+39 347 9177302

Lutto Perinatale

15 Ottobre: Giornata Internazionale del Lutto Perinatale

Il 15 ottobre è la Giornata internazionale del lutto perinatale, un’occasione per informare, sensibilizzare e riflettere su un evento doloroso che spesso resta nell’ombra. Da psicoterapeuta, sento il bisogno di condividere alcune riflessioni su questa esperienza, troppo spesso considerata lontana, qualcosa che “non ci toccherà mai”.

Eppure, la realtà è diversa: una gravidanza su cinque si interrompe nei primi tre mesi e, nei trimestri successivi, il rischio persiste, con un’incidenza di 3 casi su 1000. Numeri che raccontano una realtà drammatica e diffusa, anche se spesso taciuta.

Un Dolore Nascosto: Perché Non Se Ne Parla?

Molte persone pensano che il lutto perinatale sia un tema distante, qualcosa che “succede agli altri”. In realtà, una persona su cinque affronta una perdita di questo tipo: un’interruzione naturale della gravidanza, spesso vissuta nel silenzio.

La Società Non Lo Riconosce Come un Lutto

Uno dei motivi principali di questo silenzio è che il lutto perinatale non viene trattato come un lutto vero e proprio. Quando una persona condivide il proprio dolore, spesso si trova di fronte a frasi fatte e reazioni che minimizzano la sofferenza:

  • “La natura ha fatto il suo corso.”
  • “Non era il momento giusto.”
  • “Avrai modo di farne un altro.”
  • “Meglio ora che più avanti.”
  • “Anche a me è successo, poi passa.”

Queste affermazioni, pur dette con buone intenzioni, risultano invece agghiaccianti, perché negano dignità a un evento devastante. Perdere un bambino non significa solo affrontare la sua morte, ma anche veder svanire una parte dell’identità genitoriale, un progetto di vita che, improvvisamente, si interrompe.

Il Silenzio e l’Isolamento

Il mancato riconoscimento sociale di questo lutto ha conseguenze dirette su chi lo vive. Molti genitori smettono di parlarne per paura di sentirsi sminuiti o non compresi.

Chi ha vissuto questa esperienza spesso si chiude in se stesso, nel proprio dolore, nella propria coppia, in un mondo isolato dove il lutto diventa sempre più profondo, pervadendo ogni aspetto della vita. Se non trova uno spazio per essere elaborato, il dolore rischia di diventare paralizzante.

Eppure, il lutto perinatale è un lutto reale, tanto quanto qualsiasi altra perdita. È la perdita di un bambino. È la perdita di un’identità genitoriale. È la perdita di un futuro che si era già iniziato a immaginare.

Dare Spazio al Dolore per Superarlo

Elaborare un lutto non significa dimenticarlo, ma trovargli un posto nella propria storia personale, uno spazio che permetta di proseguire senza restare intrappolati nel dolore. È importante incoraggiare chi ha vissuto questa perdita a parlarne, senza timore di essere giudicato o minimizzato.

Allo stesso tempo, è fondamentale che chi ascolta impari ad accogliere il dolore altrui, senza chiudere la porta con frasi di circostanza che feriscono più di quanto aiutino. Ascoltare, riconoscere e rispettare la sofferenza di chi ha vissuto un lutto perinatale è il primo passo per rompere il silenzio che lo circonda.

Conclusione: Riconoscere il Lutto per Dare Sostegno

Il lutto perinatale è una realtà che riguarda molte più persone di quanto si pensi. Riconoscerlo come una perdita legittima è fondamentale per permettere a chi lo vive di elaborarlo e superarlo.

Se conosci qualcuno che ha affrontato questa esperienza, evita frasi fatte e luoghi comuni. Ascolta, accogli, riconosci il suo dolore. A volte, il più grande aiuto che si possa dare è semplicemente esserci, senza giudizio, senza minimizzare.

E, soprattutto, senza silenzio.

 

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.