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Stili d’attaccamento e relazioni sentimentali

Parliamo di stili di attaccamento e stili relazionali: modalità con le quali vengono vissute le relazioni e quale correlazione ci può essere tra questi due aspetti.

Origine degli Stili di Attaccamento: la Teoria di Bowlby

Gli stili di attaccamento provengono dall’ormai arcinota teoria dell’attaccamento di Bowlby. Piccola precisazione: non sono un fan sfegatato della teoria dell’attaccamento. Posso essere un fan di Bowlby per l’innovazione che ha portato, ma non nello specifico della teoria, perché una delle critiche più grosse che solitamente le viene mossa è proprio quella per cui ciò che era stato individuato ai tempi non aveva validità trasversale. Nel senso che, per esempio, un attaccamento sicuro per come veniva definito a Milano non era rintracciabile a Berlino, o ciò che veniva definito sicuro a Milano era percepito come sicuro solo perché condiviso in quel contesto, ma non altrove.

Oggi la società si è sicuramente trasformata e cambiata, anche in funzione di questo melting pot culturale, valoriale e relazionale che, nel bene e nel male, rende un po’ meno valida in termini pratici – ma sempre interessante in termini teorici – la teoria dell’attaccamento.

I Quattro Principali Stili di Attaccamento

La teoria dell’attaccamento descrive quali possono essere gli stili che, nella relazione madre-bambino, si evidenziano. Ne individua principalmente quattro: sicuro, insicuro evitante, insicuro ambivalente e disorganizzato.

Attaccamento Sicuro

L’attaccamento sicuro si osserva in un bambino che si sente certo dell’affetto della madre. Per esempio: quando la madre si allontana, lui si lagna o si lamenta; quando la madre ritorna, è contento, si fa consolare, è felice. Questi comportamenti sono stati osservati anche attraverso una procedura chiamata Strange Situation. L’attaccamento sicuro è quello in cui il bambino sa di essere amato. Quindi, se la madre si allontana, piange; ma quando torna, si fa consolare.

Attaccamento Insicuro Evitante

L’attaccamento insicuro evitante si osserva invece in un bambino che non si cura particolarmente né dell’allontanamento né del ritorno della madre. Non è sicuro di poter ricevere amore o affetto, quindi tende a cavarsela da solo, a gestire autonomamente i suoi stati emotivi – consci o meno che siano.

Attaccamento Insicuro Ambivalente

L’attaccamento insicuro ambivalente ha uno stile un po’ diverso: a volte si lamenta, a volte no. Ma ciò che fa, quando la madre si allontana e poi ritorna, è “fargliela pagare”. È felice del suo ritorno, ma allo stesso tempo deve sfogare la rabbia per l’abbandono percepito. C’è come una sorta di vendetta emotiva.

Attaccamento Disorganizzato

L’attaccamento disorganizzato, infine, è il più contraddittorio: talvolta si lamenta, talvolta no; talvolta accoglie la madre, talvolta la respinge. Assume comportamenti molto diversi anche in situazioni simili. È un attaccamento più nebuloso, difficile da spiegare, che raccoglie in sé elementi degli altri tre stili ma senza una coerenza interna.

Come si Trasformano gli Stili di Attaccamento in Età Adulta

Ora, come si trasformano questi stili nella vita adulta? Che tipo di partner sarà un bambino con un attaccamento sicuro, o con un attaccamento evitante, ambivalente o disorganizzato?

Se dovessi provare a fare questo sforzo, mi verrebbe da dire che:

Partner con Attaccamento Sicuro

Una persona con un attaccamento sicuro sviluppato nelle relazioni primarie sarà, da adulto, un partner relativamente stabile. Ha fiducia nel fatto che i suoi bisogni emotivi possano essere soddisfatti e si impegna anche a soddisfare quelli del partner.

Partner con Attaccamento Insicuro Evitante

Una persona con attaccamento insicuro evitante tenderà ad essere molto indipendente, autonoma. Non manifesta facilmente le emozioni, magari non ne è nemmeno consapevole. Anche se sa cosa prova, punta comunque sull’autonomia, procede con cautela e mantiene una certa distanza emotiva. È come se fosse “inafferrabile”, perché conta soprattutto su sé stesso. Un po’ come un gatto, se vogliamo.

Partner con Attaccamento Insicuro Ambivalente

Chi ha sperimentato un attaccamento insicuro ambivalente, da adulto tenderà all’opposto: sarà molto insicuro, sempre dubbioso che i propri bisogni emotivi vengano soddisfatti. Sarà critico verso il partner, chiederà rassicurazioni continue, metterà alla prova l’amore dell’altro. Sa di avere bisogno dell’altro, ma non si fida: quindi diventa incalzante, ansioso.

Partner con Attaccamento Disorganizzato

Chi ha avuto un attaccamento disorganizzato, infine, tenderà ad assumere un atteggiamento contraddittorio anche da adulto. Spesso vive relazioni fatte di alti e bassi, alterna momenti funzionali a momenti di distacco, con sbalzi d’umore, rabbia, talvolta persino violenza. C’è una disregolazione emotiva e un’incapacità di stare nella relazione, al punto che talvolta delega completamente all’altro la responsabilità di portare avanti la coppia o di mantenerne la stabilità emotiva.

Conclusione: Gli Stili di Attaccamento Come Fattori Predittivi

Queste sono ovviamente riflessioni. Non sto sostenendo che chi ha avuto un attaccamento sicuro sarà inevitabilmente un partner stabile, né che chi ha avuto un attaccamento evitante diventerà necessariamente una persona fredda, distante, incapace di entrare in relazione. Tuttavia, possiamo valutare lo stile di attaccamento come un fattore di protezione o di rischio rispetto alla nostra futura capacità di essere partner relazionalmente sani, emotivamente validi e capaci di promuovere il benessere sia di coppia sia individuale.

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Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

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Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

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Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.