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Terapia | Affrontare la pausa estiva

“Dottore, come faccio a superare l’estate senza fare psicoterapia?“. Questa è una domanda che molto spesso viene fatta quando ci si avvicina alla pausa estiva o a qualunque altro momento di ferie “programmato” e che prevede un’interruzione degli incontri.

Molte persone sono spaventate da questo e si chiedono se abbia senso sospendere o addirittura iniziare una terapia che poi andrà inevitabilmente sospesa. Partiamo da questo presupposto: è molto diverso interrompere una terapia che già prosegue da 7/8 mesi rispetto ad una iniziata da soli due incontri quindi se le ferie si possono programmare ha senso valutare con il terapeuta a che punto della terapia si è e prendere una decisione di conseguenza. Aggiungiamo anche che se la pausa è programmata non è affatto un limite anzi, come ci insegna la psicoterapia, il vincolo deve essere trasformato in una risorsa; la pausa può diventare essa stessa un momento di lavoro all’interno del percorso terapeutico anche se non ci sono necessariamente dei contatti diretti con il terapeuta. Sapendo che la pausa arriva si possono osservare alcune dinamiche, possono essere dati dei compiti o degli esercizi, si possono provare ad agire determinati cambiamenti, fare delle prove, dei tentativi e degli errori e tornare quindi inevitabilmente con un bagaglio che magari non saremmo riusciti a costruire nel tempo se ogni settimana ci fossimo visti con regolarità con il terapeuta.

Un altro aspetto da considerare è che durante l’estate, così come durante le ferie natalizie ad esempio, non viene messa in pausa solo la terapia ma tutta la routine abituale: coppie in crisi spesso vivono l’estate serenamente, chi ha problemi sul lavoro riesce a godersi il periodo estivo e in generale quasi tutti riusciamo a prenderci una pausa dalle difficoltà che ci portiamo dietro.

In ultimo c’è da considerare che spesso i terapeuti sono disponibili ad essere presenti per particolari urgenze, soprattutto quando le ferie del terapeuta e quelle del paziente si incastrano male generando pause troppo lunghe: in questi casi può essere benissimo che il terapeuta in accordo con il paziente definisca alcuni momenti in cui è disponibile a rispondere al telefono, magari in una data specifica in cui sa che il paziente dovrà ricevere una notizia importante che lo preoccupa.

Per riassumere, non guardiamo alla pausa dalla terapia come ad un problema ma come ad un’opportunità!

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

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Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.