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Perchè credi alle bugie e alle persone sbagliate?

COME FACCIO A RICONOSCERE LE BUGIE E PERCHÉ MI FIDO PUNTUALMENTE DELLE PERSONE SBAGLIATE?

In un precedente video ho raccontato perché crediamo alle balle che raccontiamo. Oggi vediamo come poterle riconoscere, in particolare perché si è portati a credere a quello che gli altri ci raccontano.  Dalle ricerche che sono state effettuate ognuno di noi sovrastima la propria capacità di riconoscere le balle, infatti tutti noi ci riteniamo particolarmente, intelligenti particolarmente brillanti nel riconoscere le bugie che ci vengono dette, in realtà la stima è poco superiore al 50 per cento

Tendenzialmente riusciamo ad individuarne circa una su due se siamo in quella parte di popolazione particolarmente abile nel saperle riconoscere. Sono state fatte anche tantissime ricerche: Paul Ekman, il principale esponente mondiale riguardo il tema delle menzogne, è riuscito ad individuare i sette tipi di menzogna, i cambiamenti fisiologici connessi ovvero micro-espressioni facciali.

La bibliografia inerente questo tema è enorme: come cambia l’occhio, la pupilla, o la forma della bocca nel momento in cui si dice una balla, piuttosto che la verità, tema approfondibile in un video successivo.

QUALI SONO LE IMPLICAZIONI PSICOLOGICHE DELLE BALLE E PERCHÉ NOI SIAMO COSÌ PORTATI A CREDERE A QUESTE?

Ci sono principalmente due motivazioni: la prima è che io voglio credere alla balla che mi viene raccontata, perché è comodo credere alla versione di realtà che mi piace, credere a qualcosa che è in linea con ciò che voglio sentirmi dire, nonostante io sia consapevole della non totale verità.  La seconda è che io ho bisogno di credere alle balle perchè alcune servono per mantenere coerente la mia vita e il sistema di vita che io ho creato e ho costituito.

Quindi mi serve, voglio credere alle balle e non solo voglio, ma ne ho bisogno.

Faccio un esempio: Lucia e Luca, una coppia vive una situazione di stanchezza reciproca, non sono più particolarmente felici della loro relazione e Lucia, più preoccupata, teme che luca abbia un’amante.

Chiede lui informazioni, spiegazioni, rassicurazioni e Luca gliele dà: “si non c’è nessuno, io ti amo”.

Lucia, sente il “ti amo” povero di Luca, quindi si danna l’anima: inizia a cercare di capire cosa sta succedendo. Tuttavia, Luca continua a rassicurarla nonostante ci siano una serie di piccoli gesti, evidenti e insindacabili, che vanno nella direzione del timore di Lucia. Quest’ultima non fa caso ad esempio ai quarti d’ora in più passati in bagno con il cellulare, non nota che il cellulare è costantemente girato con il monitor verso il basso e mai verso l’altro. Possiamo quindi escludere la casualità delle serate che passa guardando un film con lei ma con il cellulare a portata di mano.

Queste sono cose che Lucia ha colto ma non ci vuole credere, perché non le vede, non vuole vederle e ne ha bisogno. Non vuole vedere la realtà e ha bisogno di credere a ciò che dice Luca. Potrebbe infatti essere una fatica troppo grande scoprire la verità, Lucia quindi preferisce nascondersi dietro questo segreto.

Nel breve periodo, l’atteggiamento di Lucia potrebbe essere funzionale perché permette di non far troppa fatica. Sul lungo periodo diventa devastante: dopo aver scoperto la balla obbliga le persone a ripunteggiare la propria vita, riorganizzarla, ricostruire e rileggere il passato.

Il vantaggio secondario del credere alla balla è sicuramente la possibilità di incolpare l’altro: “io te l’ho chiesto, tu non me l’hai detto, mi hai mentito”. Nonostante i segnali siano spesso evidenti questo diventa un meccanismo tutelante per la persona che è stata tradita. Questa può infatti dire:” io ho la coscienza a posto, io ho creduto, mi sono fidato”.

Il vero problema però, al di là della colpa attribuita, è che per raccontare le balle bisogna essere almeno in due. 

Psicologo SeregnoDr. Matteo Radavelli – Psicoterapeuta e Psicologo Seregno
Via Ballerini 56, 20831 Seregno (MB)
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info@matteoradavelli.it

Ho conseguito la Laurea in Psicologia Clinica e Neuropsicologia presso l’Università degli studi di Milano Bicocca, con successiva specializzazione in psicoterapia presso lo European Institute of Systemic-relational Therapies (E.I.S.T.). Svolgo la mia attività come professionista dal 2011 e mi occupo di percorsi di psicoterapia individuale, psicoterapia di coppia e familiare.

Sono il responsabile scientifico di una equipe di psicologi a Seregno e in provincia di MB, Lecco e Como.

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
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Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
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Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.