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	<title>Tipologie e caratteristiche approcci - Staging Radavelli</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 03 Mar 2025 11:15:48 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Terapia di coppia o individuale?</title>
		<link>https://staging.matteoradavelli.it/psicoterapia-come-funziona/terapia-di-coppia-o-individuale-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Matteo Radavelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Apr 2023 08:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicoterapia come funziona]]></category>
		<category><![CDATA[Tipologie e caratteristiche approcci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Dottore è meglio una terapia di coppia o individuale?&#8221;  Questa è una domanda che spesso si pongono sia pazienti che addetti al mestiere, è un dilemma che coinvolge tutti. La teoria dice che se il problema è di coppia è utile effettuare un percorso di coppia, se il problema è individuale è utile effettuare un [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6 style="text-align: center;"><strong>&#8220;Dottore è meglio una terapia di coppia o individuale?&#8221; </strong></h6>
<p>Questa è una domanda che spesso si pongono sia pazienti che addetti al mestiere, è un dilemma che coinvolge tutti.</p>
<p><strong>La teoria dice che</strong> se il problema è di coppia è utile effettuare un percorso di coppia, se il problema è individuale è utile effettuare un percorso individuale. Tuttavia <strong>nella realtà non è così facile la comprensione</strong>: esistono diverse vie per arrivare all&#8217;obiettivo.</p>
<p>Tendenzialmente entrambi i percorsi, individuale e di coppia, se ben costruiti possono portare ad un esito positivo. Tuttavia, <strong>per comprendere bene</strong> se sia più utile effettuare un percorso in coppia o da soli, è fondamentale osservare:</p>
<ol>
<li>Il problema dove impatta? Impatta sulla coppia o sull&#8217;individuo?</li>
<li>In che forma questo impatta?</li>
</ol>
<p>Non è il problema ma <strong>il significato che questo assume</strong> e <strong>l&#8217;impatto che il problema impatta sulla coppia stessa! </strong></p>
<p>Per esempio in una coppia il partner soffre di un disturbo d&#8217;ansia, in <a href="https://staging.matteoradavelli.it/ansia/agorafobia-fattori-di-rischio-e-cause-scatenanti/">particolare modo di agorafobia</a>, il partner quindi non riuscirà ad uscire di casa, andare a lavorare, frequentare posti e per farlo potrebbe avere bisogno anche di essere accompagnato. Qualora il partner si prenda cura della persona che soffre attraverso una limitazione della propria vita, della propria quotidianità, è bene sia coinvolto almeno nella prima fase del percorso terapeutico. In questo esempio vediamo come<strong> un apparente problema individuale impatta invece sulla coppia stessa </strong>e coinvolgere il partner è portatore di molte risorse.</p>
<p>Quando siamo in dubbio su quale percorso effettuare proviamo a porci queste domande:</p>
<ul>
<li>Il problema su chi impatta?</li>
<li>Entrambi i partner sono disponibili per un percorso di coppia?</li>
<li>cosa possiamo trovare all&#8217;interno della coppia?</li>
</ul>
<p>La coppia potrebbe contenere le cause del problema, contiene tuttavia sicuramente le risorse per risolverlo!</p>
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		<title>Psicoterapia efficace: tecniche e orientamento</title>
		<link>https://staging.matteoradavelli.it/psicoterapia-come-funziona/psicoterapia-efficace-tecniche-e-orientamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Matteo Radavelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2022 07:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicoterapia come funziona]]></category>
		<category><![CDATA[Tipologie e caratteristiche approcci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Dottore ma questa tecnica va bene per risolvere il mio problema?&#8221; Questa è una domanda che racchiude molte richieste simili con le quali il paziente tenta di comprendere se una specifica tecnica, orientamento, sono giuste per il problema che il paziente porta. La risposta più corretta a tutte queste domande sarebbe:&#8221; dipende, non posso saperlo&#8221;. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>&#8220;Dottore ma questa tecnica va bene per risolvere il mio problema?&#8221;</em></p>
<p>Questa è una domanda che racchiude molte richieste simili con le quali il paziente tenta di comprendere se una specifica tecnica, orientamento, sono giuste per il problema che il paziente porta.</p>
<p>La risposta più corretta a tutte queste domande sarebbe:&#8221; dipende, non posso saperlo&#8221;. E&#8217; comprensibile che colui\lei ha una difficoltà e desidera, con coraggio, di affrontarlo cerca online come fare. La ricerca tendenzialmente porta ad una serie di articoli nei quali si approfondiscono tecniche con le quali si affrontano gli stessi problemi portati dal paziente.</p>
<p>Quando poi questi pazienti arrivano in terapia con queste domande, dopo aver effettuato tali ricerche, è estremamente complesso rispondere poiché<strong> non esiste nessun trattamento che applicato in maniera decontestualizzata e in maniera fredda risulta essere efficace. </strong></p>
<p>Una specifica tecnica può essere efficace nel trattamento di una specifica difficoltà ma lo è soprattutto perché il terapeuta, attraverso un approfondimento specifico della persona che ha di fronte, comprende che il paziente è sensibile a tale tecnica.</p>
<p><strong>Non esiste nessuna tecnica che applicata in maniera estemporanea sia efficace indipendentemente da colui\colei che abbiamo di fronte. </strong></p>
<p><strong>La competenza del terapeuta</strong> sta nell&#8217;avere con sé diverse strategie e conoscenze così come diverse capacità per comprendere i significati di colui\lei ha di fronte, quindi capacità per comprendere quale tecnica utilizzare per quello specifico paziente.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Terapia di coppia o individuale?</title>
		<link>https://staging.matteoradavelli.it/psicoterapia-come-funziona/terapia-di-coppia-o-individuale-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Matteo Radavelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Feb 2022 07:26:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicoterapia come funziona]]></category>
		<category><![CDATA[Tipologie e caratteristiche approcci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; &#8220;Dottore siamo in crisi ma lui non vuole fare la terapia. La faccio da sola? Cosa facciamo?&#8221; E&#8217; una domanda molto comune soprattutto quando uno dei due partner vede la crisi ma non è interessato, perché non ci crede o per altre motivazioni personali. L&#8217;altro, che vede nella terapia di coppia una risorsa, si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><a href="https://corsi.matteoradavelli.it/videocorso-come-affrontare-una-crisi-di-coppia/"><img decoding="async" src="https://staging.matteoradavelli.it/wp-content/uploads/2022/09/Radavelli-Banner-corso-crisi-di-coppia-1024x341.jpg" alt="Radavelli Banner corso crisi di coppia" width="100%" class="aligncenter size-large wp-image-3595" /></a></div>
<p>&nbsp;<br />
&#8220;<strong>Dottore siamo in crisi ma lui non vuole fare la terapia. La faccio da sola? Cosa facciamo?</strong>&#8221;</p>
<p>E&#8217; una domanda molto comune soprattutto quando uno dei due partner vede la crisi ma non è interessato, perché non ci crede o per altre motivazioni personali. <strong>L&#8217;altro</strong>, che vede nella terapia di coppia una risorsa, <strong>si chiede se accettare il rifiuto, </strong><strong>trovare una soluzione</strong> oppure <strong>effettuare un percorso individuale.  </strong></p>
<p>Dal mio punto di vista, di fronte ad una crisi di coppia, ritengo che l&#8217;intervento sulla coppia stessa sia la soluzione migliore, nel momento in cui questo non è possibile dobbiamo fare i conti con la realtà.</p>
<p>Si può iniziare un percorso individuale, <strong>sulle dinamiche di coppia si può infatti lavorare anche attraverso un componente solo</strong>, come se venisse usato uno dei due partner come punto di accesso alle dinamiche relazionali. Una terapia individuale fatta per delle problematiche di coppia assume caratteristiche differenti rispetto ad una terapia di coppia.</p>
<p>La terapia di coppia infatti si differenzia dalla terapia individuale per durata degli appuntamenti e  distanza tra un appuntamento e il successivo. <strong>In base alla realtà che ci mette davanti si sceglie come strutturare l&#8217;intervento</strong> e nel momento in cui uno dei due partner non è interessato alla terapia di coppia si effettuano le dovute valutazioni. Non è assolutamente detto che l&#8217;intervento individuale sia meno efficace della coppia, la presenza di entrambi i partner non è un &#8220;sine qua non&#8221;, infatti <strong>è molto più efficace avere un solo partner motivato piuttosto che due di cui uno sotto ricatto. </strong></p>
<div style="margin-top:150px;border:1px solid #333;padding:10px">
<img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-416" src="https://staging.matteoradavelli.it/wp-content/uploads/2020/01/matteoradavelli-badge-150x150.png" alt="Psicologo Como" width="100" height="100" />Dr. Matteo Radavelli &#8211; Psicoterapeuta e Psicologo Como<br />
Via Dante Alighieri 95, 22100 Como CO<br />
+393479177302<br />
info@matteoradavelli.it</p>
<p></p>
<p>Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo ad orientamento sistemico relazionale, ho conseguito la Laurea in Psicologia Clinica e Neuropsicologia presso l&#8217;Università degli studi di Milano Bicocca, con successiva specializzazione in psicoterapia presso lo European Institute of Systemic-relational Therapies (E.I.S.T.). Svolgo la mia attività come professionista dal 2011 e mi occupo di percorsi di psicoterapia individuale, psicoterapia di coppia e familiare.<br />
<br />
Sono il responsabile scientifico di 7 studi di psicologia a <a href="https://staging.matteoradavelli.it/sede/como/">Como</a> e in provincia di Lecco e di Monza Brianza
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Il lavoro in equipe dello psicologo</title>
		<link>https://staging.matteoradavelli.it/psicoterapia-come-funziona/il-lavoro-in-equipe-dello-psicologo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Matteo Radavelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Apr 2021 08:50:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicoterapia come funziona]]></category>
		<category><![CDATA[Tipologie e caratteristiche approcci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo psicoterapeuta cura qualsiasi tipo di patologia o problema esistenziale che ha natura psicologica? In linea teorica potremmo dire di sì ma nella pratica non è così. Qualunque professionista per eccellere e fare bene il suo mestiere deve necessariamente specializzarsi, lo psicologo in particolare lo fa concentrandosi su alcune tipologie di terapia, su alcune patologie. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo psicoterapeuta cura qualsiasi tipo di patologia o problema esistenziale che ha natura psicologica? In linea teorica potremmo dire di sì ma nella pratica non è così. Qualunque professionista per eccellere e fare bene il suo mestiere deve <strong>necessariamente specializzarsi</strong>, lo psicologo in particolare lo fa concentrandosi su alcune tipologie di terapia, su alcune patologie. Io stesso, ormai tempo fa, mi sono reso conto che per fare bene il mio mestiere avrei dovuto <strong>scegliere degli ambiti di intervento</strong> accettando di non essere specializzato in altri.</p>
<p>Una volta aperti i miei centri mi sono trovato davanti al desiderio e alla necessità di aiutare i miei pazienti anche su patologie o tematiche per le quali non ero specializzato in prima persona e ho così deciso di cominciare a <strong>lavorare in equipe</strong>. Il team di professionisti di cui mi circondo è ormai formato da 25 membri e ognuno di loro è <strong>specializzato in patologie differenti</strong>, in specifiche fasce d&#8217;età o in diversi tipi di terapia. Questa offerta a 360° ha molteplici vantaggi sia lato paziente che lato terapeuta.</p>
<p>Il primo vantaggio per il paziente che si rivolge ad una equipe è la <strong>certezza di essere &#8220;abbinato&#8221; al terapeuta giusto</strong>, adatto al suo specifico caso. Il secondo è la consapevolezza di non essere nelle mani di una sola persona, con tutti i limiti che questo potrebbe comportare, ma di avere di fronte un team, un&#8217;equipe che studia e approfondisce il caso. Il fatto che il caso venga preparato e gestito in gruppo permette un <strong>miglioramento esponenziale della qualità della terapia</strong> che viene poi erogata dallo psicoterapeuta che svolge la funzione di &#8220;frontman&#8221;. Un altro vantaggio è lo smantellamento dello stereotipo secondo cui le terapie sono sempre lunghe e fumose: il lavoro in team permette di rendere la terapia molto più snella e di dare al paziente <strong>informazioni chiare</strong> su tempi e modalità della terapia.</p>
<p>Oltre a quanto detto ci sono anche dei <strong>vantaggi a livello gestionale</strong>: lavorare in equipe permette di offrire una maggiore capillarità sul territorio, orari più dilatati e la possibilità di fare terapia online, opzione che in tempo di pandemia molti pazienti hanno preferito senza trovare differenze rispetto alla terapia in presenza.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La terapia non è &#8220;ripetere il passato&#8221;</title>
		<link>https://staging.matteoradavelli.it/psicoterapia-come-funziona/la-terapia-non-e-ripetere-il-passato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Matteo Radavelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2020 08:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicoterapia come funziona]]></category>
		<category><![CDATA[Tipologie e caratteristiche approcci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Spesso, quando una persona chiama per prendere un appuntamento, mi dice che non è completamente convinta di voler intraprendere questo percorso perché non ha voglia di ripetere tutta la storia da capo, riprendere argomenti spesso dolorosi e ricordare nuovamente tutto. E&#8217; assolutamente legittimo decidere di posticipare il momento in cui iniziare un percorso psicoterapeutico è tuttavia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso, quando una persona chiama per prendere un appuntamento, mi dice che non è completamente convinta di voler intraprendere questo percorso perché <strong>non ha voglia di ripetere tutta la storia da capo,</strong> riprendere argomenti spesso dolorosi e ricordare nuovamente tutto.</p>
<p>E&#8217; assolutamente <strong>legittimo decidere di posticipare il momento in cui <a href="https://www.youtube.com/watch?v=4XCKqBtZ5bI&amp;t=6s">iniziare un percorso psicoterapeutico</a></strong> è tuttavia necessario sottolineare che il percorso psicoterapeutico n<strong>on è assolutamente la mera ripetizione del proprio passato</strong>. La psicoterapia non è scrivere una biografia ma iniziare dalla situazione attuale, dall&#8217;oggi della persona, andare indietro <strong>nel passato per quello che serve</strong> in modo tale da intervenire e scegliere il proprio futuro. Si costruisce il futuro nel modo che sentiamo di appartenerci.</p>
<p>La terapia non è la scrittura della propria biografia ma è il concentrarsi su ciò che si sta vivendo, <strong>andare a pescare nel passato le info</strong> che servono per rileggere e riorganizzare da protagonisti il proprio futuro. Passato, presente e futuro sono inevitabilmente interconnessi ma sono <strong>in evoluzione e dinamici</strong> e l&#8217;occhio del terapeuta è necessariamente puntato verso il presente e soprattutto il futuro.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Perché in psicoterapia non si parla solo del sintomo</title>
		<link>https://staging.matteoradavelli.it/psicoterapia-come-funziona/perche-in-psicoterapia-non-si-parla-solo-del-sintomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Matteo Radavelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2020 07:50:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicoterapia come funziona]]></category>
		<category><![CDATA[Tipologie e caratteristiche approcci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Come mai in terapia talvolta ci si trova a parlare di argomenti apparentemente lontani dal motivo della richiesta d’aiuto? Per esempio una persona si rivolge ad un terapeuta per una consulenza psicologica o psicoterapeutica per curare la depressione e può trovarsi a parlare di argomenti come la sua famiglia d’origine piuttosto che la sua [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://staging.matteoradavelli.it/psicoterapia-come-funziona/perche-in-psicoterapia-non-si-parla-solo-del-sintomo/">Perché in psicoterapia non si parla solo del sintomo</a> appeared first on <a href="https://staging.matteoradavelli.it">Staging Radavelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Come mai in terapia talvolta ci si trova a parlare di <strong>argomenti apparentemente lontani dal motivo della richiesta d’aiuto?</strong></p>
<p>Per esempio una persona si rivolge ad un terapeuta per una consulenza psicologica o psicoterapeutica per curare <a href="https://staging.matteoradavelli.it/le-cause-della-depressione/">la depressione</a> e può <strong>trovarsi a parlare di argomenti</strong> come la sua <a href="https://staging.matteoradavelli.it/coppia-effetti-del-legame-troppo-stretto-con-la-famiglia-di-origine/">famiglia d’origin</a>e piuttosto che la sua <a href="https://staging.matteoradavelli.it/come-avere-una-relazione-di-coppia-felice-e-appagante/">relazione di coppia</a>, temi <strong>apparentemente lontani</strong> da quello portato.</p>
<p>Come già accennato <strong>la psicoterapia e i singoli colloqui che la compongono si muovono sempre su due livelli distinti.</strong> Da un lato c’è un <strong>primo livello</strong>, fatto di episodi, aneddoti, storie e informazioni e un secondo livello ovvero ciò che questi episodi, aneddoti, storie raccontano del paziente. Questi ci dicono come egli pensa, agisce, ragiona, quali sono i suoi valori e la sua personalità. Questo <strong>secondo livello</strong> risulta essere <strong>molto più importante perché è il target dell’intervento psicologico</strong> psicoterapeutico, ovvero ciò verso cui lo psicoterapeuta va a lavorare.</p>
<p>Come collegare questi due livelli alla domanda iniziale?<br />
<strong>Il secondo livello</strong>, quello che racconta la personalità del paziente, <strong>non è direttamente narrabile ed esplicabile</strong>. Deve necessariamente essere raccontato attraverso elementi e informazioni pratiche e concrete, può essere elaborato solo attraverso la lente e le lenti che vengono fornite attraverso i racconti del primo livello.</p>
<p>Per poter comprendere a pieno il livello due d’intervento quindi il funzionamento, i valori, le regole attraverso cui il paziente agisce è fondamentale <strong>avere un ampio spettro di informazioni</strong> derivate dall&#8217;approfondimento di vari ambiti della vita del paziente come le relazioni, la famiglia, la famiglia d&#8217;origine le relazioni sociali.</p>
<p>È pertanto questo il motivo per cui spesso, oltre ad approfondire la motivazione principe che ha condotto un paziente a chiedere aiuto, si indagano aree di vita dello stesso che apparentemente sembrano distanti dal problema riportato ma che risultano essere <strong>fondamentali per la comprensione e l&#8217;aiuto. </strong></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Psicoterapia: l&#8217;evoluzione del sintomo</title>
		<link>https://staging.matteoradavelli.it/psicoterapia-come-funziona/psicoterapia-levoluzione-del-sintomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Matteo Radavelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2020 10:17:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicoterapia come funziona]]></category>
		<category><![CDATA[Tipologie e caratteristiche approcci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come evolve il sintomo durante la terapia? Quando si contatta uno psicologo generalmente lo si fa nell&#8217;ottica di migliorare o guarire un sintomo. Il sintomo tuttavia non si muove mai nella modalità con cui il paziente si aspettava e talvolta neanche nella modalità in cui il terapeuta si aspetta. C’è chi si aspetta che il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come evolve il sintomo durante la <a href="https://staging.matteoradavelli.it/quanto-dura-la-terapia-il-ruolo-del-terapeuta-del-paziente-e-la-modularit-del-percorso/">terapia</a>?</strong></p>
<p>Quando si contatta uno psicologo generalmente lo si fa nell&#8217;ottica di migliorare o guarire un sintomo. <strong>Il sintomo tuttavia non si muove mai nella modalità con cui il paziente si aspettava</strong> e talvolta neanche nella modalità in cui il terapeuta si aspetta.</p>
<p>C’è chi si aspetta che il sintomo scompaia dopo breve tempo, chi si aspetta solo un leggero miglioramento e ancora chi pensa di avere un iniziale miglioramento che tenderà alla guarigione.</p>
<p>Il sintomo tuttavia non si muove con linearità, <strong>non migliora in progressione graduale</strong>. Se in cinque sedute, per esempio, un sintomo ansioso può avere un miglioramento è sbagliato aspettarsi la sua totale guarigione nel doppio del tempo.</p>
<p>Il sintomo può avere un iniziale e veloce miglioramento a seguito del primo approfondimento del problema e subire successivamente un arresto nel percorso di <a href="https://staging.matteoradavelli.it/psicoterapia-migliorare-o-guarire/">miglioramento e guarigione</a>. Può accadere che il sintomo persista per tutto il percorso terapeutico per poi scomparire una volta terminato.</p>
<p>Il terapeuta e la terapia pertanto non devono mai concentrarsi sulla risoluzione in sé del sintomo quanto sugli elementi che lo hanno determinato e alimentato.  Il sintomo segue regole proprie, spesso bizzarre, ed <strong>è necessario che il professionista si concentri sugli incastri che lo hanno generato e lo mantengono</strong>, per permettere un suo miglioramento ed una sua guarigione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Psicoterapia: cosa permette alla persona di aprirsi nei primi colloqui</title>
		<link>https://staging.matteoradavelli.it/psicoterapia-come-funziona/psicoterapia-cosa-permette-alla-persona-di-aprirsi-nei-primi-colloqui/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Matteo Radavelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2020 09:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicoterapia come funziona]]></category>
		<category><![CDATA[Tipologie e caratteristiche approcci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quali sono gli elementi della psicoterapia che permettono alla persona di aprirsi e di farsi conoscere soprattutto nei primissimi colloqui? Dal mio punto di vista sono 3 e sono abbastanza semplici se presi singolarmente ma diventano estremamente potenti se combinati tra loro. Il primo è il più semplice in assoluto ed è legato al fatto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quali sono <strong>gli elementi della <a href="https://staging.matteoradavelli.it/pregiudizi-sulla-psicoterapia-debolezza-e-delega/">psicoterapia</a> che permettono alla persona di aprirsi</strong> e di farsi conoscere soprattutto nei primissimi colloqui?</p>
<p>Dal mio punto di vista sono 3 e sono abbastanza semplici se presi singolarmente ma diventano estremamente potenti se combinati tra loro. Il primo è il più semplice in assoluto ed è legato al fatto che <strong>il professionista che si ha di fronte è un dottore che è specializzato</strong> nell&#8217;ascolto che di lavoro appunto ascolta persone e cerca di aiutarle a risolvere il proprio problema. In un qualche modo la targa posta fuori dello studio diventa una prima rassicurazione:” sì, sono nel posto giusto”.</p>
<p>I successivi due motivi diventano ancora più importanti se combinati a questo appena spiegato. Quest’ultimo deve essere il collante ma non può essere la condizione unica che porta una persona ad aprirsi. Il secondo punto importante è infatti legato <strong>all&#8217;assenza completa di giudizio</strong>. La persona infatti, durante il colloquio comprende che il professionista è tale e il giudizio viene mantenuto fuori dalla stanza. Questo permette progressivamente di abbassare la naturali difese e creare<a href="https://staging.matteoradavelli.it/relazione-medico-paziente-vs-relazione-psicologo-paziente/"> la relazione di fiducia.</a></p>
<p>Il terzo e ultimo aspetto riguarda il fatto che i<strong>l luogo in cui viene svolta la psicoterapia non solo è estraneo ma è anche estemporaneo,</strong> protetto, è un luogo chiuso che cessa, spesso, di esistere nel momento in cui la persona esce. Diventa una stanza intrapsichica nella testa del paziente nella quale lo stesso inizia un dialogo con sé stesso e con il terapeuta.</p>
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		<title>Quando si chiude la psicoterapia: il fattore più importante</title>
		<link>https://staging.matteoradavelli.it/psicoterapia-come-funziona/quando-si-chiude-la-psicoterapia-il-fattore-pi-importante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Matteo Radavelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2020 11:28:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicoterapia come funziona]]></category>
		<category><![CDATA[Tipologie e caratteristiche approcci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando si chiude una terapia? Questo è un argomento ampiamente discusso in tutti i salotti della psicologia, ogni dottore ha il suo metodo e le sue variabili tramite le quali comprende qual è il migliore momento per chiudere. Alcuni ritengono che il percorso sia da chiudere nel momento in cui il paziente porta questo bisogno, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b><a href="/quando-e-come-chiudere-una-psicoterapia-inefficace/">Quando si chiude una terapia</a>?</b> Questo è un argomento ampiamente discusso in tutti i salotti della psicologia, ogni dottore ha il suo metodo e le sue variabili tramite le quali comprende qual è il migliore momento per chiudere. Alcuni ritengono che il percorso sia da chiudere <b>nel momento in cui il paziente porta questo bisogno</b>, altri affermano che il percorso deve essere chiuso solamente nel momento in cui <b>il problema riportato risulta risolto</b> infine altri ancora ritengono che <b>il percorso sia da chiudere indipendentemente dal risultato finale, nel momento in cui le sedute diventano ridondanti</b> quindi sono ripetitive e ci si accorge di vivere un momento di stallo e di blocco. Queste sono tutte considerazioni che hanno una loro legittimità, hanno il loro senso e devono essere considerate quando si valuta la chiusura di un percorso. Tuttavia la variabile che secondo me è più importante, ovvero l’elemento discriminante nel chiudere o meno un percorso, è <b>la consapevolezza</b>, da parte di entrambi terapeuta e paziente, <b>che il paziente disponga di tutti gli strumenti necessari per continuare a far fronte alle proprie difficoltà</b> o eventualmente a quelle future. Una volta che la cassetta degli attrezzi del paziente è completa allora quello è il momento per pensare ad una chiusura. <b>Non è necessario che il problema specifico sia risolto </b>poiché spesso questo esula dal controllo del paziente stesso, per esempio pensiamo alle dinamiche implicate in un cambio di lavoro, per il quale il paziente viene dal terapeuta per chiarirsi le idee sul da farsi. Il successivo lavoro può essere infatti svolto dal paziente in assenza del terapeuta <b>a patto che lo stesso sia consapevole di possedere tutti gli strumenti necessari per farvi fronte.</b></p>
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		<title>Psicoterapia: il miglioramento è immediato o all&#8217;inizio si può anche peggiorare?</title>
		<link>https://staging.matteoradavelli.it/psicoterapia-come-funziona/psicoterapia-il-miglioramento-immediato-o-allinizio-si-pu-anche-peggiorare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Matteo Radavelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Dec 2019 13:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicoterapia come funziona]]></category>
		<category><![CDATA[Tipologie e caratteristiche approcci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La preoccupazione iniziale del paziente &#8220;Dottore, sto peggio di prima. Mi sono rivolto a lei per migliorare, ma la situazione è peggiorata. Non voglio più venire.&#8221; Questa è una frase che molti terapeuti si sentono rivolgere. Un paziente che decide di intraprendere un percorso psicoterapeutico lo fa con l’aspettativa di migliorare rapidamente. Quando invece sperimenta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 data-start="88" data-end="134">La preoccupazione iniziale del paziente</h2>
<p data-start="135" data-end="264"><strong data-start="135" data-end="262">&#8220;Dottore, sto peggio di prima. Mi sono rivolto a lei per migliorare, ma la situazione è peggiorata. Non voglio più venire.&#8221;</strong></p>
<p data-start="266" data-end="654">Questa è una frase che molti terapeuti si sentono rivolgere. Un paziente che decide di intraprendere un percorso psicoterapeutico lo fa con l’aspettativa di migliorare rapidamente. Quando invece sperimenta un peggioramento iniziale, può sentirsi disorientato e perdere fiducia nel processo. Questa situazione, se non adeguatamente affrontata, può portare alla sospensione della terapia.</p>
<p data-start="656" data-end="813">Ma è sempre garantito un miglioramento immediato in psicoterapia? Oppure può essere necessario attraversare una fase di crisi prima di vedere dei benefici?</p>
<h3 data-start="815" data-end="889">Il peggioramento temporaneo: un ostacolo o un passaggio necessario?</h3>
<p data-start="890" data-end="1024">Il percorso terapeutico è spesso complesso e soggettivo. Non esiste una risposta univoca perché tutto dipende da molteplici fattori:</p>
<ul data-start="1025" data-end="1182">
<li data-start="1025" data-end="1084">La natura del problema che il paziente porta in terapia</li>
<li data-start="1085" data-end="1114">Il tipo di terapia scelta</li>
<li data-start="1115" data-end="1144">L’approccio del terapeuta</li>
<li data-start="1145" data-end="1182">Le risorse personali del paziente</li>
</ul>
<p data-start="1184" data-end="1414">Non è raro che, prima di migliorare, si sperimenti una fase di crisi. Questo fenomeno si verifica perché la terapia porta alla luce dinamiche profonde, spesso dolorose, che devono essere elaborate prima di poter essere superate.</p>
<h3 data-start="1416" data-end="1462">Un confronto con la medicina e lo sport</h3>
<p data-start="1463" data-end="1570">Per comprendere meglio questo meccanismo, possiamo paragonarlo ad altre esperienze della vita quotidiana.</p>
<p data-start="1572" data-end="1834">Pensiamo a un trattamento medico, come un intervento dal dentista. Se si deve estrarre un dente per risolvere un problema, nell’immediato si avvertirà dolore, gonfiore e fastidio. Eppure, questo disagio temporaneo è parte integrante del processo di guarigione.</p>
<p data-start="1836" data-end="2095">Lo stesso accade nell’attività sportiva. Un allenamento mirato a migliorare forza e resistenza implica sforzo, fatica e talvolta dolore muscolare. Tuttavia, questa fase di difficoltà è necessaria affinché il corpo si rafforzi e migliori le proprie capacità.</p>
<p data-start="2097" data-end="2335">Allo stesso modo, in psicoterapia può essere richiesto un passaggio attraverso una &#8220;fase di crisi&#8221;. Questa flessione temporanea dello stato psicologico non è un segnale di fallimento, ma un elemento previsto nel processo di cambiamento.</p>
<h3 data-start="2337" data-end="2383">Quando la crisi è prevista e necessaria</h3>
<p data-start="2384" data-end="2656">Non sempre il miglioramento psicologico passa attraverso un peggioramento iniziale. In alcuni casi, il paziente percepisce subito un beneficio. In altri, invece, è necessario destrutturare vecchi schemi mentali e comportamentali prima di poter costruire nuovi equilibri.</p>
<p data-start="2658" data-end="2840">Questo passaggio può essere vissuto come destabilizzante, ma è proprio attraverso il confronto con le proprie difficoltà che si pongono basi più solide per un cambiamento duraturo.</p>
<p data-start="2842" data-end="2980">Se il paziente e il terapeuta condividono questa consapevolezza, la crisi diventa un momento di crescita anziché un motivo di abbandono.</p>
<h3 data-start="2982" data-end="3049">L&#8217;importanza della comunicazione e dell&#8217;alleanza terapeutica</h3>
<p data-start="3050" data-end="3298">Ciò che davvero conta non è tanto la possibilità che si verifichi una crisi, quanto il modo in cui questa viene gestita. Il paziente deve sapere che un peggioramento temporaneo può far parte del percorso e deve sentirsi accompagnato nel processo.</p>
<p data-start="3300" data-end="3598">Se questa consapevolezza non viene sviluppata, il paziente potrebbe sentirsi spaesato e reagire con paura e sfiducia. È compito del terapeuta informarlo, fin dall’inizio, che alcune fasi della terapia potrebbero essere difficili e che questo non significa che il trattamento non stia funzionando.</p>
<p data-start="3600" data-end="3644">Un’alleanza terapeutica solida si basa su:</p>
<ul data-start="3645" data-end="3983">
<li data-start="3645" data-end="3760"><strong data-start="3647" data-end="3674">Chiarezza e trasparenza</strong>: Il terapeuta deve spiegare al paziente cosa potrebbe accadere durante il percorso.</li>
<li data-start="3761" data-end="3866"><strong data-start="3763" data-end="3779">Condivisione</strong>: La crisi non deve essere un&#8217;esperienza solitaria, ma un momento affrontato insieme.</li>
<li data-start="3867" data-end="3983"><strong data-start="3869" data-end="3890">Fiducia reciproca</strong>: Il paziente deve sentirsi sostenuto e avere la certezza di potersi affidare al terapeuta.</li>
</ul>
<h3 data-start="3985" data-end="4055">Superare il momento di difficoltà per arrivare al miglioramento</h3>
<p data-start="4056" data-end="4293">Un peggioramento temporaneo non è un fallimento della terapia, ma può essere parte integrante del processo di trasformazione. Se gestito con consapevolezza, può diventare un&#8217;opportunità per costruire un cambiamento profondo e duraturo.</p>
<p data-start="4295" data-end="4461" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La psicoterapia non è sempre un percorso lineare, ma è proprio la capacità di attraversare e superare i momenti di difficoltà che porta a una vera crescita personale.</p>
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