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Cosa fare se l’ex torna a bussare alla nostra porta?

Cosa fare se l’ex torna a bussare alla nostra porta?  Gli scenari che si presentano a seguito di questa situazione sono 2 o 3:

  1. Si tiene chiusa la porta: per quanto la relazione in passato fosse stata importante non c’è più interesse, si è già andati oltre.
  2. Non si sa se aprire o chiudere, si vuole capire se stessi, e per farlo è necessario approfondire alcuni aspetti in merito a “cosa è stata” la storia in passato.
  3. La terza strada la troviamo quando c’è desiderio di riprendere la relazione ma si teme sia una scelta di comodo e si ricreino le vecchie dinamiche.

La prima opzione non ritengo abbia la necessità d’essere approfondita e ci porta direttamente all’approfondimento della seconda possibilità che riguarda il comprendere degli aspetti di se, nella relazione.

Nella seconda opzione tendenzialmente si guarda dallo spioncino, si cercano di capire le motivazioni per cui l’ex ha tutta questa presa su di noi. E’ utile chiedersi: cosa “luilei” tocca in noi? Cosa genera in noi questa scossa emotiva? Non è assolutamente detto che la relazione riparta ma chiarirsi questo dubbio è fondamentale: quali sono gli elementi di risonanza? Quali sono le aree in cui noi non siamo così padroni e siamo suscettibili all’ex?.

Qualora questo dubbio sia risolto è possibile chiudere la relazione cosa che ci porta all’approfondimento della terza opzione.

Nella terza opzione c’è desiderio di rimettersi insieme, di riprovarci, con il grosso timore che nulla poi sia effettivamente cambiato e che si portino avanti gli stessi meccanismi che hanno portato alla rottura. In questo caso la porta la si può aprire, si valuta seriamente l’inizio nuovo della storia, ma è fondamentale tenere gli occhi aperti affinché non sia una “minestra riscaldata”.

Come farlo?

  • Innanzitutto capendo se sono cambiati i meccanismi che hanno portato alla rottura in origine
  • Capire se ci sono stati cambiamenti strutturali, di significato e di valore
  • Capire se le dinamiche precedenti tendono a ripresentarsi

Qualora si desideri davvero riprovarci è fondamentale chiedersi: “sono cambiati i suoi presupposti? Perché sono cambiati?” e successivamente “io sono disposto a cambiare i miei in funzione di un nuovo inizio?“.

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Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.