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La paura di rimanere soli con i propri pensieri

Le persone hanno una paura terribile di rimanere sole con i propri pensieri. Questa è una frase apparentemente banale che nasconde una grande verità. Per poterla spiegare riporto un esperimento un po’ particolare svolto all’Università di Harvard in collaborazione con l’Università della Virginia in cui hanno reclutato un centinaio di persone a cui hanno somministrato una piccola scossa elettrica, nulla di grave ovviamente, ma sufficientemente fastidiosa da generare disagio. A queste persone è poi stato chiesto se fossero stati disposti a pagare pur di non provare più la scossa, 42 persone hanno accettato. Gli sperimentatori hanno quindi portato i 42 soggetti che hanno accettato la proposta in una stanza completamente asettica in cui era solamente presente un bottone, dicendo loro di aspettare e stare con i propri pensieri per 15 minuti. Qualora non fossero riusciti ad aspettare, per noia, era presente un bottone con il quale decidevano di essere ri-sottoposti alla scossa, cosa che prima avevano rifiutato accettando il pagamento.

Ben 18 persone su 42 pur di non rimanere da sole con i propri pensieri hanno premuto il tasto dell’elettroshock almeno una volta, in alcuni casi anche più di una in soli 15 minuti.

Questo esperimento, al di là della sua bizzarria, rappresenta molto bene come le persone abbiano una paura tremenda di rimanere sole con i propri pensieri, spesso sono disposte a fare di tutto pur di non ascoltarsi. Questo spiega perché molte volte alcune delle dipendenze comportamentali che mettiamo in atto siano di tentativi di fuga da noi stessi.  Basti pensare ad esempio all’uso del cellulare, piuttosto che di qualsiasi altro dispositivo in cui ci immergiamo per perderci, perché siamo bombardati continuamente da stimoli che di fatto ci permettono di non pensare e di non ascoltarci, di non stare soli con la nostra testa e i nostri pensieri. Assolvono una funzione utilissima di calma, tranquillità, rassicurazione che è anche il motivo per cui non li lasciamo mai andare dalle mani.

Psicologo ComoDr. Matteo Radavelli – Psicoterapeuta e Psicologo Como
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Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo ad orientamento sistemico relazionale, ho conseguito la Laurea in Psicologia Clinica e Neuropsicologia presso l’Università degli studi di Milano Bicocca, con successiva specializzazione in psicoterapia presso lo European Institute of Systemic-relational Therapies (E.I.S.T.). Svolgo la mia attività come professionista dal 2011 e mi occupo di percorsi di psicoterapia individuale, psicoterapia di coppia e familiare.

Opero come psicologo psicoterapeuta a Como oltre che in provincia di Lecco e Monza Brianza

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Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
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Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
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Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
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Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

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Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.