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Da figli a genitori

Con l’articolo di oggi provo a rispondere ad una domanda da un milione di dollari: i l nostro passato, le nostre esperienze, influenzano il nostro stile genitoriale? Assolutamente sì. I nostri genitori, ad esempio, hanno una responsabilità e un impatto sulle scelte che andremo a compiere come genitori e sui genitori che diventeremo. Questo accade non tanto perchè sono i nostri genitori ma perchè i valori e l’educazione che abbiamo ricevuto arrivano da loro; questo discorso, infatti, si può estendere a tutte le persone che hanno svolto un ruolo chiave nella nostra crescita. Noi siamo non solo ciò che ci è successo ma anche le scelte che abbiamo compiuto e il significato che abbiamo attribuito a ciò che ci è successo. In questo senso le relazioni con le figure di accudimento sono per noi impattanti per il ruolo che andremo ad assumere quando saremo a nostra volta genitori.

Ognuno di noi, scegliendo di diventare genitore, si domanda che genitore vorrà essere e che stile vorrà assumere, sono questioni che vengono discusse con il partner per creare uno stile genitoriale condiviso che verrà usato nella crescita della prole. Poichè non possiamo fingere che il passato non conti (e questo emerge chiaramente in terapia, quando il passato del paziente viene analizzato a fondo) possiamo affermare con certezza che le nostre relazioni hanno sulle nostre scelte un tale impatto da influenzarci nel tracciare il nostro stile genitoriale. Quando i neo o futuri genitori si trovano a ragionare su queste questioni hanno sempre due possibilità: proseguire sulla via della conformità o dell’opposizione rispetto ai metodi dei propri genitori.

Che genitore voglio essere? Come sono stati i miei per me o differente? Completamente opposto? Da queste domande si parte per sviluppare le strategie e gli stili educativi che andranno a caratterizzare il nostro essere genitori. Ognuno di noi si deve muovere all’interno di questo spettro, tra la conformità e l’opposizione completa. Per chiudere concedetemi un’importante osservazione: è importante non banalizzare questo discorso. Non tutti i figli che hanno ricevuto poco affetto sono incapaci di donarne quando diventano genitori! Come sempre si parla di fattori di rischio, non sta scritto da nessuna parte che chi ha vissuto, ad esempio, un’infanzia di deprivazione sia un genitore poco amorevole anche se sicuramente può succedere. Le nostre esperienze ci influenzano e ci guidano ma non ci definiscono, non ci ingabbiano.

 

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.