+39 347 9177302

Farmaci e psicoterapia: quando assumerli e quando sospenderli?

Oggi parliamo di psicofarmaci, del loro ruolo all’interno della psicoterapia. I farmaci sono un argomento controverso, abbiamo già parlato del loro significato, delle categorie di farmaci che solitamente vengono prescritti e qual è l’impatto sulla psicoterapia. Oggi vorrei parlare del ruolo che hanno all’interno del percorso di psicoterapia: di quando e quando dovrebbero essere presi e di quando invece dovrebbero essere sospesi.

Partiamo dal presupposto che non sono contro i farmaci. Ti sarà sicuramente capitato di vedere alcuni video di colleghi che denigrano completamente il farmaco raccontandolo come la bestia nera: io non la penso così. Io penso che la psicoterapia non si avvalga dell’utilizzo del farmaco ma che talvolta la collaborazione con uno psichiatra, ovvero la persona deputata alla loro prescrizione, è una grande risorsa all’interno del percorso psicoterapeutico. Il farmaco infatti può aiutare la persona ad abbassare in tempi relativamente brevi il sintomo, soprattutto nel momento in cui questo arriva ad essere tale per cui diventa invalidante per la persona. Assumere il farmaco, a volte, aiuta sinceramente ad abbassare l’intensità del sintomo e quindi poi facilita anche il lavoro psicoterapeutico che ovviamente deve essere affiancato alla farmacoterapia.

Ci sono tuttavia pazienti che hanno una grande paura dei farmaci in generale e soprattutto degli psicofarmaci. Tuttavia, al netto dell’introduzione appena fatta, il farmaco deve essere un sostegno che viene dato alla persona solo fino a quando la persona ne ha strettamente bisogno. Il farmaco deve essere tolto il prima possibile, ovvero nel momento esatto in cui la persona non sente più la necessità totale di assumendo. Nel momento in cui il sintomo non è assolutamente invalidate, il farmaco, va rimosso.

Molte persone infatti continuano a sentirsi malate appunto proprio perché prendono un farmaco tutte le mattine, o due volte al giorno, tre volte al giorno. Avere sempre le pastiglie con sé, non fa altro che ricordare sempre e costantemente alla persona che è malata e che si sta curando e che ha bisogno di prendere quei farmaci perché altrimenti non riuscirebbe nelle faccende quotidiane. Il rischio è infatti quello di sviluppare una dipendenza per cui il farmaco diventa la copertina di Linus e da conforto, sicurezza.

Il farmaco quindi può essere utile e in alcuni casi dovrebbe essere prescritto e assunto, ovviamente non deve essere fatto con leggerezza, tuttavia non appena necessario lo stesso, in accordo con il medico, deve essere sospeso. 

69%
Il 69% delle persone che fanno terapia con noi hanno già svolto terapia
12%
Il 12% di queste è psicologo/psicoterapeuta e sceglie noi per la sua terapia personale
25%
Il 25% dei pazienti che seguiamo provengono dalle piattaforme. Si tratta di persone con difficoltà che loro non riescono/possono trattare
Inizia un viaggio nella tua mente e nella tua storia
Ecco i prossimi passi
1

Richiedi un appuntamento

La differenza in un percorso la fanno le persone, quindi ti chiameremo al telefono per ascoltare la tua storia e per conoscerti.

Poi sceglieremo in équipe il terapeuta giusto da presentarti in base alla sua esperienza con il tuo problema specifico, e alla tua personalità.

2

Conosci il tuo terapeuta

Tutte le sedute vengono registrate e discusse in équipe da almeno due colleghi, ma tu parlerai sempre con una sola persona.

Quando avremo scelto quella giusta per te ti chiamerà per presentarsi e fissare il primo appuntamento, che ha un costo di 85€.

3

Prime risposte in 4 incontri

Entro i primi 4 incontri avremo chiarito

  • Qual è davvero problema
  • Dove ha avuto origine
  • Quali sono le cause scatenanti
  • Quali sono le cause che lo mantengono
  • Qual è il ventaglio di soluzioni che puoi mettere in atto per risolverlo

Domande frequenti

I colloqui individuali costano 85€ e durano 60 minuti.

I colloqui di coppia o familiari costano 125€ e durano 90 minuti.

Si, il lavoro svolto è esattamente lo stesso.

Se pensi che la terapia online debba costare meno è a causa di una narrativa distorta. Il costo è determinato dalla preparazione e dalla qualità del lavoro, non dal luogo in cui viene svolto.

Si, è sufficiente informaci di esserne in possesso.

Le ragioni sono diverse, ma in sintesi:

  • Colloqui di 60 o 90 minuti, non di 45 minuti
  • 2 terapeuti che seguono ogni terapia
  • Intervisione e supervisione costanti e obbligatorie per ogni terapeuta
  • Specializzazione verticale su ansia, coppia e sessualità..

Insomma, facciamo poche cose ma le facciamo molto bene.

È un colloquio fondamentale e va preso con impegno, lato terapeuta e lato paziente.

I nostri professionisti non lavorano gratis.

Se non paghi il primo colloquio tu non presterai la massima attenzione (tanto è gratis) e il terapeuta farà lo stesso. Forse non ti piace sentire questo, ma la mente umana funziona così.

Perché crediamo e fondiamo il nostro lavoro sul rapporto umano.

Perché solo una persona formata a raccogliere le informazioni riesce a cogliere le sfumature delle risposte.

Perché non deleghiamo una parte importante del nostro lavoro ad un algoritmo solo perché è più comodo (forse anche a te). La terapia è cambiamento e non c’è cambiamento senza impegno.

Psicologia e tuttologia sono cose diverse.

Per essere efficaci è fondamentale essere verticali sulle tematiche che trattiamo.

Siamo specializzati in ansia, relazioni e sessualità.

Perché così abbiamo la possibilità di riascoltare la seduta e preparare al meglio quella successiva.

Per il paziente il cambiamento avviene tra una seduta e l’altra, per il terapeuta questo è lo spazio per favorire questo cambiamento, pensando e confrontandosi con i colleghi.

Perché non trattiamo in modo generalista tutte le difficoltà.

Perché ci mettiamo impegno e ci aspettiamo altrettanto da parte tua.

Perché crediamo che la qualità di una terapia e di un terapeuta vadano valutate in base alla sua capacità trasformativa e non in base al numero di stelline.

Cambiare è quasi sempre faticoso.

Perché a volte diciamo cose scomode, ma sempre con l'intento di far del bene.