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Come capire se è vera amicizia

Parliamo di amicizia. Faccio spesso contenuti inerenti al mondo delle relazioni, e quando parlo di relazioni, mi riferisco soprattutto a quelle sentimentali: amore, coppia, e spesso anche famiglia. Anche se non parlo tanto quanto delle relazioni di coppia, parlo comunque di relazioni familiari. Parlo invece poco di relazioni amicali, di amicizia, un aspetto inevitabilmente fondamentale della nostra vita e quotidianità.

Come Capire se un’Amicizia è Vera: I Campanelli d’Allarme

Parliamo quindi di relazioni amicali e di quali potrebbero essere i segnali che, in qualche modo, ci dovrebbero accendere un campanello d’allarme nella testa. Attenzione: quella che io ho sempre ritenuto un’amicizia, effettivamente è un’amicizia? Funziona davvero per il significato che io le attribuisco e per ciò che da lei mi aspetto, cioè da lei in termini di “amicizia”? Quindi: come si fa a capire, tramite il comportamento della persona che riteniamo amica, se effettivamente lei ci ritiene altrettanto?

Ci sono una serie di segnali, di indicatori, che dovrebbero farci drizzare le antenne, soprattutto nel momento in cui questi si protraggono nel tempo. Attenzione: qualcosa non funziona.

Momento di difficoltà vs. dinamica costante

Chiaro che, se una persona che riteniamo amica inizia a mettere in atto tutti i comportamenti che tra poco elencherò — senza voler essere esaustivo — perché magari sta attraversando un momento estremamente complicato, ha bisogno in questo momento della nostra presenza, del nostro aiuto più che mai, eccetera… ovviamente non c’è problema. Anzi, penso che da amici si dovrebbe proprio cercare di soddisfare questo tipo di bisogni, e anche assecondare magari questo tipo di comportamenti.

Dall’altro lato, però, se questi comportamenti si protraggono per un periodo indefinito e diventano una costante della relazione, allora probabilmente il significato di amicizia che voi attribuite a questa relazione non è lo stesso che l’altra persona le attribuisce.

Principali segnali di un’amicizia sbilanciata

1. Autocentratura: parla solo di sé

Un primo segnale è il fatto che la persona che riteniamo amica sia completamente autocentrata: parla di sé, dei suoi bisogni, dei suoi desideri, delle sue emozioni, ma non presta particolare attenzione a te, o ancora di più, non ti chiede come stai, come ti senti. Ciò che in qualche modo riempie la comunicazione e la relazione è soltanto ciò che l’altra persona porta di sé nella dinamica relazionale, senza lasciare a te lo spazio di esprimerti.

2. Il supporto dato per scontato

Si innesca così un secondo meccanismo: ci si aspetta, in maniera abbastanza incondizionata, di essere capiti, ascoltati e sostenuti. È come se il tuo supporto fosse dato per scontato, come se ci si aspettasse che, nel momento in cui schiocca le dita, tu sia disponibile.

3. Ti usa per brillare o come paragone

L’idea che la persona ritenuta amica utilizzi te come trampolino, come palcoscenico, o in qualche modo ti utilizzi per brillare. Molte relazioni considerate amicali si basano su questo principio: “Sto vicino a te perché sei messo/messa peggio di me, e questo mi fa stare meglio.” Quindi, ti uso per brillare oppure come paragone. In mezzo alle persone tendo a sminuirti per valorizzare me stesso o me stessa.

La persona amica viene un po’ dimenticata, un po’ derisa all’interno di un gruppo — magari dove ci sono delle persone che non sono amici, ma semplici conoscenti — per elevarsi. Se questo meccanismo diventa una dinamica costante, allora sì: attenzione, drizza le antenne.

4. Assenza di iniziativa nel contatto

Non ti cerca. O meglio, se non sei tu a chiamare, potresti non sentire questa persona per un lungo periodo di tempo. In un rapporto d’amicizia, sparisce. Quando è impegnata, tutto gira intorno alla sua agenda, non importa se tu stai attraversando un momento complicato o felice. Non ti dà disponibilità, non ti chiede come stai, non ti ascolta quando tu ne hai bisogno.

5. Mancanza di riservatezza

Quando finalmente ti ascolta, è come se registrasse le informazioni, ma poi non hai certezza che queste vengano mantenute private. Spettegola, magari senza malafede, ma distribuisce all’esterno informazioni tue. Non custodisce gelosamente ciò che gli hai confidato. Anche se capisce che per te è importante, non fa nulla per proteggerle.

6. Reazioni aggressive quando esprimi i tuoi bisogni

Quando gli fai notare queste mancanze, quando parli e dici “Io penso che questa relazione debba essere sistemata”, “Ho bisogno che mi venga dedicata maggiore attenzione”, la reazione può essere aggressiva. Invece di capire, si arrabbia, critica, nega. Una reazione rabbiosa può indicare che la relazione era più utilitaristica che affettiva.

Conclusione: Riconoscere e Rivalutare i Legami di Amicizia

Queste sono alcune riflessioni, alcune considerazioni. Ovviamente non possono essere esaustive di tutte le relazioni amicali o presunte tali. L’obiettivo del video era proprio questo: riuscire a dare delle indicazioni, eventualmente alcuni elementi a cui prestare attenzione quando si pensa di essere all’interno di una relazione amicale.

Perché se uno o più di questi elementi sono presenti, soprattutto nelle forme che ho appena raccontato, noi dovremmo drizzare le antenne e iniziare a chiederci: “Perché sta capitando?”.

È vero, se capita magari in un periodo specifico della relazione, perché magari dura da anni e la persona con la quale siamo in relazione — il nostro amico o la nostra amica — è in difficoltà, ci sta che la comunicazione venga catalizzata principalmente dalla contingenza del momento. Ma se questa diventa una dinamica relazionale, attenzione, perché allora forse non è amicizia.

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Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

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Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

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