anche questo argomento. Troverai il link sia in descrizione che all’interno del video stesso.

In sintesi, il sintomo non è altro che una soluzione creativa che la persona mette in atto nel tentativo di conciliare e risolvere un paradosso presente nella propria vita. Tuttavia, per definizione, il sintomo è una soluzione disfunzionale: è faticoso, fastidioso e può avere effetti negativi sulla qualità della vita.

Il Ruolo del Vantaggio Secondario

Capire il vantaggio secondario del sintomo significa comprendere il motivo per cui esso si mantiene nel tempo. Se è vero che il sintomo è sempre un tentativo di risolvere una situazione paradossale, allora il vantaggio secondario rappresenta la soluzione implicita che il sintomo stesso porta con sé.

Facciamo un esempio pratico. Immaginiamo una ragazza molto legata alla propria madre. Nel momento in cui si trova a dover compiere passi importanti nella sua vita, come iniziare un nuovo lavoro, andare a convivere con il fidanzato o trasferirsi in un’altra città, sviluppa attacchi di panico.

Da un lato, desidera costruire la propria indipendenza e vivere la sua relazione in modo autonomo. Dall’altro, però, non riesce a lasciare la madre, forse per senso di colpa o per paura di distaccarsi. In questa dinamica, il sintomo assume un ruolo cruciale: sviluppando gli attacchi di panico, la ragazza sospende il progetto di convivenza con il fidanzato. Questo la solleva, inconsciamente, dal senso di colpa legato al lasciare la madre, perché può attribuire la colpa della sua scelta non a se stessa, ma al suo stato di salute.

Inoltre, la presenza del sintomo porta con sé un altro effetto: la madre, vedendola in difficoltà, diventa ancora più premurosa e attenta nei suoi confronti, offrendole cure e attenzioni che magari prima non c’erano. Anche il fidanzato, a sua volta, modifica il suo comportamento, diventando più presente e rinunciando magari a uscire con gli amici per stare accanto a lei.

Quando il Disagio Porta Benefici Inconsci

Questo è un classico esempio di vantaggio secondario. Nonostante il sintomo sia doloroso e limitante, porta con sé alcuni benefici inconsci. Da un lato, la persona soffre per la sua condizione, ma dall’altro riceve maggiore supporto e attenzioni da chi le sta vicino. Questo può far sentire la persona, almeno in parte, più al sicuro o più accudita.

Le cure ricevute, l’affetto incondizionato della madre e del fidanzato, la riduzione di responsabilità nei confronti delle proprie scelte: tutto questo rafforza inconsapevolmente la presenza del sintomo. Il problema è che questo meccanismo, sebbene rassicurante nel breve periodo, nel lungo termine diventa disfunzionale, perché mantiene la persona bloccata nella stessa situazione senza permetterle di trovare una vera soluzione.

Come Comprendere il Proprio Vantaggio Secondario

Capire il proprio vantaggio secondario è un passaggio essenziale per superare il sintomo. Spesso, spiegarsi razionalmente perché si soffre di un certo disturbo è difficile senza l’aiuto di un terapeuta. Tuttavia, identificare i vantaggi secondari è un processo più accessibile e può fornire importanti indizi per il percorso di guarigione.

Una domanda utile da porsi è: “Cosa è cambiato nella mia vita da quando ho sviluppato questo sintomo?”

Ad esempio, la ragazza dell’esempio precedente potrebbe rendersi conto che:

  • La madre è diventata più presente e premurosa, preparandole la colazione ogni mattina, cosa che non faceva da anni.
  • Il fidanzato è diventato più attento e disponibile, trascorrendo più tempo con lei invece di uscire spesso con gli amici.
  • Ha ricevuto maggiore comprensione da parte delle persone intorno a lei.

Tutti questi aspetti sono elementi concreti e osservabili, che possono aiutarla a capire il ruolo che il sintomo sta giocando nella sua vita.

Dalla Comprensione alla Guarigione

Capire il proprio vantaggio secondario è un passo fondamentale per iniziare un percorso di cambiamento. Attraverso questa consapevolezza, è possibile lavorare con uno specialista per modificare le dinamiche che mantengono il sintomo e trovare soluzioni più funzionali.

Il vero obiettivo non è perdere i benefici ottenuti, ma trovare modi più sani e consapevoli per soddisfare quei bisogni senza dover ricorrere al sintomo.

 

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Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

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I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

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Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

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Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.