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Psicoterapia o psicofarmaci?

Cosa penso dell’utilizzo degli psicofarmaci durante la psicoterapia?

Sono parecchie le persone che nel momento in cui si siedono davanti allo psicoterapeuta o allo psicologo chiedono se può prescrivere gli psicofarmaci. Lo psicologo psicoterapeuta non può prescrivere psicofarmaci ma si deve necessariamente appoggiare ad un professionista, uno psichiatra, colui che è deputato alla somministrazione degli psicofarmaci. Qualora uno psichiatra sia anche psicoterapeuta, durante un percorso psicoterapeutico, può autonomamente prescrivere farmaci.

Lo psicofarmaco è un argomento particolarmente dibattuto soprattutto nelle società scientifiche di psicologia e psicoterapia poiché ci sono dei gran sostenitori dell’utilizzo di psicofarmaci e invece chi li rifugge in maniera categorica.

Io assumo una posizione più possibilista: non amo la prescrizione farmacologica, non invio di default le persone dallo psichiatra per assumere il farmaco, ma ritengo sia necessaria una valutazione specifica di caso in caso.

Ciò che a mio avviso discrimina l’assunzione o no del farmaco è l’intensità del sintomo. Molte persone si rivolgono ad uno psicologo o ad uno psichiatra e sono nella fase acuta del sintomo, hanno forti attacchi di panico durante il giorno, fanno fatica ad alzarsi dal letto e sono completamente insonni. Questa fase è un periodo in cui la qualità di vita viene completamente compromessa, in tal caso la prescrizione del farmaco potrebbe essere un buon strumento per la riuscita anche del percorso psicoterapeutico. Un semplice esempio chiarirà il concetto. Quando si ha il mal di schiena e si è completamente bloccati, per risolvere il problema all’origine si può andare dal fisioterapista o da un osteopata, oppure posso assumere un antidolorifico o un antinfiammatorio. Queste due soluzioni agiscono e lavorano su due aspetti completamente diversi: il farmaco aiuta nel breve periodo riducendo il dolore mentre il professionista risolve il problema all’origine. Le due cose non si escludono! Assumere gli psicofarmaci durante un percorso di psicoterapia, soprattutto durante la fase acuta del sintomo, può essere d’aiuto esattamente come assumere l’antinfiammatorio con il mal di schiena: riduce il dolore e facilita l’intervento del professionista. Lo psicofarmaco può aiutare nella riduzione momentanea della fase acuta, aiuta la persona a stare meglio e facilita anche il lavoro dello psicoterapeuta. Psicoterapia e psichiatria possono quindi collaborare per una presa in carico rapida e di successo. 

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

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Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.