Stonewalling Home > Riflessioni psicologiche > Stonewalling 2 Parliamo di modalità relazionali e strategie comunicative, più nello specifico di stonewalling. Cosa significa “stonewalling”? Il termine stonewalling deriva dall’inglese “stone wall”, cioè “muro di pietra”, e indica una modalità relazionale in cui uno dei due partner – o almeno uno dei due – si mostra estremamente chiuso e poco comunicativo. Anche quando viene sollecitato o incalzato, la sua risposta è quella di “alzare un muro”. Le risposte diventano monosillabiche, come “sì” o “no”, oppure si manifestano in un totale silenzio. Non si tratta nemmeno di una vera e propria evasione, ma piuttosto di una non risposta sistematica. Origine e contesto dello stonewalling Lo stonewalling ha origine nelle pratiche negoziali o legali, dove viene utilizzato come strategia per guadagnare tempo, evitare errori o esercitare pressione sulla controparte. In questi contesti, il conflitto è esplicitamente dichiarato e fa parte del processo stesso. Tuttavia, quando questa modalità viene adottata all’interno di una relazione affettiva, i danni sono ben più profondi. Non c’è dichiarazione di conflitto, non c’è condivisione della strategia: si entra in una dinamica implicita, spesso manipolatoria, che mina le fondamenta del rapporto. Stonewalling come strategia comunicativa disfunzionale Nel contesto negoziale, lo stonewalling non serve a negare il dialogo in modo definitivo, ma piuttosto a prendere tempo e riflettere. In una relazione, invece, si trasforma in una strategia tirannica. Chi lo mette in atto abbandona il linguaggio dell’amore e adotta un approccio conflittuale, spesso senza dichiararlo. In questo modo, impone all’altro un terreno comunicativo squilibrato e manipolatorio, in cui il silenzio viene usato come arma psicologica per ottenere maggiore disponibilità, flessibilità o sottomissione dall’altra parte. Il ricatto emotivo del silenzio Chi agisce lo stonewalling cerca di generare un vero e proprio ricatto emotivo: il silenzio diventa così sgradevole e logorante che l’altro, pur di non affrontarlo nuovamente, preferisce tacere o smettere di porre domande. Si crea così una dinamica in cui la comunicazione è interrotta, ma non si apre nessuno spazio per il confronto o la crescita di coppia. Stonewalling e rischio di separazione Diverse ricerche psicologiche indicano che lo stonewalling rappresenta uno dei principali indicatori predittivi di separazione o divorzio. Non rispondere, non dialogare, non esporsi: tutto questo priva la coppia della possibilità di costruire una realtà condivisa. La relazione, così facendo, diventa imposta unilateralmente e non più frutto della volontà comune. Anche se la coppia continua a rimanere insieme, lo stonewalling lascia dietro di sé una scia di non detti, sospesi e tensioni latenti che possono minare nel tempo la stabilità del legame. Conclusioni: perché evitare lo stonewalling nelle relazioni Attenzione a utilizzare lo stonewalling come strategia relazionale. E attenzione se il tuo partner lo utilizza: si tratta di un comportamento estremamente deleterio. Anche quando la relazione prosegue, questo meccanismo lascia aperte ferite invisibili ma profonde, che rendono difficile – se non impossibile – il vero dialogo. Per costruire una relazione sana servono parole, confronto, ascolto reciproco. Il silenzio, quando è imposto come strategia di controllo o manipolazione, non è rispetto dei tempi dell’altro, ma un modo per negargli la possibilità di esistere davvero all’interno della coppia.